Giscard attacca: la Turchia, rovina dell'Ue

Il presidente della Convenzione sul futuro dell’Europa dichiara: "La Turchia non è un Paese europeo. Il suo ingresso nell'Ue "sarebbe la fine dell'Unione europea". Secca la replica: "Reazione emotiva".

PARIGI – L’integrazione della Turchia nell’Unione europea “sarebbe la fine della Ue”: parola del presidente della Convenzione sul futuro dell’Europa Valere Giscard d’Estaing. In un’intervista al quotidiano francese Le Monde, l’ex presidente francese dichiara: “La Turchia è un Paese vicino all’Europa, un Paese importante ma non un Paese europeo”.

E l’affermazione di Giscard, a pochi giorni dal voto in Turchia, che ha dato la piena maggioranza al partito islamico, è destinata a far esplodere la bufera. Subito arriva, infatti, la replica della Commissione europea: “La fine dell’Europa con la Turchia nell’Ue? No”. Un portavoce di Bruxelles risponde puntuale a Giscard: “La Turchia è riconosciuta come un Paese candidato e la Commissione non ha assolutamente intenzione di contestare ciò. Al contrario”. La Commissione, insomma, interviene per difendere Ankara dall’attacco del presidente della Convenzione, ma anche per autodifendersi. D’altra parte, aggiunge ancora il portavoce, l’esecutivo guidato da Romano Prodi formula le sue proposte sull’allargamento in base alla “strategia” determinata dai capi di stato e di governo dell’Ue al vertice di Helsinki del 1999. “Una strategia che si è rivelata positiva e non c’è ragione di metterla in discussione”.

Chiamato in causa direttamente, il leader del partito islamico Akp, Recep Erdogan, ha respinto la tesi di Giscad, facendo però attenzione a non inasprire i toni: "La Turchia è membro del Consiglio d'Europa, è membro dell'Ocse ed è membro della Nato. Fare una dichiarazione del genere per un paese come la Turchia non può che essere frutto dell'emozione".

(8 NOVEMBRE 2002; ORE 13:06)