La leggenda di Ezra Pound
(tratto da 'Margini. Letture e riletture, n. 20)

La vita esemplare di Ezra Pound costituisce, nell'attuale fase di decadenza, un punto di riferimento. Sovente, però, si conosce l'uomo senza conoscerne l'opera, che pure è fondamentale nello sviluppo della poesia moderna e ricca di spunti nel campo minato degli studi di economia.
Alessandro Tesauro, editore salernitano, inaugurò la sua casa editrice, sedici anni or sono, con un preciso riferimento al Poeta: la sigla editoriale Ripostes ne riprendeva il nome di una raccolta di versi, e il primo libro pubblicato, "Il libro di Hilda", presentava la prima composizionedi Pound, opera giovanile poco conosciuta in Italia.
A Tesauro abbiamo rivolto alcune domande:

D. - Perchè e come leggere Pound?
R. - Leggere Ezra Pound direi che è fondamentale. La sua opera poetica ha ispirato gran parte della poesia del Novecento. Basti pensare alla beat generation, che oggi viene riscoperta e rivalutata, e ai suoi portavoce Ginsberg e Kerouac, che senza l'influsso di Pound forse non sarebbero nemmeno esistiti, letterariamente parlando. E tante altre monumentali opere
poetiche del Novecento americano, da 'La terra desolata' di Eliot al 'Il ponte di Hart Crane', al 'Paterson' di William Carlos Williams etc., sono state scritte sotto la guida di Pound. Carlo Izzo, studioso e traduttore di Poundscrisse: "Pound fu il maestro di tutti i poeti vivi del nostro tempo".

D. - Come si inserisce, nell'opera di Pound, il poema 'Il libro di Hilda'?
R. - Il 'libro di Hilda' è un testo giovanile di Pound ed è sicuramente la sua opera poetica più immediata. Quando decisi di pubblicarla, eravamo allora nei primissimi anni ottanta, ritenevo che il lettore italiano con questo libro avrebbe potuto avvicinarsi all'opera poundiana con più facilità rispetto ad altre opere più mature, come per esempio i 'Cantos'. Un modo,
tutto sommato, per conoscere Pound soprattutto come poeta, in un senso forse più tradizionale e, appunto, più immediato.

D. - Come nasce l'interesse di Pound per la cultura e la poesia cinese, fino a farlo divenire traduttore di Confucio?
R. - Tra gli innumerevoli interessi letterari di Pound, dalla poesia latina e italiana alla poesia provenzale, dalla passione per Dante alle teorie esoteriche di W. B. Yeats, primeggiava senz'altro l'adozione dell'ideogramma cinese, che egli aveva accolto attraverso gli studi e le ricerche del sinologo Ernest Fenollosa sul valore icastico e semantico della forma contrapposta al suono. Arrivare poi a tradurre l'antica lirica cinese
(rivissuta mirabilmente nella sua opera poetica 'Cathay') nonché Confucio, credo sia stato il giusto coronamento di una grande passione poetica e filosofica.

D. - Se nella contestazione giovanile degli anni '60 si leggeva Pound poeta, oggi una nuova contestazione ne legge con molto interesse gli scritti di economia. Queste due forme di espressione hanno in Pound dei punti di contatto o costituiscono due esperienze separate?
R. - Leggere Pound oggi solo sotto l'aspetto politico ed economico può essere riduttivo nei confronti della sua poesia. Non dimentichiamo che Pound è e rimane uno dei poeti più grandi che l'umanità abbia avuto. L'editoria italiana di questi ultimi anni trascura la stampa di opere necessarie per la conoscenza dell'uomo-poeta. I 'Cantos' sono stati pubblicati nella collana
Meridiani Mondadori a un prezzo non accessibile a un vasto pubblico e l' opera completa delle poesie non è mai stata tradotta, come pure molti altri testi letterari.

D. - I 'Canti pisani' sono considerati lo scritto politico di Pound. Cosa voleva dire il poeta in quest'opera?
R. - Nei Canti pisani, scritti in una fase della sua vita molto travagliata, Pound è riuscito a cogliere il pathos e la commedia dei rapporti tra l'artista e la società del ventesimo secolo con precisione assoluta. Tanto l'autocommiserazione dell'artista, quanto la compiaciuta brutalità della comunità che lo disprezza, pur avendone bisogno, si è dissolta in ironia solo al fine di ricrearsi in una lirica ineguagliabile. Senz'altro, nel
contesto dei 'Cantos', ne è la fase più toccante e resta una delle espressioni poetiche più alte del Novecento.

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