ROMA - Silvio Berlusconi fa sapere di essere pronto a porre la fiducia sul provvedimento relativo alla devolution perche' si tratta di ''un tema molto importante, che fa parte del programma'' della CdL. Berlusconi ha detto di puntare ad un voto del Senato sulla devolution, ''prima che Palazzo Madama cominci a lavorare sulla finanziaria: d'altra parte - ha sottolineato - l'articolo sulla devolution e' estremamente semplice. Poi, certo - ha osservato - avra' bisogno di leggi ordinarie di attuazione, ma credo che i principi possano essere linearmente accettati''.

Il presidente del Consiglio difende a spada tratta la riforma relativa alla devolution e dice che non si deve ''criminalizzare'' perche' si tratta di una ''forma avanzata della democrazia'', e il centrodestra ha deciso di realizzare questo provvedimento. E invita quanti guardano con sospetto a questa riforma a ritenerla ''una conquista'' e non certo fonte di ''preoccupazione''. L'unico problema da fronteggiare, per Berlusconi, e' che gli effetti della devolution non vadano a pesare poi sulla spesa pubblica. E riferendosi alle dichiarazioni del presidente della Consulta Cesare Ruperto, dice: ''e' chiaro che si dovra' andare a un riesame dell' art.117 della Costituzione - ha detto Berlusconi - e credo che sia piu' facile per noi produrre questo riesame, avendo votato il programma di devoluzione''.

Secondo il segretario dei Ds, Piero Fassino, quanto propone Bossi sulla Devolution, sommato alle proposte avanzate dal governo sulla giustizia e sull' informazione, ''apre il paese al rischio di una vera crisi civile''. Fassino lo ha detto chiudendo il suo intervento a Milano in un incontro organizzato per presentare le ragioni della manifestazione dell'Ulivo: ''siamo ormai all'esasperazione corporativa - ha affermato - in questo modo si distruggono gli elementi di coesione di una societa'''.

Ulivo unito in piazza contro la Finanziaria di Berlusconi e contro la devolution voluta da Bossi. Erano 150 mila a Milano e 100 mila a Bari: tanti, secondo gli organizzatori, gli italiani che, da Nord a Sud, hanno raccolto l'appello alla mobilitazione da parte di un centrosinistra che ha deciso di sferrare un' offensiva non solo sulla manovra economica ma anche sul progetto federalista della Lega e sul tema del rispetto del pluralismo dell'informazione.
23/11/2002 22:00