Europa turcofona
Venti di follia suicida soffiano minacciosi, attraversando l’Europa da cima a fondo. E siamo più vicini al fondo che non alla cima.
I recenti avvenimenti legati alla proposta per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea stanno, ancora una volta, ancor più che mai, a dimostrarlo.
L’altro giorno il ministro-menestrello inglese ha dichiarato che Istanbul è una gran capitale europea.
Affermazione menzognera ma presto veritiera, ancorché inesatta: presto Istanbul sarà LA CAPITALE dell’Europa!
Oggi anche il Primo Ministro di questa Penosa Penisola di Pecoronia ha confermato la sua intenzione di propugnare, assieme a tutti gli altri Caporioni europei, la causa della questione turca.
La turca-turca, non la turca-napoletana.
Evidentemente non tutti sono consapevoli d’una recente scoperta scientifica, che in apparenza ma solo in apparenza non ha nulla che fare con la conduzione degli affari istituzionali europei.
Recenti studi scientifici, infatti, condotti dal Massachussets Institute of Psychiatry, hanno dimostrato in modo inconfutabile una stretta correlazione fra la qualità dell’operato dei governi e il quoziente medio d’intelligenza dei popoli governati. Secondo tale scoperta scientifica, il quoziente medio d’intelligenza di un paese è INVERSAMENTE proporzionale alla densità per metro quadrato di tifosi del calcio SPA, cioè del calcio professionale.
Il mondo del calcio: ecco uno dei primati europei, ma non il solo. In questo campo, non per nulla si chiama campo di calcio, il contributo del popolo italiano (leggasi popolazzo) è fondamentale. In questo l’Italia eccelle. Ma non solo l’Italia e non solo in questo.
Nell’attuale moderna epoca material-calcistica, i popoli europei sembrano sempre più dediti allo stupefacente mondo degli stupefacenti, affascinati dalla trasgressione in discoteche di stile anglosexone, estasiati all’ascolto di cantanti urlatori isterici, impregnati di pubblicità televisiva e radiofonica, destinati a sprofondare sempre più nell’abominevole abisso dell’ignominia finale.
E così ora l’Europa si accinge ad aprire le porte al novello califfo imperatore ottomano.
Attenzione! L’ammissione della Turchia, prima ancora che operazione geopolitica finalizzata ad assicurare maggiore stabilità e prosperità ai popoli europei, come sostengono i soliti Padri delle Patrie, se portata a compimento, sarà stata innanzi tutto:
1. La più gran beffa culturale di tutti i tempi e
2. La più gran truffa economica mai concepita, vera e propria estorsione ed espropriazione operata a danno dei portafogli delle genti laboriose ad esclusivo beneficio dei portafogli delle oligarchie e lobbies locali e mondiali – europee, statunitensi e non solo -, dei grandi produttori d’armamenti, dei maggiori speculatori finanziari, degli attuali eurocrati di Bruxelles e consociati vari, delle novelle schiere di funzionari cui bisognerà assegnare cospicue remunerazioni, favolose abitazioni hollywoodiane, privilegi d’ogni genere – dai mezzi di trasporto o viaggi gratuiti, alle vacanze esotiche garantite, agli incentivi anti-inflazionistici, all’acquisto facilitato di valori borsistici o altre forme d’investimento o risparmio facilitato, assicurazioni e persino piani di cure odontoiatriche agevolate, e così via…
Altro che Comunità Europea!
L’Unione Europea NON sarà così comune per tutti i comuni europei.
Tuttavia, anche prescindendo da questa prossima multiforme manna che cadrà dal cielo – soprattutto per Bruxelles - taluni sostengono che l’Unione Europea è solo un’utopia, destinata a fallire, per la semplice ragione che i popoli europei sono troppo diversi gli uni dagli altri, non avendo quasi nulla d’importante in comune.
Nulla di più erroneo!
Gli attuali popoli europei hanno in comune un’importantissima caratteristica:
LA CODARDIA.
Johnny Buleghin




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