premettendo il mio apprezzamento ai tuoi interventi sulle questioni della decadenza ed invasione straniera dell'Europa, vorrei farti un appunto:
dovresti -e dovremmo- smettere di usare il termine "bianco" per indicare i popoli europei. "Bianco" poteva andar bene nelle regioni colonizzate dagli europei, per marcare la differenza con i popoli sottomessi. In Europa non ha senso. Gli europei, è ovvio che sono "bianchi", inutile e strampalato sottolinearlo. Sarebbe come, in Cina, dire che i cinesi sono "gialli", o in Congo dire che i congolesi sono "negri".
In Europa quindi ci sono solo gli europei, e i non-europei immigrati. Un negro, un "marrone", un giallo o un meticcio NON sono europei.
A me pare che la qualificazione razziale "bianco" sia un uso strumentale dei mescolazionisti per particolarizzare ciò che è e deve essere un assoluto. Secondo questa logica perversa, usare il termine "bianco" per indicare la popolazione, apre la strada alla legittimazione di una categoria super-etnica di appartenenza: "europeo", "francese", ecc..., sotto la quale conviverebbero le sottocategorie razziali. In concreto, si legittimerebbe l'idea che esistono "i francesi", suddivisi in "bianchi", "negri", ecc...
Attenzione, quindi! si tratta di sottili ma pericolose operazioni di manìpolazione semantica, funzionali al Sistema.
Dobbiamo mantenerci fuori da queste trappole. Non parlare in temini razzialmente connotati di noi stessi, ed applicare eventualmente la categoria razziale agli estranei. In concreto, in Italia ci sono "gli italiani", cioè noi, con le nostre radici ancestrali e la nostra identità etnica, e ci sono dall'altro lato "gli allogeni", cioè coloro che hanno radici ancestrali e connotati etnici diversi, riferentisi a regioni esterne all'Italia.
saluti




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