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carlomartello
Massiccia manifestazione anti- Obama
Protesta centrata su eccesso spese e intrusioni del governo
(ANSA) - WASHINGTON, 12 SET - Migliaia di persone sono sfilate a Washington per protestare contro Barack Obama e la crescente pressione fiscale. La 'Marcia su Washington' e' stata promossa dal gruppo 'Tea Party Patriots'. Nel mirino gli aumenti fiscali e le intrusioni del governo nella vita dei cittadini. Ma l'evento si e' trasformato in una chiamata alle armi per tutti gli oppositori delle scelte del presidente Usa: dalla riforma della sanita' al salvataggio di Wall Street.
ANSA.it - Mondo - Massiccia manifestazione anti- Obama
I Tea Party Patriots hanno un nome che è già un programma, un’enunciazione di principi, un manifesto politico e ideologico. Saranno i protagonisti della battaglia contro la “socializzazione” (come loro la chiamano) della sanità americana. La loro forza è già grande. Partita come una scommessa, un po’ in sordina, per protestare contro i finanziamenti a pioggia (considerati uno spreco) del pacchetto di stimolo all’economia voluto da Barack Obama, il Tea Party Patriots è diventato nel giro di pochi mesi un movimento sociale di primaria importanza.
Grazie alla sua azione capillare sulla rete, alle sue sezioni virtuali e non sparse in tutta America, il TTP è riuscito ad aggregare moltissimi simpatizzanti. Non necessariamente repubblicani, anche se è vero che la maggior parte dei membri sono elettori del Grand Old Party. I Patrioti sono anche semplici cittadini contrari (o spaventati) dalle politiche della Casa Bianca.
“La nostra è una organizzazione nata e cresciuta dal basso, composta per lo più da persone del ceto medio stanche di vedere i loro soldi sprecati in progetti “pubblici” inutili e dannosi, come quello della riforma sanitaria” - racconta Phillip Dennis, uno dei coordinatori del movimento. Che ha all’attivo nei primi mesi della presidenza Obama una serie innumerevole di iniziative.
La prima, la più importante, risale al 15 aprile scorso, nel Tax Day americano. Più di 300.000 persone (mezzo milione secondo alcune fonti) presero parte in decine di città americane alle proteste contro il possibile aumento delle imposte. La replica di questa imponente mobilitazione (speculare, secondo alcuni osservatori, a quella contro la guerra in Iraq, all’epoca di George W. Bush) sarebbe arrivata qualche mese dopo, il 4 di luglio, Festa dell’Indipendenza, quando i Patrioti sarebbero scesi in campo per fare pressioni sulla Casa Bianca affinché modificasse il suo pacchetto di politica economica. Ma è stato con il lancio della riforma sanitaria, a metà dello scorso luglio, che i Tea Party Patriots hanno moltiplicato i loro sforzi.
Convinti che il progetto di Barack Obama toglierà loro la libertà di scegliere e li costringerà a mettere le loro “vite nelle mani dello Stato”.
Il tam tam attraverso i blog, twitter e facebook è diventato così forte e capillare che i Patrioti sono riusciti a organizzare numerose manifestazioni di protesta in occasione dei Town Hall Meetings dedicati - da parte di esponenti del partito democratico - alla spiegazione del progetto della Casa Bianca. Già nelle scorse settimane i loro cartelli e i loro slogan sono apparsi nelle città dove si tenevano gli incontri pubblici e nelle prossime settimane sono in programma altre iniziative. Cercheranno di convincere i lawmakers del Congresso a gettare la spugna, a rinunciare alla riforma di Obama. Ce la faranno?
Il Partito repubblicano, nonostante non li abbia creati, li supporta e contribuisce ad animarli; grande spazio per le loro proteste è (stato) dato dai media vicini al GOP.
La prima originaria apparizione di questo movimento è fatta risalire ad un’iniziativa del deputato repubblicano Ron Paul che nel 2007, in occasione di una campagna elettorale, nel giorno del 232°anniversario della rivolta del tè da parte dei patrioti americani contro gli inglesi, invitò i suoi elettori a “gettare” nel mare di fronte al porto di Boston, scatole e barilotti con incollati dei cartelli su cui erano scritti slogan contro le tasse.
Ma fu solo un episodio. Sarebbe dovuto arrivare Barack Obama per risvegliare i patrioti. E’ stato un giornalista televisivo a “battezzare” involontariamente il movimento. Agli inizi del 2009, durante una diretta da Chicago, il commentatore della CNBC Rick Santelli disse che il piano di rifinanziamento dei mutui varato dell’amministrazione avrebbe potuto provocare una protesta in stile “Tea Party”.
Da allora il nome ha iniziato a correre sulla rete e le prime le manifestazioni sono state organizzate. Ora, a mesi di distanza, il Tea Party Patriots è un uno dei protagonisti della scena politica americana. “Libera impresa in libero mercato, senza alcuna ingerenza dello Stato” - dice Phillip Dennis. Per questo, le politiche di Barack Obama vengono viste come “pericolose”. Per difendere la loro libertà di scelta, i patrioti non risparmieranno energie e cercheranno di “buttare a mare” la riforma sanitaria, simbolo di un governo, per loro, ritenuto troppo opprimente.
Riforma sanitaria: la rivolta dei Tea Party Patriots Panorama.it - Mondo
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