Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Natura

  1. #1
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito Natura

    E' mia intenzione riportare su questo forum alcune vecchie discussioni di notevole interesse, tratte dal sito Orthodoxia che da poco si è trasferito:

    Murr scrive:
    Leggevo in Lossky una frase riguardante la Natura 'asservita al demonio', o qualcosa del genere.
    Questa nozione, tipica del Cristianesimo, mi risulta non del tutto chiara.
    Significa forse che la caducità e miseria dei fenomeni (e la relativa sofferenza) è qualcosa di 'demoniaco', derivato dalla 'caduta', mentre la loro eternità e gloria era il vero disegno di Dio riguardo alle cose tutte?
    O che altro?
    Scusate per l'ignoranza; e grazie per le eventuali risposte.
    Altra domanda, strettamente legata alla prima: qual'è il ruolo del "femminile" nel Cristianesimo?
    Se non ho capito male (del che è lecito dubitare...), il "femminile" sarebbe in un certo senso ontologicamente inferiore, in quanto il Principio ha connotazioni tipicamente "maschili"; e sarebbe piuttosto legato alla realtà creaturale, che ha uno status ontologico assolutamente dipendente.
    Perché questa distinzione, perché questa "gerarchia", che sembra legata più ad una certa struttura sociale (quella cioè delle "civiltà patriarcali") che ad una realtà divina, per definizione superiore a tali dualismi?
    P.S.: Faccio queste domande perché sono un vecchio pagano che si sente sempre più vicino al Cristianesimo (e all'Ortodossia in particolare) per la sua concezione della PERSONA, superiore a quella di tutte le altre tradizioni religiose; ma questo vecchio pagano è anche molto perplesso, su molte altre cose...forse, solo per ignoranza...e penso che solo col dialogo si possano chiarire tanti dubbi.

    Murr


    Massimo:
    Caro amico,
    i temi da te proposti sono interessantissimi. Contrariamente alla concezione occidentale nell’ortodossia non si dà una separazione netta tra natura e soprannatura, consistendo la norma della natura umana nel suo essere deiforme e teofora, anzi cristiforme, non statica ma dinamicamente chiamata ad attuarsi in somiglianza partecipativa a Dio, in Dio come sua gloria ed icona creata.Lo stato della natura creata come lo esperiamo ora è in realtà uno stato contronatura, decaduto, in cui la finitezza da luogo di apertura e di dialogo con l’A/altro si è irrigidita, oggettivata in separatezza e chiusura egocentrata. Lo spazio è divenuto esteriorità separante, il tempo divenire insensato e cieca corsa verso la morte, l’anima non più aperta nello spirito alle energie deificanti si è contratta in un ego psichico che usa di un corpo ridotto ad oggetto per abusare di un mondo come preda e non come dono e giardino in cui passeggiare in presenza di Dio. E’ la tragica conseguenza della libertà personale, immensa dignità e “rischio” di Dio, una libertà che diviene capace di ospitare il male come stato contro natura appunto, come parassita dell’essere che ne perverte e stravolge l’ordine e l’armonia. L’evento pasquale del Cristo non si sostituisce alla libertà della persona – che Egli ha più cara che se stesso – ma ne con-divide il dramma, discende negli inferi della libertà deviata e la riconverte in offerta di sé a Dio ed ai fratelli facendo della stessa morte, del non-senso estremo, un atto di amore e di bellezza. Il concetto del femminile ed il sospetto verso di esso è giustamente riconducibile a fattori storici e culturali. Tieni tuttavia presente che proprio in seno all’ortodossia è la valorizzazione massima della figura della Madre di Dio come simbolo della dignità infinità dell’assenso libero della creatura che contribuisce attivamente alla redenzione, impossibilile senza la docilità del sì umano.Nel sì di Maria si riaprono le porte della bellezza sofianica del creato, appare alla luce il vero volto della creazione e della natura umana come divina femminilità – eterno femminino, Sofia creata – aperta ed offerta nella sua trasparenza alla luce dello Spirito che la riveste di sé generandola in Dio e generando Dio in lei. Sono solo tracce ma spero utili per confermarti la giustezza della tua intuizione: lo stretto rapporto che lega tra di loro il mistero del male, la libertà inoggettivabile e l’infinita dignità della persona “ad immagine” e la bellezza di un creato che si realizza attraverso le libertà personali in irradiazione della gloria di Dio, aspetti tutti unificati e armonizzati in Cristo, “volto di Dio nell’uomo e volto dell’uomo in Dio” .Un caro saluto.


