Ecco la "sindaca" che vuole cancellare la nostra storia

di Gianluca Savoini

«Quello che sta capitando a Pontida è un grave oltraggio perpetrato a danno di uno dei simboli più importanti e gloriosi dei popoli padani. L’atteggiamento dell’amministrazione comunale si avvicina pericolosamente all’apologia di comportamenti seguiti soltanto dai regimi totalitari e intolleranti che hanno sempre cercato di annientare, violentare, cancellare i simboli delle radici popolari».
È durissimo il commento di Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato, su quanto avvenuto venerdì sera nel corso del consiglio comunale di Pontida.
«Dopo lo sfregio portato al monastero di Pontida dall’aggressione ai frati da parte di delinquenti extracomunitari - attacca Calderoli -, ecco un altro oltraggio in pochissimi giorni che ha colpito il luogo dove nacque la Padania, con la Lega lombarda storica che riunì i popoli del Nord a battersi per le loro libertà. Questa volta l’oltraggio giunge addirittura da chi è stato eletto per amministrare la cittadina e che ha deciso di sacrificare un patrimonio simbolico caro a tutti i padani in nome di altri interessi». Il pensiero di Calderoli corre immediatamente ad altri episodi di barbarie, che videro per protagonisti gli scherani di regimi totalitari e per vittime monumenti, libri, chiese considerate pericolosi simboli “controrivoluzionari”.
«I giacobini vollero annientare i simboli della religione cristiana in Europa - ricorda Calderoli -, così come il regime sovietico di Stalin e i repubblicani all’epoca della guerra di Spagna. I Talebani hanno fatto saltare per aria gli antichissimi Buddha di pietra. Noi viviamo in uno stato democratico e quindi non siamo arrivati a tanta violenza, ma il significato dell’oltraggio fatto al prato di Pontida ricorda quei regimi totalitari, integralisti, intolleranti. Questo non è uno sfregio “politico”, fatto contro la Lega, ma una vergognosa aggressione compiuta ai danni di un patrimonio storico di tutta la Padania».
Ma il Carroccio non alza bandiera bianca, avverte Calderoli. «Dovrà passare ancora tanta acqua sotto i ponti prima di vedere una strada tagliare in due il pratone di Pontida. Vedrete che quell’acqua spazzerà via i propositi oltraggiosi di chi vuole cancellare il simbolo delle nostre radici».