Nell’abbazia di Casamari, alle 15, una messa di riabilitazione del presule esorcista: 150 Tv accreditate


Sempre più incredibile. La "storia" di Emmanuel Milingo non smette di stupire. Oggi alle 15, nell’abbazia di Casamari, avverrà la solenne «reintegrazione» dell’arcivescovo esorcista e guaritore. Il termine - un neologismo... canonico forse destinato a rimanere unico - è della Radio vaticana. Una messa di ritorno nella Chiesa sotto i riflettori di 150 tv accreditate, Cnn in testa, un numero molto alto di giornalisti, con prevedibile ed inimmaginabile ressa, una ventina di sacerdoti a confessare i fedeli, un arcivescovo-custode a sovrintendere, l’emerito Ennio Appignanesi che dovrebbe abitare con Milingo nella residenza di Zagarolo. Per la reintegrazione, alla stregua dei grandi eventi ecclesiali, l’arcivescovo Tarcisio Bertone - vice di Ratzinger e massimo resposabile dell’operazione-rientro - ha offerto una lunga riflessione di tre cartelle fitte nel radiogiornale plurilingue della Radio Vaticana. Riflessione adeguatamente distribuita anche in Sala stampa vaticana. Gioisce certamente la Madre Chiesa per tale ritorno ma molti suoi figli non prodighi si chiedono il perché di tanta pompa. E ne sono amareggiati e perplessi tutti quei cardinali e vescovi, Ruini in testa, che hanno diffidato Milingo dal celebrare pubblicamente i suoi riti di guarigione a Roma, in tutto il Lazio e poi in tutta Italia. Le perplessità vengono aggravate dal fatto che nella Curia sono in molti a non essere del tutto sicuri che il pentimento di Milingo sia stato radicale, a parte il buttarsi ai piedi del Papa come nella parabola del figliol prodigo. Sentono odor di rivincita del presule zambiano dopo 19 anni di rifiuti di udienza papale e di tanti divieti. Ora Milingo sa che la misericordia papale serve a cancellare il rimorso curiale ma si rende conto pure che coccole e riverenze gli vengono offerte per la paura dei vertici vaticani che egli dia vita ad uno scisma, ad una Chiesa parallela. Il suo rientro con tutti gli onori dopo un anno e passa di segregazione spirituale avviene perché lui esorcizzi le tentazioni e i colpi di testa. Soprattutto il rischio di ritornare in Zambia - viaggio previsto a fine novembre - dove la setta di Moon ha aperto un ufficio per le relazioni con la Chiesa cattolica e la signora Maria Sung - sposa del vescovo per 72 giorni, 40 dei quali in castità - è entrata in contatto con la sorella di monsignor Emmanuel con la quale è in ottimi rapporti grazie alla munificenza della coreana.