    Murr:
    Grazie per la risposta, ricca di suggestioni, che dovrò leggere e rileggere con calma.

    Una nota frettolosa, a caldo: concordo con te, ovviamente; ma come mai, nella letteratura cristiana (vedi anche il trattato sulla Verginità di Gregorio di Nissa, pubblicato sul sito Orthodoxia), si nota un atteggiamento spesso svalutatorio nei confronti di ciò che è proprio della "creatura"? Mi sembra - troppo spesso - di leggere qualche asceta indù, o qualche platonico: strutture di pensiero che, con l'età, trovo sempre più "disumane", e comunque umanamente molto sommarie ed "immature" (ad es., molti di questi signori confondono l'amore col sesso, o con vari tipi di godimento estetico, etc.: ma non sanno nulla dell'amore coniugale, la profonda comunione con un altro essere, indipendentemente dal suo aspetto, o da ciò che se ne può "guadagnare": un sentimento che può andare ben al di là di questi impulsi passeggeri...).
    I teologi contemporanei, quelli della diaspora (per il poco che ho letto di loro; ma sto leggendo, sto leggendo!...), sembrano avere, al contrario, posizioni molto più profonde e mature. (Devo dire, anzi, che il mio interesse per l'Ortodossia, e per il Cristianesimo in genere, è partito proprio dalla loro lettura.) Ciò è dovuto al mutamento di clima culturale, ad un'EVOLUZIONE del sentire umano?...
    Oppure è solo la mia ignoranza (assolutamente probabile) della letteratura patristica?

    Dico queste cose, che mi stanno a cuore, perché - come ho appena scritto - col passare degli anni sto sempre più svalutando un certo pensiero acosmico e disumanamente ascetico, che da giovane mi tentava un poco, ma che adesso mi appare addirittura...diabolico: se ognuno ha la sua divinizzazione, irripetibile, nell'unicità della sua persona, come si può giudicare (dall'esterno) ciò che in lui è "da gettare" o "da salvare"? anzi: può mai esservi qualcosa da "gettare", in assoluto???

    Pensieri frettolosi, ripeto; forse sciocchezze. Ma, per forza di cose, devo partire da ciò che ho, poco o molto che sia.

    Grazie ancora

    Murr



    Massimo:
    Non è la tua ignoranza, anzi, a notare un certo atteggiamento di svalutazione della densità e della creaturalità - chiamata non ad annullamento ma a pieno compimento in Cristo, nella forza divinizzante dello Spirito (tanto da poter dire che oggi non siamo ancora pienamente creati, oscilliamo ancora tra l'essere ed il non essere, tra l'impersonalità del tessuto cosmico e l'emergere del nostro volto unico ed insostituibile) - ma essa deriva dalle fluttuazioni dell'affascinante ed arrischiato incontro tra la paradossale rivelazione del Dio crocifisso, dell'Assoluto fattosi carne e le strutture di pensiero della filosofia greca, otri vecchi incapaci di contenere il vino dello Spirito e che spesso vanno in pezzi sotto il suo fuoco. L'opera dei Padri è testimonianza ardente di questa sfida, con tutti i suoi rischi, anche quello di un certo cedimento alle categorie oggettivanti della filosofia. Alcuni Padri come Origene od Evagrio, in genere gli Alessandrini per koinè culturale, hanno subito maggiormente la "tentazione" di un accoglimento acritico del logos greco, pur nella ricchezza di un teologare nella fede, illuminato da essa, mentre altri Padri come Macario o Massimo il Confessore, sintesi mirabile, geniale ed equilibratissima di tutto un periodo patristico hanno saputo crocifiggere il pensiero alle antinomie della rivelazione ricevendolo deificato nella grazia e capace di esprimere l'inesprimibile, di pregare-pensare-poetare ai limiti del concetto. I teologi ortoossi della diaspora, pur da accostare con qualche cautela per l'uso di un eccessivo razionalismo, ripresentano una sfida analoga a quella dei primi secoli e cioè ripensare la rivelazione attraverso le categorie della filosofia moderna, fecondandone le intuizioni e rivelandone le ambiguità alla luce pasquale. E' qui tutto il loro fascino ed arrischio, la loro indubbia fecondità ancora in parte da inverarsi in pieno attraverso un approccio critico e maturo. Ciao

