ciao a tutti, vi chiedo se è possibile da un sondaggio locale fare considerazioni a carattere nazionale.
Nel mio piccolo comune (7500 abitanti), feudo Pci negli anni 60-70-80 ed ora con Ulivo e Prc rispettivimente al 51 e al 7%, Polo al 34%, Di pietro, radicali e D'Antoni rispettivamente al 4%, 2%, 2%(camera uninominale politiche 2001) abbiamo effettuato un sondaggio tramite due laureandi in statistica con criteri scientifici (460 intervistati su circa 6000 votanti nel 2001) sia comunale che nazionale.
I risultati sono stati molto interessanti, anche se limitati al proporzionale e ve li propongo con i voti tra parentesi ottenuti dai partiti nel proporzionale del 2001.
Ds 40% (33,2%)
Margherita 8% (12,3%)
Verdi 2% (1,9%, con Sdi)
Sdi 0% (vedi sopra)
Pdci 2% (1,3%)
Di Pietro 1% (3,7%)
Prc 9% (7.2%)
Forza Italia 21% (23,9%)
An 11% (8,7%)
Udc 4% (2,8% sommando D'antoni)
Lega Nord 1% (1,6%)
NUovo Psi 0% (1%)
Radicali 1% (2%)
Mancano nel proporzionale un pò di percentualine limate qua e la e i voti di Paese Nuovo e Abolizione Scorporo (le liste civetta)
Comunque il totale del prop. 2001 è 99,6.
Interessanti i rapporti di forza al proporzionale:
Ulivo+Di Pietro 53% (52,4%)
Prc 9% (7,2%)
Casa delle Libertà 37% (38%)
Radicali 1% (2%)
Dopo un anno quindi che cosa è cambiato a livello nazionale? Almeno a San Giovanni in Marignano nulla. Un dato è però significativo e cioè se è vero che la luna di miele con il centrodestra degli elettori è finita, non è vero che ad avvantaggiarsi è il centrosinistra, che perde piccole quote di consenso a vantaggio di rifondazione.
Credo che si possa anche considerare il voto al proporzionale del centrodestra un voto che si sta radicando (è noto che al maggioritario i voti per il centrodestra sono meno di quelli al proporzionale) e forse si potrebbero tramutare tutti in voti al maggioritario, infatti:
Coalizione: Maggiorit. 2001 - Sondaggio 2002
Ulivo 55% (+Di pietro) 55%
Prc 7% 8%
Polo 36% (+D'Antoni) 37%
Radicali 2% 0%
Tenuto conto che la politica locale ha dei valori elettorali molto diversi per la presenza di due liste civiche (il centrodestra non si presentò come coalizione politica), e che si sta traducendo in consensi per il centrosinistra locale al governo (dal 45% del '99 al 53% del 2002), il voto locale si rispecchia comunque nel voto nazionale: una coalizione di centrodestra riconoscibile e con un candidato a sindaco espressione di quell'area (nel '99 il candidato sostenuto esternamente dalla destra era un ex assessore da 17 con il Pci-Pds, quindi molti non si turarono il naso....) otterrebbe il 38% dei voti mentre rifondazione il 9%.
Credo quindi che come analisi, seppur locale, possa essere condivisibile anche a livello nazionale.
Tutto questo per dire cosa?
Non lo so ma i fatti mi cosano... (come direbbe il mio conterraneo assessore Palmiro Cangini) e cioè che analisi che dicono che il centrosinistra sta crescendo nel paese (swg-Unità) o che il centrodestra sta dilagando (Ispo-Corriere) siano forse eccessive.
Credo che i rapporti di forza siano gli stessi e che quindi, così come nel '96 il centrosinistra vinse perchè il Polo andò separato dalla Lega e non perchè il programma ulivista fosse meraviglioso, nel 2001 il centrodestra vinse perchè fu il centrosinistra a correre in 3 tronconi e non perchè il programma di Berlusconi fosse più innovativo di quello di Rutelli.
Il voto dell'elettore italiano continua a rimanere molto stabile e variazioni notevoli nei sondaggi elettorali, a mio avviso, sono poco credibili.
Voi che ne pensate?
Scusate il pistolotto! Lorenzo




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