La vicepresidente: Ruperto poco chiaro sul federalismo, ma Bossi otterrà pari dignità tra le Regioni e Roma
La Guerra replica alla Consulta
il Friuli avrà il suo Parlamento
Vicepresidente Guerra, Ruperto ha scelto la regione sbagliata per frenare la devolution? Lei si batte per l’autonomia: lingue, scuola, beni culturali...
Francamente era difficile capire quale fosse la sua posizione sui lavori parlamentari. Per la Regione, invece, mi è sembrato ci fossero aperture sui punti fondanti del nosto statuto, in particolare sulle lingue minoritarie. Bisogna però verificare se le sue posizioni sono reali o solo formali, legate alla presenza in Friuli-Venezia Giulia.
Bossi non si fida e ha chiesto garanzie a Berlusconi.
La chiarezza è auspicabile, perché in gioco c’è il futuro del Paese e la rappresentanza vera e non soltanto formale delle regioni e del territorio in seno alle più alte istituzioni dello stato. Ruperto ha proposto una camera delle Regioni che sostituisca il Senato, per eleggere i rappresentanti dell’Alta corte su base territoriale, questo sarebbe già un segnale reale.
La riforma dell’Ulivo non è ancora applicata, serve una nuova legge oppure è solo una corsa a chi fa più il federalista?
Dopo 50 anni di omologazione serve accelerare e completare il processo di autonomia dei territori come vuole fare Bossi. Dopo tante parole, in tre articoli, la sua riformacontiene il nucleo del federalismo vero, cioè capace di scardinare lo strapotere dello Stato e portarlo in periferia. Lo fa in maniera chiara identificando nelle Regioni il sistema territoriale più utile per devolvere porzioni di potere romano.
Cioè il vero Parlamento sarà in Friuli ?
Esatto, da una parte l’Europa e dall’altra autonomia territoriale. Il Friuli diventerà primus inter pares nel rapporto con Roma. Tutto il resto che si è tentato di fare, con decimi, Irap e soluzioni parziali, non è altro che il tentativo scientifico di lasciare lo scettro allo Stato e di contrapporre tra loro gli enti locali per non devolvere niente.
Veniamo alla scuola. Alla fine lo Stato cederà l’istruzione, vicepresidente?
Sono fiduciosa. La Paritetica è lo strumento che permette, oggi, al Friuli di aprire una trattativa diretta col governo per ottenere subito le opportunità garantite dallo Statuto, dalla riforma dei titolo V e dalla riforma Bossi, che hanno valore costituzionale.
Ruperto non attribuisce valore costituzionale alla riforma in Parlamento.
Ruperto non si è sbilanciato sul valore costituzionale della proposta perché ha rinviato il parere alla consulta nel suo insieme.
La Lega nel 2003 avrà questo cavallo di battaglia, dunque? Devolution di tutti i poteri?
Devoluzione, istruzione, sanità e ordine pubblico sono i cardini su cui si basa la nuova autonomia delle Regioni. Sono con queste competenze saremo in grado di fare crescere il nostro sistema. Con un motto simile a quello che usò Blair nel 1997: education, education and education.
Però in friulano, che sarà in giunta la prossima settimana. La scuola ci guadagnerà?
Finora la Regione ha contato troppo poco. Dagli Stati generali uscirà una bozza di attuazione dello statuto che servirà a rimuovere il meccanismo micidiale per cui tutto, oggi, è di fatto in mano al ministero e la Regione è solo il confessionale degli scontenti. Riceviamo lettere di ogni tipo.
Perché scrivono a lei e non alla Moratti, scusi?
Perché il nord ha esigenze diverse da quelle del centro e del sud, è innegabile. Serve garanzia concreta che la Regione possa avere davvero autonomia in questa materia e possa essere regia. E poi perché il potere regionale è molto più vicino e modificabile rispetto a quello romano.
Sta dicendo che l’istruzione statale ha fallito?
Dico che se i gestori reali della scuola dei nostri figli restano statali e la proposta formativa è generalizzata e sindacalizzata non andiamo da nessuna parte. Se le nostre imprese chiedono tornitori, noi non possiamo sfornare panettieri perché servono a Roma o a Catania. Saltano le sinergie con mondo del lavoro e le opportunità di sviluppo.




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