Il proficuo dialogo nella Chiesa
Laici e Confraternite

Il ruolo dell'apostolato dei laici all'interno delle Confraternite è stato il tema dominante nell'ultima assemblea della rinata Arciconfraternita della Basilica Immacolata, a Catanzaro. Ad illustrarlo è stato l'avvocato Rosario Chiriano Padre Nicola Criniti, Direttore Spirituale della Confraternita, nel presentare l'oratore, impegnato in sede regionale sull'apostolato dei laici, ne ha sottolineato le qualità umane, cristiane e professionali. Le Confraternite - ha detto Chiriano - con la loro testimonianza di fedeltà alla Chiesa, esprimono un ruolo secolare di religiosità comunitaria e sociale, realizzando nel contesto societario un progetto culturale moderno della Chiesa Popolo di Dio. Si può, pertanto, affermare che, con esse, la Chiesa si pone in amorevole accostamento edificante tra Fede e Vita, tra Vangelo e Cultura di popolo, rafforzando quella civiltà che ci appartiene. Le Confraternite - ha detto ancora Chiriano - sono radicate in tutte le comunità locali, particolarmente nel Sud ed in Calabria, dove spesso raccolgono esclusivamente presenze autenticamente di popolo, il più umile e pio, ponendosi anche in contestazione a fronte di privilegi, in quanto rivendicano di essere fiere di una forma di libertà che non accetta vincoli, se non di stretta religiosità e di pietà". L'oratore ha ricordato che in una recente esortazione i Vescovi italiani hanno scritto che «la Chiesa ha bisogno di laici pronti a dedicare la loro esistenza all'apostolato ed a stabilire un legame che dia una impronta profonda alla loro vita ed al loro cammino spirituale. È proprio in questa luce - ha aggiunto l'oratore - che si collocano le Confraternite, «sodalizi di spiritualità profonda che tutto danno alla Chiesa senza nulla pretendere». Oggi, infatti, la Chiesa del Concilio assegna alle Confraternite un ruolo per i tempi che verranno: “le città dell'uomo nelle mani dei laici”», in quanto esiste un intreccio profondo tra la Chiesa-Popolo e l'azione del laicato. I lavori sono stati conclusi dal Priore, Ernesto Pucci, che ha tracciato un programma di massima per il futuro prossimo spronando, altresì i confratelli a proseguire con tenacia nell'opera di ricostruzione iniziata.

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