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    Predefinito A third party on the right

    dal New York Times di sabato:

    November 16, 2002

    A Third Party on the Right
    By JOHN J. MILLER

    OODBRIDGE, Va. — The decision this week by John Thune, the Republican candidate for senator from South Dakota, to concede to his rival, Tim Johnson, the Democratic incumbent, virtually guarantees that Mr. Thune's narrow defeat will go down in conservative lore as the one lost to voter fraud on an Indian reservation. This charge probably won't ever be proved, but people on the right will continue to believe it — just as many people on the left think corruption in Florida cost Al Gore the presidency.

    In both cases, however, there's a better explanation for what happened. George W. Bush is president today because of Ralph Nader, the Green Party candidate, whose liberal supporters almost certainly would have preferred Mr. Gore in a two-way race. In Florida, Mr. Nader attracted some 97,000 votes, dwarfing the 537-vote margin separating Mr. Bush from Mr. Gore.

    There's a similar explanation for Mr. Thune's 524-vote loss: a Libertarian Party candidate, Kurt Evans, drew more than 3,000 votes. It marks the third consecutive election in which a Libertarian has cost the Republican Party a Senate seat. If there had been no Libertarian Senate candidates in recent years, Republicans would not have lost control of the chamber in 2001, and a filibuster-proof, 60-seat majority would likely be within reach.

    The Republicans' Libertarian problem became apparent in a race than ended in victory. A decade ago, Paul Coverdell, Republican of Georgia, nipped the incumbent Democratic senator, Wyche Fowler, 49 percent to 48 percent. A Libertarian candidate, Jim Hudson, took 3 percent of the vote. Under Georgia law the winner must achieve a majority, so Mr. Coverdell and Senator Fowler were thrown into a runoff without Mr. Hudson. Virtually all the Libertarian's votes transferred to the Republican, and Mr. Coverdell won, 51 percent to 48 percent.

    The maddening defeats began in 1998, when John Ensign, Republican of Nevada, came 428 votes shy of ousting the Democrat, Senator Harry Reid. Michael Cloud, a Libertarian, collected more than 8,000 votes in the same contest. (Two years later, Mr. Ensign won election to Nevada's other Senate seat.) In 2000, Senator Slade Gorton, a Republican from Washington, lost to the Democrat, Maria Cantwell, by 2,228 votes. Jeff Jared, a Libertarian, gathered nearly 65,000 votes. If these elections had gone a different way, Senator Jim Jeffords of Vermont would not have switched control of the Senate when he bolted the Republican Party.

    The problem also affects gubernatorial races. Jim Doyle, the incoming Democratic governor of Wisconsin, probably owes his 68,000-vote victory to the 185,000 votes cast for Ed Thompson, a Libertarian and brother of Tommy Thompson, the former Republican governor. In Oregon, Ted Kulongoski, the Democrat, won by 33,000 votes as Tom Cox, the Libertarian, pulled in 56,000 votes. The only reason the governor's race in Alabama was so close this year as to be disputed beyond election night was that the Libertarian candidate, John Sophocleus, attracted 23,000 votes.

    It's important to appreciate that Libertarian voters are not merely Republicans with an eccentric streak. Libertarians tend to support gay rights and open borders; they tend to oppose the drug war and hawkish foreign policies. Some of them wouldn't vote if they didn't have the Libertarian option.

    But Libertarians are also free-market devotees who are generally closer to Republicans than to the Democrats. "Exit polling shows that we take twice as many votes from Republicans as from Democrats," said George Getz, a spokesman for the Libertarian Party.

    Yet Libertarians are now serving, in effect, as Democratic Party operatives. The next time they wonder why the Bush tax cuts aren't permanent, why Social Security isn't personalized and why there aren't more school-choice pilot programs for low-income kids, all they have to do is look in the mirror.

    John J. Miller is a writer for National Review.

