La mia idea su ciò che rappresenta l' arcipelago dei no-global è nota ai frequentatori di POL fin dai fatti di Genova del luglio 2001: una critica profonda delle linee-guida imposte dai soliti noti ad un movimento di contestazione molto positivo e- al tempo stesso- una forte apertura di credito verso tutti coloro, la stragrande maggioranza dei movimentisti, che- a prescindere dalle etichette loro sovrapposte- contestano il pensiero unico che guida la selvaggia globalizzazione delle identità culturali, etniche, sociali, economiche, politiche dei popoli del mondo.
Il razzismo vero oggi in Italia è quello di regime, quello che in nome della "superiore cultura liberaldemocratica" non solo permette, ma amplifica, messaggi discriminatori, appelli beceri a "chiudere le serrande" dei negozi, le mescolanze-paccottiglie-antifasciste, di cui è diventata alabardiera, nei giorni del Social Forum di Firenze, la signora Oriana Fallaci, nuova crociata di un Occidente arrogante e spocchioso. I vari avvoltoi catastrofisti sono peraltro rimasti assai delusi dall' esito tranquillo e pacifico della manifestazione. Hanno allora riversato il proprio livore- come ormai da alcuni mesi accade- sui "vip no-global", nei confronti dei quali hanno continuato la loro opera di denigrazione a livello di pura maldicenza personale.
Ma io ritengo che tutti i giovani e non giovani che si sono trovati alla Fortezza da Basso o per le vie fiorentine, per discutere sul futuro di questo nostro mondo, siano dei "vip" che hanno svolto davvero un buon lavoro e i liberaldemocratici dovrebbero prendersela quindi con quel mezzo milione e passa di "vip" che ha manifestato a Firenze.
Rimane il dato che sicuramente è un mondo strano questo dei Sociali Forum: discutono, si confrontano su temi interessanti, ma vivono in una contraddizione che vede troppa gente diversa unirsi credendo di pensarla allo stesso modo. Ma non è così. C'è chi non vuole la globalizzazione, c'è chi vuole solo la globalizzazione buona, c'è chi vuole abbattere banche e McDonald' s e c'è chi vota per il centrosinistra. E questi ultimi sono l' élite, i Pochi, la Guida del Movimento. Quel che c'è di buono, ripeto, è che i Tanti, invece, sono comunque convinti di poter trovare nuove vie, diverse da quella capitalista, migliori, che eliminino i vergognosi squilibri sociali figli della società globalizzata. E nonostante alcune cose mi separino da loro (anche se probabilmente è più una questione anagrafica che di sostanza ed in ogni caso sono molte meno di quanto si pensi) ne sono convinto anch' io.




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