NEW DELHI (CNN) -- Quindici bambini di età compresa fra le sette settimane e i tre anni sono morti nello Stato di Assam, nel Nordest dell'India, per quelle che si sospetta siano le conseguenze di una massiccia somministrazione di vitamina A da parte dell'Unicef, avvenuta nell'area domenica 11 novembre. Questo è il bilancio delle vittime fornito dal "Times of India". Secondo l'agenzia Reuters, la morte accertata è soltanto una.
Il governo locale ha aperto un'inchiesta dopo la morte di una bambina di due anni. Da allora, 700 bambini sono stati ricoverati in ospedale (e poi dimessi) mentre - riferisce il "Times of India" - sono state accertate altre 14 morti e sospesi sei fra medici e paramedici addetti alla somministrazione della vitamina.
La vitamina potrebbe avere ucciso i bambini per un mancato esame preliminare delle loro condizioni sanitarie generali, alcune delle quali sono una controindicazione all'assunzione del prodotto. L'Unicef ha inviato un gruppo di esperti nel territorio interessato per scoprire cosa può essere accaduto e annuncia un rapporto sull'argomento per domani, martedì.
I medici locali e gli esperti indiani di nutrizione accusano l'agenzia dell'Onu di non avere preso sufficienti precauzioni nella somministrazione della vitamina, che serve a prevenire la cecità. E c'è chi contesta anche una volontà di "creare mercato" per nuovi prodotti farmaceutico-nutrizionali, ricordando che in India i bambini carenti di vitamina A sono solo lo 0,3 per cento.
L'Unicef dal canto suo ricorda che la somministrazione preventiva di vitamina A viene fatta in India da venti anni e sottolinea di avere seguito tutte le indicazioni previste dal governo di New Delhi.
L'overdose di vitamina uccide?
Secondo fonti mediche del "Times of India", la vitamina può fare male a chi soffre di allergie, fibrosi cistica, diabete, disturbi intestinali, del fegato, della tiroide e del pancreas. In più, dicono le stesse fonti, nell'area dove sono morti i bambini, c'è una nota diffusione di disturbi intestinali come diarrea, ameba e malaria. Il ministro della Sanità locale, Bhumidar Burman, ha precisato che dovendo dare la vitamina a 321.000 bambini, non è stato possibile selezionare con uno screening medico quelli eventualmente affetti da queste patologie. Secondo fonti mediche citate dalla Reuters, la vitamina A non potrebbe in ogni caso uccidere.
La vitamina A viene data ogni sei mesi ai bambini fino all'età di sei anni. Questa volta la somministrazione nello Stato di Assam riguardava 321.000 bambini e è stata fatta di domenica. Poche ore dopo, moriva Asha Pagti, una bambina di due anni. Nelle successive 24 ore, decine di genitori si presentavano negli ospedali con i figli in preda a crisi di vomito, diarrea, febbre alta. Martedì scorso, Burman dichiarava: "Ci sono 700 bambini in ospedale, in condizioni non gravi". Ieri, domenica, il ministro ha elencato i nomi di 14 bambini morti, a cui poi il commissariato di polizia del villaggio di Dumripar ha aggiunto un quindicesimo caso.
All'inizio della scorsa settimana, migliaia di genitori presi dal panico hanno portato i figli in ospedale per accertamenti, mentre la dirigente regionale dell'Unicef Carrie Auer convocava una conferenza stampa per respingere le accuse del capo della polizia locale, Sharda Prasad, che ipotizzava una qualche contaminazione dello stock di vitamina usato.
Da Ginevra, la portavoce dell'Unicef Vivina Belmonte annunciava che l'agenzia Onu era in ansiosa attesa dei risultati delle indagini di laboratorio ordinate dal governo dell'Assam e spiegava: "Si è trattato delle terza somministrazione della vitamina in Assam nel 2001. Le altre volte non ci sono stati problemi. Negli anni passati, un totale di 35 milioni di bambini indiani ha ricevuto dosi di vitamina A per prevenire la cecità".
Il dottor Kro, responsabile sanitario governativo, replicava dall'Assam: "Ci deve essere qualcosa che non va nel quantitativo di medicinale somministrato".
Mentre giovedì moriva un bambino di sette mesi, Rupam Orang, il "Times of India" riferiva che 2.500 bambini erano stati male dopo aver preso la vitamina. Il ministro Burman precisava venerdì: "Siamo praticamente certi che si è trattato di dosi eccessive di vitamina", aggiungendo che il governo avrebbe deciso dopo un consulto di esperti se proseguire con il piano di somministrazione della vitamina.
Da Patna, capitale dello Stato indiano del Bihar, il dottor Arun Kumar Thakur segnalava intanto che due neonati fra i cinque e i sette mesi si erano ammalati per overdose di vitamina A.
Nuove regole per l'India
A livello nazionale, i Centri sanitari competenti stanno modificando la programmazione futura: secondo il "Times of India", l'idea è di evitare in futuro ogni somministrazione autonoma di vitamina A. E il coordinamento della Sanità familiare ha dato indicazione di seguire d'ora in poi i parametri indiani nelle somministrazioni, iniziando non prima dei nove mesi e finendo entro i tre anni di età.
Secondo gli esperti indiani, comunque, in India non ci sarebbe nessun bisogno di somministrazioni di vitamina A. Il professore aggiunto alla cattedra di Alimentazione umana all'Istituto di Scienze mediche Umesh Kapil ha dichiarato al "Times of India" che nel rapporto del Consiglio indiano di ricerche mediche del 1999, era stato rilevato che solo lo 0,3 per cento dei bambini indiani in alcune delle aree più povere, fra cui l'Assam, aveva sintomi di carenze della vitamina A.
"Sfruttamento commerciale"
Il nutrizionista indiano C. Gopalan, indicato dal "Times of India" come il pioniere della somministrazione di vitamina A in India, ha dichiarato: "Dare dosi così massicce di vitamina A non è necessario". Gopalan ritiene che la Sanità pubblica debba vigilare contro ogni tentativo di "sfruttamento commerciale della denutrizione". E dopo avere sottolineato il rischio di un'assunzione da parte di donne in stato interessante ha precisato: "Ci sono tentativi di fare tè e gelati rafforzati con vitamina: è chiaro che si tratta di sforzi per espandere il mercato per un prodotto commerciale, più che per combattere contro i problemi sanitari delle comunità povere".
Il ministero centrale della Salute, intanto, ha sottolineato che la vitamina A non può essere catalogata come cibo, ma è una medicina. Nel frattempo, vari Stati, come il Rajastan, l'Uttar Pradesh, il Bihar e il Jharkhand stanno per lanciare simili campagne di somministrazione di vitamine.
Con il contributo di Reuters




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