Bossi: "Giù le mani da Pontida"
Il Senatùr contro un piano regolatore che prevede una strada al posto dello storico pratone dove si raduna la Lega. "Amministratori scellerati, lì è nato il mondo moderno".
MILANO - La dove c'era il pratone della Lega, domani potrebbe passarci una strada. Il santuario del "dio" padano, sotterrato sotto colate di cemento? Non è un sogno. Tutta colpa di un paganissimo piano regolatore di una tranquilla giunta comunale delle valli lombarde, che sta facendo imbufalire i fedelissimi di Alberto da Giussano.
Già perché, il verde, inteso come prato, per le camicie verdi, intese come i guardiani del Sacro Graal lumbard, non si tocca. Scoperto (o riscoperto) il valore sacro dell'ambientalismo, da mesi ormai i seguaci di Bossi si stanno facendo in quattro per difendere dalle ruspe comunali il più tradizionale teatro dei raduni del Carroccio. Non c'è trasmissione di Radio Padania, i cui gli ascoltatori non urlino dentro il microfono tutta la loro rabbia per la decisione del sindaco di far passare una strada proprio attraverso il green di Pontida.
E ora anche Bossi, sensibilissimo gli umori della base, ha fatto sentire la sua voce. ''Certe cose non vanno permesse", si è accalorato il Senatùr. Un inno al verde in stile lumbard che si accompagna anche a una minaccia agli amministratori locali. "Non è possibile avere per sindaci o assessori gente che non coglie queste cose". Quali cose? Innanzitutto il valore inalienabile di un topos . Il Braveheart di Cassano Magnago lo spiega in due parole: "Li è nato il mondo moderno, quello dei Comuni e della battaglia di Legnano". Da qui una richiesta che associerebbe Pontida al Colosseo. ''A parte che certi permessi passano dalle Regioni io sarei per porre un vincolo storico sul prato di Pontida. Perché, lo ripeto, a Pontida è nato il mondo moderno''.
Io non so se a Pontida è nato veramente il "mondo moderno" ma una strada sul NOSTRO prata è una bastardata bella e buona....




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