Macché Cipro, si torna a Gibilterra...
Partirà a luglio 2004 e costerà 500 milioni di dollari. Jacques Collina Girard e Paul Henri Nargeolet, i due studiosi che hanno riportato alla luce i resti del Titanic, sono convinti che l'isola si trovi al largo dello stretto di Gibilterra, nella regione di Cabo Espartel.
Azzorre, Canarie, Antille, Capo Verde: ognuna di queste isole ha da sempre rivendicato per sé l’onore di discendere dall’antica Altlantide, il fantastico continente scomparso nel nulla, a causa di un cataclisma, nel giro di pochi giorni.
Già Platone, nel Timeo e nel Crizia, si era soffermato a parlare di questa civiltà. Una civiltà retta da una monarchia con retaggi divini, che poteva vivere e prosperare grazie a una terra ricchissima di risorse naturali: metalli, frutti e cereali. Tutto sembrava procedere per il meglio finché, come racconta sempre Platone, un misterioso cataclisma inghiottì l’isola facendola scomparire per sempre.
E sono proprio i dialoghi di Platone a fornirci l’indicazione più probabile per collocare l’antico continente. Infatti il filosofo ci dice che si trovava "innanzi a quella foce che si chiama colonne d'Ercole e dove ora sono bassifondi fangosi": niente Devon, Cuba o Azzorre, quindi, ma proprio Gibilterra.
Secondo Collina Girard, infatti, circa 19 mila anni fa il livello del mare era molto più basso di quello attuale, ed Europa e Africa erano unite: nella regione che corrisponde allo stretto di Gibilterra si sarebbe trovato un arcipelago che la successiva risalita delle acque avrebbe sommerso non in un giorno ma in un paio di secoli, al ritmo di due metri l’anno.
Adesso Cabo Espartel è un’isola coperta da un banco di sabbia lungo circa otto chilometri a una profondità di cento metri. I due studiosi sono convinti che non troveranno né palazzi né chissà quali tesori nascosti: “Questi sono sogni. Cerchiamo invece delle caverne che possono essere state abitate”.
Fonte: www.rai.it/news/ (Pubblicato il 02 novembre 2003 11:20)
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Il prof. Collina Girard, impegnato a realizzare una mappa della costa dell'Europa Occidentale di diciannovemila anni fa, ha scoperto quasi per caso un antico arcipelago, con un’isola che ha chiamato Spartel e che, secondo lui, corrisponde perfettamente alla descrizione di Platone. L'isola di Spartel, ora un bassifondo, era a quei tempi un lembo di terra asciutto.
La notizia risale a un paio di anni fa, e ora si sta preparando la spedizione. Tuttavia alcune caratteristiche evidenziate da Platone non trovano conferma nella teoria di Collina Girard: il filosofo affermò infatti che "quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme", mentre Spartel non era che una piccola striscia di terra. Secondo Collina Girard, questa discordanza nascerebbe da un errore di trasmissione di generazione in generazione: Platone conobbe le vicende di Atlantide da Socrate, che a sua volta le aveva sapute da Crizia, al quale le aveva dette suo nonno, che le aveva sentite da Solone e via dicendo. Platone parla inoltre di una catastrofe improvvisa: "nello spazio di un sol giorno e di un notte tremenda… scomparve l'isola Atlantide ingoiata dal mare".
Secondo Collina Girard (che sostiene invece la progressiva scomparsa di Atlantide a causa dell’innalzamento del livello del mare), il terribile evento sarebbe una semplice esagerazione di Platone per rendere la vicenda più drammatica.