Immigrati, lite Bossi-An


"Errore clamoroso, così si fa il gioco della sinistra", dice il Senatùr sulla circolare sul soggiorno di 6 mesi agli stranieri che denunciano il datore di lavoro che li lascia nell'illegalità. An frena.


ROMA - E' ormai un caso politico in piena regola la recente circolare del ministero dell'Interno, dipartimento Sicurezza pubblica, con cui in sostanza si "promette" un permesso di soggiorno straordinario di sei alle colf e alle badanti che ricorreranno contro il datore di lavoro che si rifiuta di regolarizzarle (lunedì è il termine ultimo per l'inoltro del kit distribuito dalle Poste). La Lega insorge: roventi trasmissioni su Telepadania, sull'organo del partito, mentre Bossi tuona. "Questa circolare non va bene, è contro la legge, fa il gioco della sinistra" dice. Ma An, che intende difendere il sottosegretario Alfredo Mantovano, se da un lato dà ragione a Bossi per la formulazione della circolare, dall'altro dice un netto no a un eventuale ritiro e si dice pronta allo scontro.

Il rischio che evidenza la Lega è chiaro: alimentare migliaia di cause contro i datori di lavoro al solo scopo di ottenere l'agognato permesso, per quanto temporaneo. "La circolare va ritirata e la ritireremo - aggiunge Bossi - è stata un'iniziativa estemporanea e sbagliata, punto e basta, non è previsto che un singolo ministero invii di sua iniziativa circolari che contrastano con la legge stessa...". Una chiara, anche se velata, accusa al ministro dell'Interno Pisanui e al sottosegretario Alfredo Mantovano. E aggiunge, il leader leghista: "La questione della lotta all'immigrazione clandestina - continua il Senatùr - è una fatto politico, non deve passare nelle mani della magistratura, come vorrebbe la sinistra. Io ho letto per anni Le Monde diplomatique e so bene che è questo lo scopo delle sinistre in tutta Europa: spostare il problema dalla politica alle aule della magistratura. La nostra legge punta invece a fare chiarezza tra chi può stare nel nostro paese e chi no. Siamo contrari a questa circolare perché è contro la legge e ricalca ciò che vuole la sinistra".

L'Italia resta quindi col fiato sospeso: Cgil, Cisl e Uil, e tante altre associazioni di volontariato, confermano di non avere informazioni in materia e di non sapere quindi come comportarsi con gli oltre 10 mila extracomunitari che, secondo un calcolo provvisorio ma certamente approssimato per difetto, vogliono ricorrere contro il loro datore di lavoro per ottenere l'agognato permesso. Fra l'altro la valanga di ricorsi si abbatterebbe su una giustizia civile, quella del lavoro in particolare, già in crisi profonda.

Le associazioni che seguono la difficile partita si stanno già preparando al peggio. E non è chiaro neppure entro quale termine i lavoratori possano presentare il ricorso contro i datori. Considerando che fino all'11 un lavoratore non sappia o non riesca a sapere se il datore ha presentato oppure no la domanda di regolarizzazione, ed escludendo che possa farlo entro le mezzanotte del giorno stesso, non resterebbe che prorogare tutto il meccanismo. Dando quindi più tempo al lavoratore per preparare la domanda di vertenza.

Ma An dice no, nessun ritiro. Non si può, afferma il capogruppo alla Camera La Russa, proibire ai lavoratori di ricorrere contro chi li vuole lasciare nell'illegalità. La circolare "non è illegale - dice Ignazio La Russa - anche se ha ragione Bossi quando dice che nella gerarchia delle fonti una circolare non può mai superare una legge".

"Quel che conta - rilancia tuttavia il capogruppo di An - però è il contenuto e non può essere messo in discussione il fatto che sia giusto che un cittadino extracomunitario, che è nelle condizioni di essere regolarizzato, debba essere regolarizzato. Altrimenti non deve lavorare. E ha tutto il diritto di chiedere il risarcimento al datore di lavoro che lo vuole sfruttare senza pagare i contributi".

Per il capogruppo di Alleanza Nazionale non si profila nessuna nuova rottura con la Lega. "Credo di no - sostiene - perché nelle forme Bossi ha ragione, ma nei contenuti sono certo che anche lui non vuole lo sfruttamento degli extracomunitari in regola, vuole l'espulsione dei clandestini ma la giusta tutela per chi lavora come tutti gli altri".