Cirami, critiche dall'Onu
"Rapidità senza precedenti"
Richiamo sui conflitti di interesse
e sulla necessità di riforme profonde
GINEVRA - Anche le Nazioni Unite si occupano della legge Cirami. Nel suo rapporto preliminare, il relatore Onu sull'indipendenza della magistratura, Dato Param Cumaraswamy, si sofferma sulla rapidità con cui è stato reintrodotto il legittimo sospetto e sui processi che coinvolgono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "immediato beneficiario" del provvedimento.
Cumaraswamy fonda le sue osservazioni sugli elementi raccolti durante la sua seconda visita in Italia, dal 6 all'8 novembre. In quell'occasione il rappresentante dell'Onu aveva tra l'altro sollecitato un incontro con Berlusconi, nella sua qualità di ministro degli Esteri, ma "per ragioni ancora non note un tale incontro non è stato messo in programma", dice Cumaraswamy in una dichiarazione.
A proposito del processo di Milano che vede coinvolto Berlusconi e della legge sul legittimo sospetto, il relatore delle Nazioni Unite afferma: "La velocità con la quale il parlamento ha modificato il codice penale prima ancora che la Corte costituzionale possa pronunciarsi sulla questione è senza precedenti e l'immediato beneficiario di tale cambiamento sembra essere il primo ministro, pur se si pensa che una tale modifica sia necessaria".
Cumaraswamy presenterà un rapporto finale con conclusioni e raccomandazioni sull'Italia alla prossima sessione annuale della Commissione dell'Onu sui diritti umani, in marzo. Nel frattempo critica l'assenza di Berlusconi ai processi di Palermo e di Milano esprime "preoccupazione" per il fatto che "tra i principali avvocati del primo ministro figuri un deputato che è anche presidente della Commissione giustizia della Camera". "I conflitti di interesse e le questioni etiche" che ne derivano - aggiunge - non sembrano affrontate né dal parlamento né dalle competente autorità disciplinare degli avvocati.
L'esperto dell'Onu deplora inoltre l'assenza di progressi nella riforma del sistema giudiziario e conclude affermando che "il sospetto reciproco e la diffidenza all'origine di tensioni tra magistrati e governo continua" in Italia. "Le cause profonde - prosegue - sembrano essere la lentezza della giustizia, le procedure che conducono ad abusi e i processi di politici di spicco che possono essere visti trarre vantaggio dalle debolezze del sistema e dove è necessario usare il parlamento".
Nel corso della sua visita in Italia - precisa una nota - Cumaraswamy ha incontrato il ministro della Giustizia e i presidenti della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, dell'Associazione nazionale dei magistrati e l'Alto Consiglio della magistratura. Il relatore dell'Onu sull'indipendenza della giustizia aveva effettuato una prima visita in Italia nel marzo 2002




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