    Archimandrita Silvano:
    Cristo è risorto!
    Come sempre Massimo è stato preciso e completo anche se non "divulgativo". Ma penso che Murr abbia compreso.
    Volrrei solo aggiungere che il kerigma primitivo del Cristianesimo era ed è di una sinteticità sconcertante. Eppure in esso c'è tutto il mistero cristiano. Esso resterà sempre celato ed incomprensibile fino alla schiusura della fede. Ossia la risposta "si, credo" al Kerigma.
    Ora l'indegno servo di Dio Silvano lo annuncia al "vecchio pagano":
    Che Dio ha inviato il Figlio suo Gesù Cristo perchè in lui avessimo la remissione dei peccati e la vita eterna. Egli non ha considerato un tesoro geloso l'esser Dio Figlio, ma ha annientato se stesso prendendo la creaturalità dell'uomo, così come noi siamo, eccetto il peccato. E come dal peccato tutta la creazione è stata asservita alla corruzione, così in Lui Giustizia ottiene redenzione e liberazione.
    Sì, amico vecchio pagano, redenzione e liberazione, perchè Egli portò il nostro peccato sul Legno della Croce nell'infinito Amore per noi, morendo distrusse l'ultimo nostro limite, la Morte, e risorgendo ci donòpienezza di Vita. Tu puoi averla, averla in abbondanza, averla in pienezza se Credi che Dio lo ha resuscitato dai Morti e lo ha costituito "Kyrios" Signore de vivi e dei morti, anche del vecchio pagano e dell'ultimo dei monaci
    +archimandrita Silvano


    Murr:
    A Massimo: ti sono davvero grato per la sintesi (davvero ammirevole) di volumi e volumi, che mi hai offerto con le tue risposte, e che probabilmente mi ha risparmiato molti giri a vuoto.
    Mi procurerò le opere di Massimo il Confessore e di Macario.

    A Padre Silvano: sì, credo che Cristo è risorto. Altrimenti non avrei neppure iniziato questo dialogo. Giustissimo avermelo chiesto: è la premessa per tutto il resto, che altrimenti diventa una vana chiacchiera. Ma POI?...
    Le cose sono assolutamente semplici, è vero; eppure non lo sono affatto. POI dovrebbe iniziare una via, una scoperta, che (per essere veramente significativa) va vissuta nell\'alveo di una trasmissione, di una tradizione. Senza precipitazione, senza idealismi "disincarnati" e velleitarismi. Per me poi, vecchio pagano incallito, molto gradualmente...(già una volta feci l'errore di voler abbreviare i tempi...inevitabilmente il mio cammino divenne un girare in tondo, falso e superficiale).
    Come iniziare a partecipare alla tradizione, rimanendo me stesso?

    Grazie ancora

    Murr


    Massimo:
    Ciò che vi è di ammirevole è il tuo desiderio ed il coraggio di lasciarti "provocare" dallo scandalo del Dio crocifisso, della Verità rivelatasi nell'evento pasquale sul volto del crocifisso risorto, sintesi e salvezza per ogni volto, sottratto al nulla ed all'insensatezza e vivificato nella vita senza fine dello Spirito, nel grembo della Comunione triunitaria. Evento pasquale che il Padre Silvano ha ricordato, quasi cantandolo, poetandolo - e non vi è forse altro modalità linguistica per tradurre senza tradire il dirsi della Parola nelle nostre parole senza esaurirsi in esse ma caricandole di ulteriorità e slanciandole oltre se stesse ai bordi del Mistero - annunciandolo con la gioia che accompagna il germinare in noi della vita risorta. Dal momento che il Padre forse non lo farebbe, mi permetto di consigliarti due suoi testi, uno di taglio più divulgativo ma preciso e profondo, l'altro più "teologico" - nel senso orientale di parole che procedono da un'esperienza di fede profonda inverata nella preghiera e nella carità fraterna, amore di Dio nella sua icona visibile, il fratello - che costituiscono un'introduzione ed uno dei più lucidi commenti ad oggi presenti, tra tanta pubblicistica accessoria, alla fede ortodossa ed al Simbolo niceno costantinopolitano. Si tratta di "La Chiesa dei nostri Padri" editore Chegai, Firenze e "Attualità del Simbolo" ed. Franco Angeli. Credo che potranno, con me è stato così, aiutarti nella comprensione di ciò che si intende con Tradizione, memoria vivente ed attualizzazione dell'evento pasquale in una esistenza di sequela e di martyria, testimonianza tra i fratelli dell'amore folle di Dio, nell'inscindibilità di amore della verità e verità dell'amore. Su Massimo il Confessore c'è un'opera di presentazione validissima nel testo di von Balthasar "Liturgia Cosmica" recentemente riedito da Jacabook. Un caro saluto.

