martedi , 05 novembre 2002
REATI VIOLENZA CARNALE
--------------------------------------------------------------------------------
E lo stupro arrivò sul banco degli imputati
Mieli Paolo
Mi ha fatto piacere leggere che, nel rispondere a una domanda sulle diverse responsabilità a proposito di crimini contro l' umanità, lei abbia citato il caso di quella scrittrice americana che combatte una battaglia per associare i concetti di pornog rafia, stupro e genocidio. Mi rendo conto che non è possibile imputare a un editore o a un direttore di riviste oscene responsabilità sia pure indirette per quei grandi delitti collettivi. Però noto con soddisfazione che lo stupro comincia finalmente a occupare il posto che gli spetta, sul banco degli imputati, in quelle aule di Tribunale internazionale. E mi domando perché abbiamo dovuto attendere tanti anni prima che ciò accadesse. Isabella Tanziani, Milano Cara signora Tanziani, qualcosa di d avvero importante per ciò che le interessa è accaduto sei anni fa, nel 1996, allorché, sulla base del reato di stupro è stato incriminato un capo serbo della polizia, Dragan Gogovic, per le violenze contro ragazze musulmane (alcune delle quali dodice nni) verificatesi nel campo di prigionia di Foca. Ma già nell' Inghilterra medievale lo stupro era un reato per il quale era prevista la pena di morte dai codici militari promulgati da Riccardo II (1385) e da Enrico V (1419). Stessa sanzione fu decis a dal Codice Lieber approvato nel 1863 per regolare la condotta dell' esercito statunitense ai tempi della guerra civile. E, a fine Ottocento, le notizie sugli abusi sessuali subiti dalle donne cubane a opera dei soldati spagnoli ebbero grande risalt o sui giornali americani della catena Hearst; tale denuncia ebbe un peso rilevantissimo nel costringere gli Stati Uniti a intervenire in quella che sarebbe passata alla storia con il nome di guerra ispanoamericana. Ma tra il 1945 e il 1946, a conclus ione della Seconda guerra mondiale, accadde un fatto che spiega almeno in parte i ritardi di cui lei mi chiede. Lo stupro fu uno dei reati più importanti di cui furono accusati i criminali di guerra giapponesi nel processo che si tenne a Tokio. Nella capitale del Giappone si discusse a lungo e nei dettagli delle violenze sessuali dei militari del Sol Levante, a partire da quello che è noto come lo «stupro di Nanchino» dal nome della città cinese in cui nel 1937 si registrarono moltissime brutali tà dei giapponesi contro donne inermi. A Norimberga, dove furono processati i criminali nazisti (che pure si erano resi colpevoli, direttamente o indirettamente, di questo stesso reato, così come, tra i loro alleati, in particolare la Guardia di ferr o romena e la milizia filonazista ucraina) agli stupri non fu dato alcun peso. Perché? Probabilmente per il fatto che i russi nelle terre da loro liberate e i marocchini agli ordini dei francesi in Italia si erano macchiati di delitti analoghi talché , qualora se ne fosse parlato nel corso del dibattimento, quelle innumerevoli atrocità dei liberatori sarebbero sicuramente venute allo scoperto. E, dal momento che è in atto una discussione con e tra i lettori su cosa dovrebbe essere lecito e cosa n o nei grandi processi internazionali per punire i crimini contro l' umanità, questa breve storia dello stupro mi offre lo spunto per raccomandare una giurisprudenza adeguatamente severa nei confronti di reati che possono essere stati commessi da tutt i. Dai vinti, ma anche dai vincitori.




Rispondi Citando
