Il neopremier turco Recep Tayyip Erdogan, leader del filoislamico Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), rilancia e ricatta. Considerare l’Unione Europea come un club cristiano, dice, non fa altro che danneggiare il già fragile dialogo con il mondo islamico, tanto più necessario dopo l’11 settembre. Erdogan prova così a replicare alle dichiarazioni del presidente della Convenzione europea, Valery Giscard d’Estaing, secondo il quale l’ingresso della Turchia nella Ue rappresenterebbe «la fine dell’Europa».
«Ho trovato quelle dichiarazioni poco opportune», si è lamentato Erdogan, che oggi sarà in visita dal premier italiano Silvio Berlusconi a perorare la causa della Turchia nell’Ue, in un’intervista al “Times”. Non sono mancate parole dure contro Giscard, invitato tra l’altro a «pensare prima di parlare». - «L’Ue - ha ribadito - non dovrebbe realmente fare nulla che minacci il dialogo interculturale e in questo atteggiamento vedo qualcosa che potrebbe sciupare il dialogo». Nel corso dell’intervista in cui, scrive il quotidiano britannico, Erdogan «sembra il contrario del minaccioso politico islamista come è stato spesso dipinto in Occidente» - il premier ha insistito ripetutamente sul rispetto dei diritti e delle libertà, concetti che l’Ue ritiene fondamentali per aprire le sue porte ad Ankara, ma che lui considera, al contrario, come un mezzo per “alleviare i problemi dei musulmani turchi”, che si sentono «perseguitati» dalle rigide norme del secolarismo ataturkiano.




Rispondi Citando