    Archimandrita Silvano:
    Caro Murr,
    Cristo è risorto!
    Massimo ti ha consigliato di leggere i miei libri. Il primo è una presentazione - volutamente - molto facile della fede e della prassi della Chiesa ortodossa. Il secondo ha qualche pretesa teologica.

    Vorrei ora rispondere ad una tua domanda: "come vivere la Tradizione rimanendo me stesso". Se rimanere te stesso vuol dire rimanere l'uomo vecchio creato secondo il vecchio Adamo, questo non è possibile per il semplice motivo che la Tradizione è la Chiesa, la Chiesa è la Sposa, il Corpo del Cristo Vivente e non è possibile venire innestati nel Cristo Vivente, rimanendo vecchi! Veniamo fatti nuovi!
    Se rimanere te stesso è in senso psicologico, credo che allora nessuno ti forza a cambiare: ognuno di noi è una Persona irripetibile e Dio non vuole affatto che noi cambiamo. Per questo la Chiesa Ortodossa non ha mai apprezzato il discorso della "Imitatio Christi" tanto cara ai cattolici sulla base del celebre libro di (?) Tommaso da Kempis. Io mi innesto in Cristo non lo imito, io resto la inconfondibile persona che sono pur divenendo membro del Corpo teandrico del Risorto, così come il Padre ed il Figlio ed il Santo Spirito sono ciascuno è Padre, e Figlio, e Santo Spirito, eppure sono pienamente Dio, il solo Dio. E' il mistero della Persona anche se so che qualcuno mi accuserebbe di eccessivo personalismo! Ma visto che non sono riuscito a mediare con costoro nemmeno con un po' di umiltà ed anche di diplomazia tanto vale che parli. Se leggerai il mio (secondo) libro, o se hai frequantato certi siti ortodossi capirai di che parlo!
    Vedi, caro Murr, la Chiesa è una realtà vivente e nessun libro te la potrà spiegare adeguatamente. Si entra nella Chiesa per la Parola ed il Battesimo, si cresce nel rapporto vivo con la propria comunità - ekklesìa - e col propio padre spirituale, ci si nutre del calice santo, si vede nelle icone e si ascolta nei canti liturgici, si odora l'icenso.... Lì è la Tradizione. Guai se la sclerotizzazzimo in qualche libro. I libri possono servire ad aiutare ma non possono sostituire un percorso vitale. La Chiesa è il "luogo" dei salvati, degli "iniziati" al Mystero di Cristo. E tanto più in paesi eterodossi dove non esistono gli ortodossi autoctoni "per tradizione" (questa volta con una t ben minuscola) dobbiamo sforzarci in ogni modo a far sì che così sia. Ti dirò come un discepolo ad un altro: "Vieni e vedi!".
    +Silvano

    PS. "Venite beviamo una bevanda nuova, sgorgata dal costato di Cristo risorto..."

  2. #2
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito






 

 

Discussioni Simili

  1. è più probabile che l'uomo finisca col distruggere la natura o che la natura
    Di Zefram_Cochrane nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 28-02-10, 18:27
  2. Natura Umana: l'uomo è ipocrita per natura
    Di JohnPollock nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 13-07-08, 21:45
  3. Natura al Sud
    Di Rain Forest nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 28-06-08, 22:40
  4. Natura e contro Natura
    Di Libdx nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 147
    Ultimo Messaggio: 23-03-07, 22:31
  5. Per chi, come me, ama la Natura
    Di daca. nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 06-02-04, 11:57

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito