de s' "Unione Sarda" de oi
www.unionesarda.it
Bové “battezza” gli indipendentisti sardi
Firenze.
Il movimento indipendentista sardo rinasce a Firenze, tra i banchetti del Social Forum Europeo. E come cerimoniere d’eccezione sceglie Josè Bové, il contadino francese che si batte contro gli organismi geneticamente modificati e l’allevamento intensivo degli animali da macello. Indipendentzia (questo il nome del movimento politico fondato da Gavino Sale, uno dei transfughi di Sardigna Natzione) ha visto la sua presentazione ufficiale durante i lavori alla Fortezza da Basso. Qualche centinaio gli iscritti, il partito «si rivolge prevalentemente - dice Sale - ai sardi che credono nella totale indipendenza della Sardegna dallo stato italiano». Una dichiarazione fatta anche durante le Giornate Internazionali di Corte, in Corsica, lo scorso agosto. In quell’occasione Indipendentzia fu riconosciuta dai partiti separatisti europei (da quello basco a quello corso) come un nuovo interlocutore in Sardegna. E ieri, al forum di Firenze, la prima uscita pubblica in Italia. Il loro stand, ornato di bandiere dei Quattro Mori, è uno dei più affollati. In vendita oltre alle magliette e allo statuto del partito, anche cd e cassette di musicisti sardi, da Piero Marras ai Cordas e cannas. Insieme con Indipendentzia ci sono i rappresentanti di Kuiles, il sindacato autonomo dei pastori che nascerà (ufficialmente) a fine novembre. Per allora, assicura Giovanni Masia, uno dei fondatori, saranno pronte le linee guida del movimento. E si potrà discutere con Bové (che ha assicurato una visita in Sardegna e l’entrata del sindacato nell’associazione Via Campesina) un «programma comune di lotta contro l’inondazione del mercato isolano di carni europee».
Ma non solo i rappresentanti di Indipendentzia e Kuiles sono arrivati sulle rive dell’Arno per diffondere il loro manifesto politico. Il movimento sassarese “Manca pro s’Indipendentzia”, nato quattro anni fa dalla fusione di alcuni collettivi sassaresi, ha lo stand a pochi metri di distanza da quello di Gavino Sale. I suoi rappresentanti hanno occupato un parte dei saloni della Fortezza per una conferenza dal titolo “Globalizzazione e popoli del Mediterraneo”. Punto centrale: l’opposizione totale alle basi militari Usa nell’Isola, viste come principale freno dell’economia della Sardegna. «Unica soluzione - spiega Salvatore Sau - la separazione dall’Italia». E se pure il fine ultimo di Manca e di Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna è lo stesso, sono pochi i punti di contatto: marxista e teorizzatore della lotta di classe il primo, esclusivamente separatista il secondo. «Ma queste differenze non ci impediranno di lavorare assieme».
Passa così la mattinata dei rappresentanti sardi a Firenze, tra interviste e partecipazioni alle conferenze su ambiente, finanza etica e informazione. Poi, a sorpresa, all’ora di pranzo da sotto il tavolo di Indipendentzia saltano fuori un prosciutto, una forma di formaggio marcio e un maialetto bollito col mirto. Li ha mandati Giustina Urrai Deidda, da Ollastra. Con tanti auguri all’Indipendentismo.
Giacomo Bassi




Rispondi Citando
