Il trionfo di Bush e della sua cricca repubblicana alle elezioni di mezzo termine statunitensi è una catastrofe per l' umanità, ma conferma alcuni dati che ancora qualcuno si ostina a negare.
Il popolo americano, mentre, tra le macerie delle Torri Gemelle, compra le suppellettili dei caduti nell' attentato, ha sete di vendetta ed appoggia in pieno il guerrafondaio texano. Il popolo americano è pronto ad una nuova, ennesima guerra, anzi la chiede, visto che, come al solito, si giocherà "fuori casa", ed in questi casi non è uno svantaggio.
Ed è stata ancora la voglia di morte del popolo americano, da sempre all' avanguardia nelle esecuzioni capitali, a consegnare uno Stato tradizionalmente democratico come il Maryland nelle mani repubblicane, lo stesso Stato sconvolto dagli omicidi del cecchino-serial kille, "naturalmente" convertito all' Islam, meno di un mese fa.
Ma in queste elezioni non si è trattato dell' unico cambiamento di bandiera. Sembra infatti che buona parte della lobby ebraica abbia deciso alla fine di votare repubblicano. Una scelta probabilmente dettata dagli ottimi rapporti di George W. Bush con il pachiderma assassino di Tel Aviv.
Insomma, Bush junior non avrà più problemi a continuare la "nuova crociata" contro il mondo islamico. Il "mondo civile" dei petrolieri e degli armieri yankee ora è autorizzato dal popolo americano, che gli ha conferito i pieni poteri, ad esportare il proprio imperialismo nel resto del mondo. Anche in quei paesi dove finora ha stentato ad arrivare. E nulla importa a Washington se il resto del mondo non lo vuole.




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