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  2. #2
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    Pensa ,Allanim,che io ,sono sempre un po' in dubbio tra il voto al partito libertario e quello repubblicano. La voglia di far muro e battere i democom ha finito,fino ad ora ,per prendere il sopravvento,aiutata anche da alcuni disaccordi con il partito libertario e da una certa confusione e disorganizzazione al loro interno.(In un caso,ricordo, al ritorno da un convegno libertario, In Hollywood, mi sembrava di essere appena uscito da Woodstock,tante erano le apparenti linee,(Alcuni delle quali,cosi' giuste e determinanti,da farti venire voglia di votarli per sempre....ma...)tendenze,accenti ed una conseguente senzazione di confusione. ) .Bene...sto' sempre piu' cambiando idea: una crescita del partito libertario,nonostante determini alcune sconfitte repubblicane,puo' dare una vera lezione,una svolta ed una nuova tendenza alla destra americana.Inoltre puo' ri-educare gli americani su quella che e' la vera storia e tradizione di liberta'! Inoltre,sopratutto in economia,un po' come il centro-destra ,oggi,in Italia,i repubblicani non sembrano in grado di decisioni radicali ed efficacissime,in senso liberista. Altro parallelo con l'Italia?...Telochi': La "Chrysler"e' un po' la Fiat americana,con aiuti finanziari e sovvenzioni governativi,oggi'un po' in crisi ma ...i repubblicani non sono in grado ,o non vogliono cambiare questa situazione.I libertari lo FAREBBERO. Inoltre ...ELIMINAZIONE(non riduzioni leggerissime.) della "Income tax" ed ELIMINAZIONE (non riduzione) del "social security sistem" ...quelle ..,si, sono soluzioni vere. E non pazzie ,ma semplicemente il ritorno a cio' che erano gli Stati Uniti fino a meno di cento anni fa',quando il suo benessere,liberta' e prosperita' fu creato!(E NON esistevano,in alcun modo, Social security o Income tax!). Ormai,sopratutto per ALCUNI( e..prbabilmente NON altri) ..mi ci scappa il voto libertario!Ciao.

  3. #3
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    Muhadipp, in gran parte condivisibile quello che scrivi.
    Ma allora consentimi di calarmi nei panni del "Chestronzo show":
    Consigli di lettura sempre graditi:
    The Radical Center
    http://www.amazon.com/exec/obidos/AS...914599-2204724
    Se qualche benefattore allora lo spedì nelle tue lande un tempo sperdute, chissà che tu non riesca trovarlo ed a dargli un'occhiata, od a dedicargli una intensa lettura se il tempo te lo permette.
    Ciao, a presto.

  4. #4
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    No, No..."Alto uff." " Grandissim. Figl di Putt." "Lup. Mannar."...Sii buono,Abbi pieta',mi dii" subito il "succo"...invece di fare il "chestraunz scio' scio'"...faccio male a considerare il voto libertario oggi? Ho fatto male a votare repubblicano prima? Devo smettere di guardare il calcio sui canali messicani e appassionarmi al golf? Non ho capito bene, tu dimmi cos'ho scazzato,io mi correggo subito e la patria e' salva!( Perdonatemi una dotta citazione: " Se sbaglio voto anche stavolta...sono FOTTUTO!!!"Rag Fantozzi.)

  5. #5
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    Il Libertarian Party (che io critico sotto tanti punti di vista, a partire dal suo aspetto, secondo me, troppo fricchettone) ha se non altro un grosso pregio in questo momento: portare un minimo, ma proprio un minimo, di razionalità in un mondo di pazzi guerrafondai. La bandiera del pacifismo liberale non deve mai essere ammainata.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

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    ...e' vero Stonewall,il Partito libertario e' variegato,a volte un po' confuso e..raccoglie,in fondo,quello che c'e',ed e',in fondo,un partito libero.e cosi.forse,deve essere.Ma..la linea "giacca e cravatta" estremismo liberista e federalista, estremismo anti-Washington,pro porto d'armi liberta' di fumo,responsabilita'individuali di piccoli imprenditori etc. cioe' quello che lo fa apparire,in fondo,qui in California,un partito di "estrema destra" (nella terminologia e nella tradizione americana,NON ovviamente,quella italiana.) E' piuttosto predominante ,o almeno una bella fetta e l'influenza ,forse piu' forte e stabilizzante al suo interno ed e' quella che attira,oggi voti di protesta o delusione ex- repubblicana

  7. #7
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    ..Vorrei aggiungere e chiarire alcuni punti su questo articolo del National Review..(giornale...diciamolo ...completamente repubblicano e ..che cerca un po' di .."risolvere 'sto problema dei voti libertari che fanno perdere candidati ai repubblicani.)L'articolo parla di "libertari a favore dei Gay Rights e contro la guerra alle droghe. Per chiarire: la posizione libertaria non e' "a favore dei gay " ma contro un governo che cerchi di regolare o attaccare in alcun modo la vita sessuale (o qualsiasi gusto sessuale)e privata di tutti ed ognuno. Punto.Sulle guerra alle droghe in cui vengono spesi sempre piu' valanghe di soldi in polizia ,esercito,programmi psichiatrici di "riabilitazione",polizie e branchie speciali dell'esercito,tutto coi soldi nostri e con la piu' sempre piu' totale inefficacia e con statistiche che presentano un costante peggioramento della situazione e con sempre piu' soldi spesi in questi inutili programmi come ' risposta" ai loro fallimenti. I libertari NON sono " a favore della droga."

 

 

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