Ci siamo! Tra poche ore si gioca la sfida più sentita da noi tifosi: rossoneri contro nerazzurri, Milano divisa in due, San Siro esaurito, splendide coreografie, tifo alle stelle per un derby che ha sapore di primato.

22/11/2002 Fonte: Davide Bin, articolo letto 17 volte

Derby, dolce ossessione. La lunga settimana di vigilia sta per finire, le luci di San Siro stanno per accendersi ad illuminare una delle sfide stracittadine più importanti degli ultimi anni: Milan terzo contro Inter seconda, rispettivamente a due ed un punto dalla capolista Juventus; raramente negli ultimi anni si era giocato un derby con entrambe le squadre ai primissimi posti della classifica, anche se siamo nel girone di andata e solo all’undicesima giornata, quindi il risultato non sarà certo decisivo per le sorti del campionato.
Per noi tifosi, però, punti e posizioni in classifica per una sera resteranno confinate in un angolo remoto della memoria, perché il Derby va oltre tutto questo e prescinde da qualsiasi situazione in campionato: abbiamo vissuto sfide da “tutto esaurito” anche con le squadre mestamente lontane dalla vetta, perché il Derby fa storia a sé, è totalmente diverso dalle altre 32 partite di campionato e l’unica cosa davvero importante in questi 90 minuti è battere gli “odiati” cugini, vincere per garantirsi qualche mese di sfottò verso gli avversari e di tranquillità che, inesorabilmente, si esaurirà quando saremo in vista della sfida di ritorno.
L’emozione è unica e sempre incredibile, la tensione sale inevitabilmente giorno dopo giorno, ora dopo ora e raggiunge il suo apice quando stai per dirigerti allo stadio, rigorosamente molte ore prima dell’evento, attendi di entrare e poi, una volta dentro, aspetti l’inizio dell’incontro con il cuore che batte all’impazzata e i crampi allo stomaco per il nervosismo.

Siamo al primo Derby “vero” della stagione, ma abbiamo già avuto due gustose anteprime: un miniderby di 45 minuti a Trieste ai primi di agosto e un amichevole a San Siro il 1° settembre con incasso devoluto in beneficenza ai parenti delle vittime della tragedia di Linate; ovviamente nulla a che vedere con ciò che ci apprestiamo a vivere tra poche ore, perché i Derby “ufficiali” hanno tutt’altra importanza e valore ben superiore.
Non per niente i biglietti sono introvabili da giorni, lo stadio sarà strapieno e ribollente d’entusiasmo e tifo, con splendide coreografie, bandiere e stendardi, perché prima della partita in campo, si gioca un altro Derby sugli spalti, quello del tifo, forse addirittura più importante per chi frequenta le curve e che, negli ultimi anni, ci ha visto sempre prevalere, cosa che ci rende molto orgogliosi.
Facile che ciò accada anche questa volta, considerato anche che giochiamo “in casa” e si potrà eventualmente organizzare una coreografia che coinvolga tutti e tre gli anelli (cosa impossibile da realizzare quando si gioca “in trasferta”); abbiamo ancora tutti negli occhi lo splendido spettacolo del 3 marzo scorso, quella meravigliosa coreografia della Sud, unico dolce ricordo di una serata beffarda, con il Milan che ha giocato decisamente meglio dell’Inter ed è stato sconfitto da un gol di Vieri.
Ovviamente la coreografia resterà “top secret” fino a quando la realizzeremo in Curva, mentre per quanto riguarda il tifo vocale, è facilmente intuibile, anche dalle “prove generali” di domenica scorsa, che si punterà molto sulla rievocazione del 5 maggio scorso e dell’11 maggio 2001, due date disgraziate per i nerazzurri e di immensa goduria per noi rossoneri: loro vorrebbero dimenticare di aver vissuto quei due giorni nella loro vita…sta a noi ricordarlo loro assiduamente!
Poi, durante la partita, gran tifo e massimo sostegno alla squadra, perché desideriamo riassaporare ancora una volta la dolce sensazione di vincere un Derby e non vogliamo nemmeno pensare alla tremenda ipotesi di uscire sconfitti, perché è una cosa che fa star male solo ad immaginarla.

