Il Sig. Woytila ( falso papa e reo di numerose eeresie nei confronti della Tradizone Cattolica) consiglia clemenza. Ha paura che torni la S.Iquisizione?
E' arrivato a dire "Dio benedica l'Italia"!!..forse il Sign. Karol si è dimenticato che l'Italia è stata fatta dai massoni inglresi contro lo Stato della Chiesa e contro gli Imperi Centrali!!


Discorso durato 46 minuti, interrotto da 23 applausi
Il Papa: ''Segno di clemenza per i detenuti''
Guerra, scuola, mass media tra i temi toccati da Giovanni Paolo II nel suo intervento a Montecitorio








Il testo integrale del discorso
Casini: ''Qui in Parlamento l'intera Italia''
Pera: ''Grazie per impegno contro ogni totalitarismo''
Indulto, i commenti
Il Papa e' arrivato a Montecitorio


Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - Giovanni Paolo II e' ''profondamente onorato'' e ''ben consapevole del del forte significato della presenza del Successore di Pietro nel Parlamento italiano''. E' stato questo l'esordio del Papa nella sede della Camera dei deputati, alla presenza delle massime cariche dello Stato, nel luogo oggi simbolo della politica italiana e un tempo del potere ecclesiastico. Nel suo discorso, quattro cartelle e mezzo che ha letto con voce chiara e ferma in circa 40 minuti nella storica visita al Parlamento italiano, ha ripercorso i rapporti fra Italia e Santa Sede nell'ultimo secolo di storia ed enunciato le proprie attese per il futuro del nostro Paese e per il contributo che l'Italia puo' dare nel consesso delle Nazioni.
''Chiedo al Redentore dell'uomo -e' stata la sua preghiera finale- di far si' che l'amata Nazione italiana possa continuare, nel presente e nel futuro, a vivere secondo la sua luminosa tradizione, sapendo ricavare da essa nuovi e abbondanti frutti di civilta', per il progresso materiale e spirituale del mondo intero''. ''Che Dio benedica l'Italia'' e' stata la sua invocazione finale, salutata da una standing ovation dei parlamentari italiani.
Un discorso quello di Giovanni Paolo II durato 46 minuti e interrotto da ventitre applausi dei parlamentari. I battimani piu' forti sono arrivati quando Wojtyla ha chiesto un segno di clemenza per i detenuti, ha parlato dell'emarginazione dei piu' deboli in tempi di crisi dell'occupazione, ha rivendicato le radici cristiane dell'Europa. ''Dio Benedica l'Italia'', ha concluso il Papa, raccogliendo l'ovazione piu' lunga, due minuti e 30 secondi.
Il passaggio piu' atteso del discorso di Giovanni Paolo II e' stato quello sui detenuti. Il Papa ha chiesto per loro un ''segno di clemenza mediante una riduzione della pena''. Tale gesto sarebbe da parte delle istituzioni ''una chiara manifestazione di sensibilita', che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella societa'''.
Affrontando con i parlamentari il tema della solidarieta' verso ''le membra piu' deboli della societa''', il Papa ha sottolineato che ''tale solidarieta' non puo' non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento''.
Sulla guerra Giovanni Paolo II ha ammonito a non lasciarsi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni''. ''L'Italia e le altre Nazioni che hanno la loro matrice storica nella fede cristiana - ha detto il Pontefice - sono quasi intrinsecamente preparate ad aprire all'umanita' nuovi cammini di pace, non ignorando la pericolosità delle minacce attuali, ma nemmeno lasciandosi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni''. Di fronte al conflitto cronico in Medio Oriente e alla ''nuova e terribile dimensione'' che ha assunto il terrorismo internazionale l'Italia deve ricordare ''l'attitudine e la responsabilita' del tutto peculiari'' del Cristianesimo nel consesso internazionale facendo emergere ''tutto il potenziale di pace'' insito nelle grandi religioni.
Tra i tanti temi toccati anche quello della scuola. ''Una Nazione sollecita del proprio futuro favorisce lo sviluppo della scuola in un sano clima di liberta', e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualita', in stretta connessione con le famiglie e con tutte le componenti sociali, cosi' come del resto avviene nella maggior parte dei Paesi europei''. Il Papa non nomina esplicitamente la parita' scolastica ma invita il Parlamento a curare ''la solida formazione della persona'' dando ''la piu' ampia collaborazione'' e ''adeguati sostegni'' alle ''responsabilita' primarie dei genitori''.