Visitando l'esposizione d'arte internazionale "Artissima" di Torino si ha uno spaccato inquietante del mondo sommerso e non dell'arte contemporanea. Prima di tutto a giudicare dalla fauna: pubblico e artisti viene quasi da considerare l'arte come una scienza umanistica ormai conquistata e monopolizzata dal mondo gay. Con questo non voglio certo insinuare che tutti gli artisti siano omosessuali, ma certamente ad un prima vista di quanto "viene messo in piazza" non può che sovvenire questa sintesi e banalizzazione. Già solo a vedere la disinvolta frivolezza di tutti: dagli artisti alla maggioranza del pubblico sia negli atteggiamenti che negli abbigliamenti faceva pensare più a un gay pride anziche ad una fiera dell'arte. Per non parlare dei contenuti della mostra: perchè tutte queste "opere" (così le chiamano loro) a tematica sessuale, spesso omosessuale non lasciano intendere dubbi: penso ad esempio ad un lavoro di net art rappresentante una donna o un trans all'atto di sodomizzare un uomo quanto mai sconcertato, un'opera di provenienza ispanica che ha impegnato l'artista per ben 1000 ore (poteva andare al cinema, forse era meglio, per lui e per noi). Divertenti due manichini di uomini nudi palestrati e dotati di pelo che si guardavano con aria mistica. Scandalosa la gigantografia in bianco e nero di una modella in salsa Marylin (una scopiazzatura della pop art dei tempi andati) impegnata a masturbarsi un pube completamente depilato. E che dire di foto dai soggetti nei visi ofuscati ma dalle fattezze comprensibilmente quanto ambiguamente fanciullesche con aperture anali in primo piano e impegnati in orge "fantastiche"? C'era anche la foto di una forma fallica gigantesca sfinita su di un letto matrimoniale, per non parlere del seguito: il gigantesco fallo non c'era più, in compenso su quel letto c'era una donna sfinita e fradicia di non si sa cosa ma che lascia a tutti ben intendere. Potrei continuare all'infinito, le opere di Artissima sono la meravigliosa raccolta di ben oltre 1300 artisti divise in 178 gallerie, (ovviamente vi erano anche dei paesaggi e soggetti più soft, ma le provocazioni erano ben numerose, così tanto numerose da divenir convenzioni) ma non voglio perseverare in così tanto masochismo, mi limito a giudicare molte di queste opere come arte degenerata e non oso pensare quali strumenti avrebbero adottato nei confronti di quest'arte un Hitler, uno Stalin o un Franco.
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