ROCCARASO. La strage di 128 cittadini trucidati e tra questi 34 bambini. Un eccidio nazista compiuto 59 anni fa che non ha mai avuto giustizia. E' il massacro di Pietransieri compiuto da soldati della Wermacht gonfi di odio e pronti a ogni efferatezza pur di bloccare l'avanzata dell'Ottava armata canadese. I nomi dei responsabili della strage ora sono stati trovati: il generale Heidrich che aveva la responsabilità dell'area e il tenente colonnello Schultz. Ma nessuno ha mai chiesto un processo, giustizia. «Perché la nostra comunità non crede ai processi. Si porta addosso con cristiana sofferenza il dolore per una strage immotivata, per cui a tutt'oggi non sa darsi una spiegazione», risponde Mario Liberatore ex sindaco di Roccaraso.
«Dopo la Liberazione, coloro che dovevano perseguire i crimini di guerra erano pochi e distratti da tante altre cose», prosegue Liberatore, «E le indagini sulla strage di Limmari, ossia la località di Pietransieri dove furono trucidati i cittadini, partirono con troppo ritardo, nel '46. Si interruppero un anno dopo, quando era stata individuata una pista: si entrava nella guerra fredda, la vera origine di questo mancato sforzo finale contro i crimini nazisti».
L'eccidio oggi sarà ricordato alle 9 con una visita degli studenti delle scuole superiori di Sulmona, Castel di Sangro e Roccaraso al sacrario dei «Limmari» e l'incontro alle 10.30 con l'ex presidente della Repubblica, il senatore Oscar Luigi Scalfaro che alle 11 nella sala del palaghiaccio di Roccaraso parlerà sul tema: «L'eccidio di Pietransieri. Dalla barbarie alla costruzione della Repubblica Italiana: l'attualità dei valori della Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza».
La strage di Pietransieri fu compiuta il 21 novembre del 1943. Da giorni i tedeschi avevano occupato quei luoghi, volevano fermare l'avanzata alleata e bloccare la via per Roma. Quel 21 novembre era un venerdì, una giornata nebbiosa i tedeschi con la scusa di una perquisizione rastrellarono un centinaio di persone, ma altre 28 erano state già prese e fucilate nei giorni precendenti, quei cittadini spaventati erano sfollati da Pietransieri. Erano giorni di terrore, i primi a morire a Pietransieri furono una madre con in braccio una bambina, entrambe trafitte con un colpo di baionetta. Il 21 novembre, invece le 100 rastrellate furono raggruppate sopra la radura di Limmari dove avvenne il massacro. Si salvò solo una bambina di 9 anni, Virginia Macerelli ritrovata sotto al cadavere della madre. Quell'orrore aveva avuto dei testimoni. Un memoriale (quello di un testimone oculare, Italino Oddis, all'epoca guardia municipale) e un diario quello del maestro di scuola elementare Antonio Di Cristofaro scritto appena dopo l'eccidio. E ancora. Il rapporto dei carabinieri e l'archiviazione provvisoria. Poi negli anni le lapidi i monumenti i discorsi in piazza. Cerimonie con le autorità la medaglia d'oro del presidente Saragat e il cinquantennale commemorato da Giovanni Spadolini, allora presidente del Senato, il ministro degli interni Nicola Mancino. «Ma mai un processo. Con la popolazione rassegnata a convivere con quella ferita aperta», come hanno scitto due cronisti Alessandro De Feo e Franco Giustolisi del settimanele L'Espresso. «I morti furono raccolti nella tarda primavera del 1944 e trasportati al cimitero della frazione», racconta Mario Liberatore.