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Devolution: Pri dice No a testo Bossi e presenta riforma Titolo V
Il Partito Repubblicano Italiano dice no al ddl governativo sulla devolution e dissente sui compiti delle polizie regionali perche' cio' investe una questione fondamentale per l'unita' dello Stato e l'uniformita' della gestione dell'ordine pubblico sull'intero territorio nazionale.
Da qui il progetto repubblicano di circoscrivere a compiti amministrativi e di prevenzione le responsabilita' delle Regioni in materia di polizia locale.
Il partito dell'Edera presenta oggi in Parlamento un suo pacchetto di proposte di modifiche costituzionali in materia di riforma del Titolo V e di devolution.
Abolizione della legislazione concorrente fra lo Stato e le Regioni e redistribuzione all'uno o alle altre delle materie che la formulazione attuale dell'articolo 117 attribuisce alla potesta' concorrente.
Questa la proposta repubblicana di riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione presentata da Giorgio La Malfa alla Camera e da Antonio Del Pennino a Palazzo Madama.
Per il disegno di legge in materia di devolution, di cui Montecitorio inizia l'esame in aula la prossima settimana, la proposta del PRI prevede di circoscrivere a compiti amministrativi e di prevenzione le responsabilita' attribuite dal disegno di legge del governo alle Regioni in materia di polizia locale.
"In particolare, in ragione del dissenso su questo punto, che investe una questione fondamentale per l'unita' dello Stato nazionale e l'uniformita' della gestione dell'ordine pubblico nel territorio, il Partito Repubblicano Italiano -dicono i parlamentari dell'Edera- non sosterra' il corso del testo governativo".
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Devolution: le dure critiche dei repubblicani
Il “forte dissenso” manifestato dal Partito Repubblicano Italiano rispetto alla proposta di devolution all’esame della Camera dei Deputati, è pienamente condiviso dal segretario regionale dell’edera calabra Vincenzo Mazzei secondo il quale “attribuire la potestà legislativa esclusiva alle Regioni in materia di polizie locali, minerebbe l’unità dello Stato e l’uniformità della gestione dell’ordine pubblico sull’intero territorio nazionale”. Il Pri, ricorda Mazzei, “ha già presentato in Parlamento specifiche proposte di modifiche del Titolo V della Costituzione e di devolution, che prevedono l’abolizione della legislazione concorrente fra lo Stato e le Regioni e la redistribuzione all’uno o alle altre delle materie che l’art. 117 della Costituzione attribuisce alla potestà concorrente. Per quanto attiene alla polizia locale poi, il progetto repubblicano limita la responsabilità delle Regioni a soli compiti amministrativi e di prevenzione”. In mancanza di adeguate modifiche nella direzione auspicata, il PRI, annuncia Mazzei, “non sosterrà il testo governativo sulla devolution”.






Con i voti di Fi, An, Lega ed Udc, (272 si) l'astensione del Partito Repubblicano, nuovo Psi e di singoli parlamentari della maggioranza (7) , il voto contrario dell'Udeur (3 no) e con Ulivo e Prc fuori dall'aula, la Camera ha approvato la riforma costituzionale per la devolution.


Federalismo/Pri: positivo ripristino "interesse nazionale"
La Segreteria nazionale del Pri in relazione alle recenti polemiche sul Ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri valuta positivamente la reintroduzione del rispetto dell'interesse nazionale come principio che vincola la potesta' legislativa delle Regioni nelle materie di loro competenza. Tale principio e' anche uno degli elementi caratterizzanti del Ddl presentato dai repubblicani alla Camera e al Senato. La Segreteria nazionale del Pri - prosegue la nota - giudica positivamente l'abolizione della cosiddetta potesta' legislativa concorrente, ma ritiene che debbano essere meglio definite ed ampliate le materie la cui competenza esclusiva viene attribuita allo Stato. Per quanto riguarda poi l'attribuzione alla competenza regionale della polizia locale, i repubblicani valutano che debba essere precisato che la stessa puo 'avere solo compiti amministrativi e di prevenzione. Infine circa le polemiche su Roma capitale, la nota definisce "bizzarra" l'ipotesi avanzata di istituire delle vice capitali, ma ritiene che le disposizioni su forme a condizioni particolari di autonomia anche normativa per Roma rappresentano un'indicazione confusa, destinata a creare conflitti di competenza tra gli enti locali interessati e ritiene che invece l'ordinamento di Roma capitale debba trovare soluzione all'interno della legislazione ordinaria sulle citta' metropolitane.



