Benchè una cortina di silenzio sia scesa sull 'informazione ufficiale, la situazione in Afghanistan si fa sempre più drammatica, mentre il mandato dell' Isaf sta per scadere.
Le basi americane subiscono attacchi quasi ogni giorno (tre nell' ulrima settimana), non solo da parte delle residue forze di Al Qaida, ma anche dei nuovi "feudatari" che governano la maggior parte del paese.
I duemila chilometri di forntiera con il Pakistan e la zona intornoa Kandahar sono fuori controllo.
Il presidente fantoccio degli americani, Hamid Karzai, esercita a stento la propria autorità su Kabul con mille uomini in tutto, l punto che solo due dei 28 dirigenti da lui destituiti nei giorni scorsi hanno lasciato l' incarico. Cibo, elettricità e abitazioni scarseggiano, più o meno come al tempo dei talebani; l' inverno è alle porte.
In questo quadro, la nuova aggressione atlantica all' Iraq provocherà l' apertura di un "secondo fronte" ancora in Afghanistan e ciò complica i disegni di Washington, che non può controllare la sua guerra infinita in tutta la sua estensione planetaria. Perciò il governo statunitense chiederà, magari tramite interposto governo, ossia quello di Berlino, all' Italia di aumentare le sue forze nella regione. E l' Italia di Berlusconi si piegherà, offrendo in prima linea i suoi giovani per la difesa degli interessi amerikani nei Balcani, in Afghanista, probabilmente in Iraq.