Ricevo ed inoltro da Nicola l'ultimo numero della sua mailing list "Jolly Roger" [email protected]

Jolly Roger n.25


Il Social Forum a Firenze


Una premessa. Condivido gran parte delle idee del movimento no global; quello che assolutamente non mi piace sono invece i suoi sostenitori. Il processo di globalizzazione trova in me un feroce ed irriducibile avversario (in fondo rimango un leghista, pur avendo deciso di non votare più per Bossi) e sono contento che anche a sinistra cresca l'opposizione a questo fenomeno. Ma l'ambiente sociale da cui proviene la maggior parte dei cosiddetti no global mi nausea e mi schifa: mi pare un coacervo di vecchi hippy isterici e di giovani da centri sociali che anche nei suoi membri migliori ricorda tutto quello che più vi era di detestabile negli anni settanta. Gente sporca, i capelli lunghi ed unti, i vestiti sfatti, le bocche piene di luoghi comuni e frasi fatte, i discorsi in sociologhese (con le parole che finiscono in "zione": democratizzazione, partecipazione, mobilitazione, strutturazione, marginalizzazione, ecc.), la retorica antifascista e quella sudamericana, il fumo del tabacco e delle canne, gesti e parole clonati, insomma, in poche parole la mortificazione di qualsiasi idea di bellezza, di stile, d'eleganza, d'originalità. Detto questo passiamo alla questione più importante, per me: il Social Forum a Firenze. Sono d'accordo anch'io sul fatto che Firenze non sia la città più adatta per manifestazioni del genere. Ma chi, come me, ha scelto di rimanere in città' la settimana scorsa ha assistito ad uno spettacolo straordinario: Firenze deserta, senza gente. Il capoluogo toscano era bellissimo, in tutto il suo splendore. Chiusa la gran parte dei negozi, andati via i fiorentini, spariti i turisti, a parte qualche giapponese. Finalmente, per una volta, la città' era senza turisti, senza i maledetti turisti (il turismo è una delle grandi sciagure della modernità). Che sensazione meravigliosa dava camminare per il centro storico senza dover fare a spintoni coi visitatori. E non è tutto. Niente traffico, estrema velocità negli spostamenti ed estrema facilità nel trovare parcheggio (a parte sabato, ovviamente). Non ho mai visto Firenze tanto bella. Viva il Social Forum, quindi. Per avere la città sempre così sarei disposto ad avere non uno, ma cento, mille Social Forum. Un Social Forum tutte le settimane ci vorrebbe! Questa è la verità. Certo, per alcuni questo ha significato un danno economico, non so quanto rilevante. Ma si tratta sempre dei soliti 4 (o 400, che fa lo stesso) commercianti. Ecco, io non vorrei fare odiose generalizzazione, va se vi è una (un'altra, dirà qualcuno) categoria per la quale nutro una viscerale antipatia è proprio quella dei commercianti fiorentini, quei bottegai pieni di soldi e sempre pronti a piangere miseria, che hanno sempre cercato di sabotare tutti i progetti di pedonalizzazione e di zona blu, che tengono in ostaggio una città intera, che sono i primi (ma non unici, certo) responsabili di quanto caro sia vivere a Firenze, e che per di più sono spesso ladri, disonesti e maleducati. Esagero? Andate a comprare in centro: vedrete sia i prezzi che le maniere con cui vi trattano. Per non parlare della qualità dei ristoranti. Andate a mangiare in centro, che sia anche una semplice pizza. La cucina e' cara e spesso purtroppo anche cattiva. Neanche in Gran Bretagna mi e' capitato di mangiare male quanto in alcuni ristoranti fiorentini. Ma a loro che gliene frega, tanto ci sono i turisti. Arrivano gli americani, comprano senza badare al prezzo ed ingurgitano qualsiasi schifezza. La verità è questa: la città ormai non e' altro che una specie di gigantesco parco divertimenti di lusso per stranieri, la versione storico-artistica di Disneyland, una semplice macchina per far soldi. Tutto sommato, meglio il Social Forum. E se vogliamo continuare a parlare dei problemi seri della città', diciamoci la verità': i veri nemici di Firenze, sono oltre ai commercianti e ai turisti, sono anche la sua amministrazione e duole ammetterlo i suoi stessi cittadini. All'amministrazione sono imputabili molti guasti. Gli assurdi progetti per il traffico, in primo luogo, che danno vita, per di più con estrema lentezza, a realizzazioni inverosimili di cui si fatica a capire il senso (il sottopassaggio di Ponte della Vittoria, la cosiddetta "ovonda", ecc.). Poi lo stato di degrado in cui viene tenuto il territorio urbano, con l'immondizia e la sporcizia che invadono tutti gli angoli: e' una vergogna vedere una città così bella cosi' sporca (in questo concorre pure la responsabilità sia dei turisti che dei fiorentini, basta pensare alle merde di cane che riempiono i marciapiedi). L'elenco sarebbe lungo. Ma com'è ridotta Firenze lo si capisce bene da quello che e' successo sabato scorso, giorno in cui, dopo 137 anni, ha chiuso la storica libreria Seeber di via Tornabuoni, uno dei ''santuari'' della cultura editoriale di Firenze. Luogo d'incontro di alcuni dei più' grandi nomi della cultura del Novecento: da Croce a Bo, da Ungaretti a Luzi, da Montale a Bilenchi, da Bigongiari a Parronchi. E ancora: Bompiani, Vittorini, Garin, Luporini e, fino a qualche anno fa, Oriana Fallaci. Al posto di Seeber avremo un negozio di Max Mara. Quello della libreria fiorentina e' comunque solo l'ultimo episodio di una serie che, negli ultimi due anni, ha visto chiudere per lasciare il posto a griffes famose, in una delle più belle strade del mondo, il caffè Giacosa, il bar in cui fu inventato l' aperitivo Neuroni (ora v'è un negozio di Roberto Cavalli), e la Profumeria inglese, dove sarebbe nato il Borotalco Roberts. Chi sono allora i barbari? I no global? L'allarmismo era esagerato, come si è visto. I no global non hanno distrutto niente, e saccheggi, violenze, vandalismi e black block non vi sono stati. 'Il Foglio' lo aveva previsto: chiuderò quindi allo stesso modo del quotidiano di Giuliano Ferrara, vale a dire, citando una poesia di Kavafis:


S'è fatta notte, e i barbari non sono più' venuti
Taluni sono giunti dai confini
Han detti che di barbari non ce ne sono più'
E adesso, senza barbari, cosa sarà' di noi

A presto
Nicola



P.S. il prossimo Jolly Roger s'occuperà di Adriano Sofri