Il Consiglio d'Europa adotta un nuovo protocollo aggiuntivo alla Convenzione
sul Cybercrime per perseguire xenofobia e razzismo online. Grave rischio di
censura e repressione del libero pensiero Stampa.
12/11/02 - News - Roma - Si amplia ulteriormente il raggio d'azione della
Convenzione sul Cybercrime del Consiglio d'Europa. Il Comitato dei Ministri
ha infatti deciso di adottare un nuovo protocollo contro xenofobia e
razzismo espressi via internet.
Nella nota diffusa dal Consiglio si parla della richiesta agli Stati che
adottano la Convenzione di rendere criminosa "la diffusione di materiali
razzisti e xenofobi su sistemi informatici, insulti e minacce razziste e
xenofobe, inclusa la negazione, la grossolana minimizzazione, l'approvazione
o la giustificazione di genocidi o crimini contro l'umanità, in particolare
quelli occorsi nel periodo 1940-1945".
Il provvedimento, secondo il Consiglio, definisce anche i parametri entro i
quali certe espressioni violano i diritti degli altri e le pene previste
dagli Stati dovrebbero quindi essere regolate su questi criteri.
Nell'ufficialità della cosa, il Consiglio sottolinea comunque che questo non
vuole essere un tentativo di negare la libertà di espressione che 50 anni fa
è stata garantita dalla Convenzione europea sui Diritti umani. Ma è anche
chiaro quanto sia facile che critiche di questo tipo vengano invece rivolte
al nuovo Protocollo, laddove si rischia di limitare la libertà di critica,al
centro proprio di quella Convenzione.
Secondo il Consiglio perché una violazione penale si verifichi è necessario
che sia commessa con intenzione, il che vorrebbe dire, per esempio, che non
si può imputare responsabilità ad un provider per il solo fatto che un sito
ospitato presenti contenuti di questo tipo, perché a dover essere perseguito
è chi quel sito ha realizzato. Responsabile, dunque, è chi ha
"intenzionalmente" voluto commettere un dato crimine. Si tratta in questo
caso di una determinazione importante perché, con tutte le riserve sulla
possibile limitazione della libertà di espressione, viene giudicato
senz'altro importante ribadire la sostanziale "irresponsabilità" di un
fornitore di servizio.
Il nuovo Protocollo verrà presentato per la firma alla prossima assemblea
parlamentare prevista per il 27 gennaio 2003 ma non tutto sembra destinato
ad andare liscio. Un primo segnale è giunto dal ministro italiano della
Giustizia Castelli che nelle scorse ore ha già espresso vive preoccupazioni
per una normativa che sembra mettere a rischio libertà guadagnate
dall'Europa con immensi sacrifici. La battaglia, per i proponenti di questo
ennesimo giro di vite, si annuncia, almeno questa volta, in salita.




Rispondi Citando
) che su queste cose non vanno come massimo oltre un convegno .. che si conclude nel predicare il dismpegno dalla politica perche' fa schifo ..
