Io l'avevo detto più volte: l'Ulivo ha bisogno di un leader che appaia alla gente come "self-made man", come uomo di notevoli capacità.
E in questi giorni nasce un nuovo movimento (non si vogliono far chiamare partito, proprio come Forza Italia nel 94...) con un certo Locatelli (?!) Presidente, e De Benedetti tra i menbri...più tutto il "salotto buono dell'alta finanza italiana" fino agli anni 80 (poi è arrivato quel "parvenu" di Berlusconi che li ha sorpassati tutti)
Da ilnuovo.it
De Benedetti lancia "Libertà e giustizia"
Nasce lunedì a Milano l'associazione politico-culturale creata dal patron dell'Espresso e alla quale hanno aderito "grandi firme". Locatelli, il presidente: "Non saremo un partito".
di Sabrina Cohen
ROMA - "Non è, e non vuole diventare un partito politico. Ma solo dare un senso positivo all’insoddisfazione generale della gente". Gianni Locatelli, presidente di Libertà e Giustizia non ha dubbi: l'associazione, alla quale ha lavorato intensamente anche Carlo De Benedetti assieme a Carlo Caracciolo (in pratica i vertici del gruppo l'Espresso) ha una mission da compiere. E cioè quella di parlare ai cittadini insoddisfatti della politica italiana, della mancanza di un confronto politico serio, di un luogo in cui discutere serenamente, per creare occasioni di approfondimento e di documentazione sui fatti fondamentali che rischiano di mettere in crisi la democrazia. A tutte queste esigenze promette di rispondere Libertà e Giustizia, un’associazione politico-culturale che verrà presentata pubblicamente lunedì prossimo al Piccolo Teatro Studio di Milano, della quale fanno parte esponenti del mondo politico, imprenditoriale e culturale italiano.
L’idea nasce da Simona Peverelli, una delle organizzatrici della manifestazione del Palavobis, e Aldo Gandolfo, promotore della mobilitazione dei giuristi torinesi. Un’associazione che sin dai primi giorni si è posta come obiettivo di uscire da un ambito regionale circoscritto a Piemonte e Lombardia e diventare un’organizzazione nazionale. Fra i primi soci sostenitori del progetto Guido Rossi, ex-presidente di Telecom Italia, Franzo Grande Stevens, membro del cda del gruppo Ifi, la holding della famiglia Agnelli, Carlo Caracciolo e Carlo De Benedetti.
I membri del comitato dei garanti e della presidenza sono 14. Oltre a Gianni Locatelli, Aldo Gandolfi, Gae Aulenti, Enzo Biagi, Giovanni Bachelet, Umberto Veronesi, Innocenzo Cipolletta, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Giovanni Sartori, Franzo Grande Stevens, Guido Rossi e Stefania Peverelli.
Un "think-tank" che, come spiega la Peverelli, "punta prima di tutti a tutti". Ai delusi del centro-destra, al cittadino che ha un occhio di riguardo alla democrazia, ai moderati scontenti. L’aspetto vincente di quest’associazione potrebbe essere proprio il mix di un insieme variegato di personaggi provenienti da realtà italiane diverse.
Ad oggi sono oltre 100 i soci che hanno contribuito a dare il via a Libertà e Giustizia. Tanto che, al momento dell’iscrizione dell’Ingegner De Benedetti, in molti avevano pensato ad un suo prossimo ingresso in politica. "Ma non sarà così - spiega Locatelli. Libertà e Giustizia non è il partito di una persona" rimarrà un’associazione che attraverso convegni e seminari approfondirà i temi di attualità del paese: dalla sanità alla giustizia, all’immigrazione. (sì, certo, come no!n.d.$.)
L’attenzione dei partiti politici, sia del centro-destra che del centro-sinistra, è alta. Forse anche perché in futuro potrà affiancare i partiti politici per promuovere le cause della società civile. Lunedì prossimo partiranno le iscrizioni: la quota minima annuale parte da 50 euro. Tariffe agevolate per gli studenti e, per i soci a vita, una tantum di 10.000 euro. Si appresta quindi a partire un associazione che ambisce a diventare il trait d’union tra società civile e politica.
(15 NOVEMBRE 2002, ORE 180)




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