Il finale di Belgrado matura nella ripresa: la squadra di Mancini subisce il gol di Boskovic, ma pareggia su punizione con Chiesa e passa il turno.

Belgrado, 14 novembre 2002 - Una bella Lazio, che sa soffrire e giocare in uno stadio difficile com il Markana di Belgrado, pareggia 1-1- con al Stella Rossa e passa al turno successivo della coppa Uefa. Passata in svantaggio per un gol di Boskovic, la squadra di ancini pareggia con una punizione di Chiesa che è la seconda buona notizia della giornata oltre alla qualificazione. L'attaccante gioca 90' minuti segno di una condizione sempre più vicina al top. Per un giorno si può non pensare alla Cirio e al futuro societario.

Mancini perde all'ultimo anche Inzaghi, fermato dal mal di schiena, e ridisegna la Lazio con un 4-5-1 che prevede Oddo e Favalli sui lati della difesa, Stam e Couto centrali; a centrocampo Baggio si piazza davanti alla difesa, mentre Castroman e Manfredini occupano le fasce, Liverani e, a sorpresa, Sorin fanno i mediani, mentre Chiesa, seconda gara dall'inizio quest'anno, è l'unica punta. Filipovic conferma uomini e modulo (3-5-2).

La partenza della Stella Rossa è impressionante. Mladenovic prende subito in mano il centrocampo e suggerisce per le improvvise accelerazioni di Mrdja o gli inserimenti di Boskovic. Molto attiva sulla fascia destra con Lalatovic e Gvozdenovic, la squadra jugoslava, regge bene anche in difesa sotto la sapiente regia di Vidic. Sono dieci minuti di fuoco che si concludono col palo colpito da Boskovic con un gran sinistro da fuori.

La Lazio trova le misure e neutralizza via via le velleità della Stella Rossa. La ripresa ripercorre lo stesso copione del primo tempo, anche se le energie sono inferiori e i biancocelesti danno l'impressione di controllare meglio. Quando Mancini inserisce Lopez per uno spento Manfredini e torna al 4-4-2, si ha addirittura l'impressione che la Lazio possa passare in vantaggio.

Invece è un errore, uno dei pochissimi, di Couto che lascia libero Boskovic sul secondo palo, lo jugoslavo raccoglie di testa un cross su punizione e batte Concetti, subentrato all'inizio all'infortunato Marchegiani. Corre il 25' e la squadra di Mancini è chiamata a scacciare l'incubo dei supplementari. Ci riesce sette minuti dopo con Chiesa che ripete due volte la stessa punizione da fuori, sul secondo tentativo Castroman e Couto fanno velo davanti al portiere Randjelovic e il sinistro si infila in porta. Poi la Lazio controlla senza fatica.