Washington - Gli ispettori dell'Onu che da lunedì si troveranno ad operare in Iraq avranno molte difficoltà, non ultima quella di stabilire che cosa considerare violazione alla risoluzione 1441, quando cioè sia il caso di riferire al Consiglio di Sicurezza. In attesa che si metta in moto la complessa macchina delle ispezioni e il calendario delle scadenze imposto al governo di Baghdad, emerge con sempre maggior chiarezza che ci sono differenze tra i criteri di Washignton e quelli degli ispettori che fanno riferimento al segretario generale Kofi Annan. Il quale mercoledì, al termine di un breve colloquio alla Casa Bianca con il presidente Bush, ha detto con una certa chiarezza che non si può scatenare una guerra contro l'Iraq per motivi inconsistenti e ha invitato ad avere pazienza e a dare tempo agli ispettori. Bush aveva ribadito senza mezzi termini la sua linea di tolleranza zero. In dichiarazioni riportate ieri dai media Usa, Kofi Annan ha ribadito il suo concetto: "Ogni tentativo che possa essere visto come una frettolosa scusa senza consistenza per andare alla guerra (contro l'Iraq) creerà problemi nel Consiglio di Sicurezza. Io spero che saremo tutti pazienti e cauti". Immediata la risposta della Casa Bianca: il portavoce della Casa Bianca, Scot McClellan: "Quando si tratta di Saddam Hussein e del regime iracheno la nostra posizione è tolleranza zero". E da Ottawa, dove si trova in visita, il segretario di stato Colin Powell ha detto che gli Stati Uniti hanno già mostrato tutta la loro pazienza nelle otto settimane di trattative sulla risoluzione 1441. "Continueremo ad essere pazienti - ha detto Powell - ma allo stesso tempo penso che sia assolutamente necessario che non ci sia nessuna confusione o fraintendimento: se l'Iraq non rispetta la risoluzione allora ci saranno delle conseguenze e queste conseguenze comprendono l'uso della forza militare per disarmare gli iracheni e cambiarne il regime". Quel che forse voleva sottintendere il segretario generale delle Nazioni Unite rivolgendosi alla Casa Bianca è che gli Stati Uniti evitino, almeno per una volta, di fare il "gioco sporco" contro il popolo iracheno. Ma per l'America Kofi Annan e il mondo intero non sono altro che pedine da gestire a loro piacimento. Ma se il presidente statunitense, George W. Bush, da mesi, fa la voce grossa e non mostra alcun cedimento nella linea di tolleranza zero, il direttore generale dell'AIEA (l'Organizzazione internazionale per l'Energia atomica), Mohammed El Baradei, ha affermato che gli ispettori perdoneranno eventuali omissioni minori o errori chiaramente involontari nel momento in cui Baghdad consegnerà le informazioni sulle armi nucleari. "Riferiremo invece - ha osservato ancora El Baradei, che guiderà il team di ispettori dell'AIEA - gli atteggiamenti di assoluta mancata collaborazione".




Rispondi Citando