UNA STORIA DI AMORE ETERNO
Tutti abbiamo un sogno o una storia nel nanetto.
Ma quella che sto per raccontarvi, giovani fanciulle che leggete Delly e Bodlèr di nascosto dai genitori, è una vera storia d'amore.
Di più: una vera, grande storia d'amore eterno.
Lui era piccolo, molto basso e con la grande testa ornata di riccioli neri, un pò sproporzionata rispetto al corpo; insomma un nano.
Lei, una bellissima giovinetta di non ancor sedici anni, i cui lunghi capelli biondi incorniciavano un viso angelico; nei suoi languidi occhi azzurri si specchiava l'infinito mare delle illusioni giovanili.
Sembra scontato: ricca, ricchissima lei, un poeta povero e spiantato lui.
Fu il destino a farli incontrare nella vecchia tabaccheria dove lui, per guadagnarsi da vivere, faceva il commesso alla ricevitoria del lotto.
Lei era entrata ridendo con le amiche per giocare i tre numeri che un angelo dalle fattezze pre-raffaellitiche le aveva sussurrato nei sogni di tre notti consecutive; lui folgorato dalla visione era riuscito a stento a compilare la matrice, sbagliando - tapino - due numeri su tre.
Ella non s'accorse dell' errore e sparì ridente e fuggitiva, lasciando dissolvere il suo sorriso davanti al nano, stregato dalla celestiale visione e ormai innamorato.
Tornò dopo due giorni, furente di rabbia: i suoi tre numeri erano usciti, ma la matrice ne riportava due diversi da quelli che aveva chiesto di giocare.
- Pezzo di merda! Rotto in c***, (è incredibile come le giovinette d'oggidì conoscano un tal vasto repertorio di improperi e ne facciano uso alla bisogna) che c***o hai combinato... voglio parlare con la padrona!
Balbettando tra le lacrime e arrossendo per l'emozione, il nanetto - scivolato giù dallo sgabello che gli consentiva di ergersi sopra il bancone - non credette alle sue orecchie.
L'amore, quell'amore folle che per due giorni gli aveva fatto sognare una fanciulla eterea e gentile svanì di colpo di fronte agli insulti che profluivano proprio da colei che tanto aveva vagheggiata.
- Vada a cagare, doveva controllare lei! - sbottò alla fine.
Alla fanciulla parve di cogliere negli occhi del nano un impercettibile lampo di follia e si tacque.
Uscì dalla porta giurando che non avrebbe mai più incrociato quel cretino.
E così fu.
Amore e terno, che combinazione fatale!




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