Scontro sul decreto governativo per le reti di telecomunicazioni
Gasparri querela Formigoni
Il ministro: «L'atteggiamento della Lombardia è rozzo, ottuso
e miope». Il presidente della Regione: «E' un fascista»
ROMA - Prima la polemica, poi gli insulti, infine la querela. E' finita così, in un crescendo consumato in poche ore, la divergenza di opinioni tra il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni. Motivo del contendere il decreto emanato dal governo per la realizzazione di reti di telecomunicazioni e il ricorso alla Corte Costituzionale deciso dalla Regione Lombardia per bloccarne l'attuazione.
Maurizio Gasparri
GASPARRI ATTACCA -Un atteggiamento «rozzo e ottuso», frutto di una decisione decisamente «miope». È stato questo il commento del ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri, al ricorso alla Corte Costituzionale della Regione Lombardia sul decreto emanato dal governo per facilitare la realizzazione di reti di telecomunicazioni. «Sono rimasto negativamente sorpreso - ha riferito Gasparri - dalla decisione della Regione Lombardia di impugnare davanti alla Corte Costituzionale un provvedimento che ho emanato per facilitare la realizzazione delle reti telefoniche». Con la motivazione della difesa dall'elettrosmog, secondo Gasparri, la Regione Lombardia ha scelto di «contrastare lo sviluppo con un atteggiamento rozzo e ottuso» in quanto «i limiti dielettromagnetismo previsti dalla legge italiana sono i più bassi del mondo».
Robero Formigoni
FORMIGONI REPLICA - «Gasparri non è un ex fascista, non ne ha l'età nè la dignità, è semplicemente un fascista che insulta chi non condivide - almeno sei regioni italiane - le sue discutibili scelte». Così ha replicato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, convinto dell'opportunità del ricorso. Quindi il presidente della Regione Lombardia, dopo aver definito il ministro per le Telecomunicazioni «fascista», ha affermato: «per di più un fascista che difende gli affari poco chiari in cui è coinvolto». E ha concluso: «c'è da essere lieti di non essere al governo con personaggi simili».
IL MINISTRO QUERELA - Un'ora dopo aver letto le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia il ministro delle Comunicazioni, ha reso noto di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Roberto Formigoni, per le dichiarazioni rese nei suoi confronti




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