Salucc & Secessiun
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Paolo Corsini non è più il solo candidato sindaco in campo per la sfida di primavera
La Lega Padana candida Arrighini
Già parlamentare del Carroccio punta ad erodere quel bacino elettorale
Giulio Arrighini, già capogruppo in Loggia, segretario provinciale e parlamentare della Lega Nord, partito da cui si è allontanato qualche anno fa non condividendo la linea politica e la gestione di Bossi, è il candidato sindaco di Brescia della Lega Padana Lombardia. L’annuncio è stato fatto ieri nel corso di una conferenza stampa alla quale Arrighini è intervenuto insieme a Roberto Bernardelli, segretario del partito, e all’ex parlamentare bresciano Salvatore Bellomi. Spiegano che contestano l’attuale bipolarismo, perché l’autentico è fra Nord e Sud; dichiarano di non schierarsi con la destra o con la sinistra, perché i loro programmi coincidono. Quale sia il nemico lo dicono, ancor prima che aprano bocca, i manifesti appesi alle loro spalle. Uno recita: «Roma ladrona. Lo gridavamo allora, lo gridiamo ancora». L’altro sostiene «Devolution? Federalismo? Basta Balle. Secessione!». Il terzo: «Grazie Berlusconi, Bossi, Fini. + tasse + immigrazione + inflazione. Vergogna». Rincara la dose il giornaletto del partito: «Col Governo della Lega e del Polo la situazione immigrazione sta addirittura peggiorando. I cittadini lombardi sono continuamente vittime di aggressioni da parte di bande di slavi e nordafricani... E il Governo cosa fa? Una legge ridicola, quella a firma Fini-Bossi». Per quanto riguarda le tasse «ciascun cittadino lombardo regala mediamente al Governo centrale 5 milioni di lire l’anno che non tornano più indietro». Bossi viene descritto come «il volta gabbana» nel giudizio su Berlusconi. Tra le promesse non mantenute vengono segnalati il federalismo, la legge sull’immigrazione, il canone Rai. Il segretario Roberto Bernardelli illustra ed arricchisce le affermazioni di manifesti e giornaletto con ulteriori annotazioni tipo: «Bossi abbaia, ma poi si rimangia tutto... La Lega Nord non uscirà mai da questo Governo, vincolata da un atto notarile sottoscritto da Bossi, Belusconi, Brancher, Tremonti». Offre una chiave di lettura anche elettorale della particolare polemica verso la Lega: non si tratta solo della rabbia degli ex che si dichiarano traditi da Bossi, ma anche, sostengono, del fatto che dove si sono presentati hanno sottratto un terzo dei voti alla Lega Nord proprio attingendo alle iniziali parole d’ordine del Carroccio. Presentando Arrighini come candidato sindaco Bernardelli ha parole dure contro l’ex ministro Vito Gnutti, accusato di aver cercato una sponda democristiana in Andreotti e D’Antoni dopo aver abbandonato la Lega ed escludendo qualsiasi lista che lo comprenda. Giulio Arrighini parla «del dovere morale di ridare dignità al pensiero indipendentista e secessionista dopo il tradimento di Bossi che ha disconosciuto il pensiero di Miglio e ha abbandonato migliaia di leghisti ora impegnati, anche a prezzo dei patrimoni familiari, in vicende giudiziarie ... Cesare Galli si richiama al pensiero di Miglio? O è in rotta di collisione frontale con Bossi, oppure non si è accorto di quanto è accaduto nella Lega Nord... Noi andremo ad un referendum sull’indipendenza della Lombardia e del Nord, che Roma voglia o non voglia». Di Brescia lamenta che «nella seconda città della Lombardia non si è mai avviato il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e non lo farà certamente una Lega Nord incasellata dentro la Casa delle libertà. Basta vedere come si è rimangiata la posizione sul metrobus e cosa avviene per la Caffaro, la sicurezza, la Stazione, il Carmine... Brescia è conosciuta in Italia come clandestinopoli». Nel confermare che è intenzione della Lega Padana Lombardia presentare candidature sia per il Consiglio comunale sia per le Circoscrizioni, Arrighini risponde sul rapporto con gli altri dirigenti leghisti usciti dal Carroccio ed in particolare con l’ex senatore Tabladini: «Mantengo rapporti con molti ed in particolare con Tabladini ci sentiamo frequentemente. A 40 anni non voglio però guardare indietro, ma lavorare ai progetti futuri. Non scrivere memorie di una stagione compiuta, ma operare nella politica attiva». Si era accennato che l’elettorato leghista bresciano sarà oggetto di cure particolari e la conferma giunge puntuale. Anche perché Arrighini ritiene che la Lega Nord starà dentro la Cdl anche a Brescia e questo, sostiene, favorirà l’incontro della Lega Padana Lombardia anche con chi si riconosce ancora nel Carroccio.




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