FINANZIARIA / Cè: soddisfatti per ciò che abbiamo ottenuto
di Gianluca Savoini

«Sì, la Lega Nord è soddisfatta per questa legge Finanziaria. Finalmente anche le esigenze del Nord sono state affrontate e discusse, e il risultato è sicuramente molto importante. La Lega sta svolgendo in pieno il suo ruolo riformista all’interno dello schieramento di maggioranza e siamo riusciti ad ottenere misure importanti anche per le regioni padane».
Da diversi giorni il capogruppo dei deputati leghisti Alessandro Cè fa la spola tra gli uffici del gruppo e l’aula di Montecitorio: la discussione e le votazioni sugli emendamenti alla legge Finanziaria è entrata nel vivo e tutti i parlamentari del Carroccio hanno affrontato una serie di giornate molto impegnative, conclusasi ieri sera con l’approvazione della legge.
«Ma incominciamo ad ottenere i primi frutti della nostra azione politica - spiega Cè -. La Lega in questi giorni è in prima linea per difendere le grandi riforme e soprattutto gli interessi del Nord. Solo noi difendiamo la Padania a spada tratta».
Allora, presidente Cè, questa è una buona Finanziaria?
«Sicuramente. Uno dei punti qualificanti è il mantenimento delle promesse elettorali, riduzione delle tasse per prima. L’eredità negativa lasciata dall’Ulivo non favorisce la ripresa, ma stiamo procedendo sulla strada giusta. Si tratta di una manovra rigorosa soprattutto per gli apparati ministeriali e burocratici, assai meno per gli enti locali».
Quali sono i risultati raggiunti dalla Lega?
«Ad esempio, l’inserimento all’articolo 3 di un puntuale discorso in merito al federalismo fiscale, che verrà introdotto in breve tempo. Poi c’è la difesa dei crediti d’imposta per le imprese del Nord, nonostante pareri contrari provenienti anche da ambienti della Cdl. Quindi abbiamo lottato in difesa della famiglia, con gli asili nido (investiti 250 miliardi delle vecchie lire), con gli sgravi per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie. Il ministro Maroni interverrà poi con nuove risorse a disposizione delle famiglie per i nuovi nati. Non dimentichiamo le battaglie vincenti per le aree di montagna, per evitare il loro spopolamento».
Ci saranno incentivi per gli imprenditori che decideranno di aprire la loro attività nelle località montane?
«Sì, e assommiamo a questi incentivi anche l’intervento sul costo del gas metano. Un’altra battaglia storica della Lega, che ha impedito un nuovo aumento di quell’importante combustibile».
Si tratta di un risultato politico, ma anche simbolico, che dimostra come l’aria è finalmente cambiata?
«Esatto. Per la prima volta parlare di difesa del Nord non è una bestemmia, ma si è concretizzata in importanti provvedimenti».
Peraltro il premier Berlusconi ha precisato che la Finanziaria ha dimostrato la grande unità di intenti della coalizione governativa. È così?
«Sì, sono d’accordo. La Cdl è unita, pur non mancando il normale dibattito democratico al suo interno, che a volte può assumere anche toni accesi, ma senza traumi».
Che cosa invece non vi ha soddisfatto appieno?
«Abbiamo affrontato un agguerritissimo fronte trasversale schierato a favore dell’emendamento per “Roma capitale”. E anche qui siamo riusciti a stoppare quelle manovre che miravano a portare nell’Urbe investimenti esagerati. Roma la deve smettere, insomma, di dilapidare i soldi del Nord».
Su questo punto si sono levate alte le proteste del presidente del Lazio Storace.
«Vero. Roma, oltre ai trasferimenti ordinari, si becca 500 miliardi in più all’anno grazie alle leggi speciali pensate appositamente per l’Urbe. Cinquecento miliardi, non bruscolini! Inoltre ogni dieci anni a Roma viene assegnato qualche evento straordinario, sportivo o non, che porta nelle sue casse altre somme ingentissime. Dopo i Mondiali di calcio del 1990 c’è stato il Giubileo del 2000. Per il Giubileo Roma ha preso 6mila miliardi, di cui l’80 % spesi in quel comune. Senza contare i 1700 miliardi per il Policlinico, che è un pozzo senza fondo, dal costo di due milioni al giorno per ogni degente ospedaliero».
Basta esagerare con i soldi a Roma, quindi?
«Proprio così. Se Storace vuole fare propaganda politica, lo dica chiaro e forte, almeno capiremo tutti quanti. Noi dovremmo ricordare però a Storace che al Nord i costi per i trasporti pubblici vengono coperti per una percentuale che mediamente si aggira intorno al 20 - 30 % , a Roma e dintorni è del 7 %. Ci vuole un po’ di efficenza in più, quindi, da parte di Roma, e non solo per quello che riguarda i trasporti pubblici, naturalmente».