"Pirla" al ministro, Franca Rame in tribunale
L'episodio risale al 14 settembre scorso, durante una protesta davanti alle carceri. L'attrice avrebbe apostrofato il ministro della Giustizia Roberto Castelli con il termine poco lusinghiero.
ROMA - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli va in tribunale per difendere la sua immagine. Lo fa citando in giudizio l'attrice Franca Rame, rea di avergli dato, a pochi minuti di distanza, del "pirla " e poi del "genio". Parole che al ministro non sono piaciute e che ha ritenuto delle ingiurie da lavare con l'applicazione della legge.
Secondo quanto ricostruisce il quotidiano Repubblical'episodio risale al 14 settembre scorso durante una manifestazione davanti alle carceri Franca Rame accompagnatra dal marito Dario Fo. La coppia si occupa da anni della condizione dei detenuti. In quell'occasione, come riportano le agenzie, la Rame avrebbe apostrofato con queste parole il ministro della Giustizia: "Quel pirla del ministro Castelli si spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Si informi. Le condizioni delle carceri sono tragiche e non sono quelle descritte dal genio di Castelli".
Gli avvocati del ministro chiedono la somma di 100 mila euro come risarcimento. La parola incriminata, "pirla", anche se fa parte dell'uso corrente, assume, dicono i legali "abitualmente il significato di attribuzione di sacrsissime qualità intellettuali accompagnate dall'asssenza di presenza di spirito". Il significato dell'insulto sarebe sarebbe stato amplificato dall'espressione "quel genio di Castelli". La parola passa ora al tribunale. E' certo però che, se prima il fatto poteva passare inosservato ora, con l'azione legale, avrà maggioer risonanza. Con buona pace del ministro.
(13 NOVEMBRE 2002, ORE 77)




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