A proposito di vittorie e sconfitte, spostiamoci dagli spalti al campo, per ricordare che è da tantissimo tempo che il Milan non vince in campionato il Derby “casalingo”: l’ultima volta è stata nella stagione ’93-’94, precisamente il 20 marzo, più di otto anni fa; finì 2-1 con rete all’ultimo minuto di Massaro che ci fece impazzire di gioia.
Da allora chi ha voluto godersi le vittorie rossonere (e che vittorie: 2-1 all’ultimo minuto, 6-0 e 4-2) ha dovuto “conquistarsi” (spesso con molta fatica!) il prezioso tagliando per il Derby “in trasferta” mentre in occasione di Milan-Inter sono arrivate solo delusioni (complete o a metà, cioè sotto forma di pareggio).
Mi sembra giunta l’ora di tornare a conquistare anche un successo “interno”, anche perché in questa stagione il Milan ha sempre vinto in casa nelle partite di campionato e la bella serie deve continuare (sarebbe imperdonabile interromperla proprio nell’occasione più importante!).
Purtroppo i rossoneri arrivano a questa sfida con qualche problema di formazione, soprattutto in difesa: Nesta non ha recuperato dall’infortunio muscolare subito domenica scorsa e anche Simic è in forte dubbio per problemi ad un ginocchio; metà della difesa rossonera è fuori causa, quindi spazio a Costacurta (sicuro al posto di Nesta) e Helveg (molto probabile al posto di Simic).
Dispiace presentarsi alla partita più bella del campionato senza il rinforzo più importante di una campagna acquisti definita da “10 e lode”, il giocatore che ha trasformato una difesa traballante ed insicura in un reparto solido e quasi impenetrabile, soprattutto in casa; e dispiace anche che debba quasi sicuramente saltare la sfida uno degli ex, cioè Simic, perché si sa che tali giocatori hanno il dente avvelenato con la loro vecchia squadra (anche se in fatto di ex stiamo bene, con Seedorf e Pirlo vogliosi di farsi notare da un ambiente che non li ha saputi valorizzare e con lo stesso Helveg che è di proprietà dei nerazzurri, pur non avendo mai indossato la maglia dell’Inter).
Consoliamoci con l’inossidabile Billy Costacurta, che ha giocato decine di Derby e sente molto la sfida con gli interisti, al pari del suo compagno di reparto, nonché capitano, Paolo Maldini; a volte in queste partite serve giocare con il cuore, a maggior ragione se tinto di rossonero e da questo punto di vista i due giocatori sopraccitati sono una garanzia assoluta, perché considerano la maglia come una seconda pelle e hanno vissuto tutta la carriera al Milan.
A volte sono proprio questi gli uomini decisivi nei Derby, partite che sfuggono a tutte le regole e pronostici, magari poco spettacolari ma giocate con grinta e furore agonistico per non deludere i tifosi: spesso in queste partite non si notano differenze anche notevoli di gioco e rendimento in classifica e ciò è puntualmente avvenuto anche pochi mesi fa, quando l’Inter prima in classifica vinse la partita ma venne dominata sul piano del gioco da un Milan che stava attraversando il periodo forse più difficile di tutta la stagione ma, come d’incanto, nel Derby ritrovò grinta e voglia di vincere.
A proposito di grinta, tornerà in squadra sicuramente Gattuso e la sua presenza è fondamentale in partite di questo genere; senza Ringhio il Milan ha avuto problemi a centrocampo, sia a Torino contro la Juventus, sia domenica scorsa contro il Parma e speriamo che basti la sua inesauribile carica e voglia di lottare per ridare sostanza al reparto centrale della squadra.
Per quanto riguarda il resto della formazione, le novità più importanti sono il probabile inserimento di Shevchenko e Serginho al posto di Rivaldo e Rui Costa; esigenze di turn-over, visto che all’orizzonte c’è anche il Real Madrid, ma anche sana scaramanzia, visto che entrambi si possono considerare uomini-derby: Sheva ha già realizzato nove gol contro i nerazzurri, mentre “Concorde” con le sue volate sulla fascia ha sempre messo in crisi la difesa nerazzurra, a cominciare dallo stratosferico ed indimenticabile 6-0 dell’11 maggio 2001; inoltre il brasiliano è “sponsorizzato” da Inzaghi, a secco da qualche partita e che apprezza molto la sua capacità di mettere al centro dell’area invitanti palloni per le punte, cosa che nelle ultime partite è mancata nella manovra rossonera.

Ancelotti sembra orientato, quindi, a modificare profondamente lo schieramento che fino ad ora ha giocato quasi sempre: necessità (vedi infortuni) ma anche scelta precisa per ritrovare il filo del gioco e dello spettacolo che sembra smarrito.
Ovviamente per una sera siamo dispostissimi a lasciar perdere il bel gioco e lo spettacolo, a giocare “da Inter” e privilegiare il risultato a tutto il resto; personalmente (ma ho sentito tanti altri che la pensano come me) temo tantissimo di vedere il Milan giocare bene, dominare e poi venire punito in contropiede dall’unica azione dei nerazzurri.
Pare che ultimamente l’Inter si sia specializzata nel giocare così e abbiamo già avuto un triste presagio quest’estate, nel Trofeo Tim a Trieste, quando il Milan giocò splendidamente per 45 minuti ma subì addirittura due gol nelle uniche volte in cui i nerazzurri superarono la metà campo.
Paure e timori della vigilia, certo, perché a poche ore dalla partita l’umore oscilla tra la convinzione della vittoria e il terrore di una sconfitta beffarda e il sistema nervoso rischia di andare in tilt, ma anche lucida analisi di due sistemi di gioco molto diversi ma entrambi affidabili e vincenti, al punto da rendere impossibile un pronostico.
Basta chiacchiere, quindi, lasciamo parlare il campo, perché tra poco sarà Derby, l’angosciante attesa sta per finire e siamo pronti a dare tutto, sugli spalti e in campo, per far diventare magica una notte già di per sé speciale.
Buon Derby a tutti!

Davide Bin