Garibaldi, eroe che non pagava i debiti allo Stato
"Io vi ho liberati, sono stato anche dittatore e voi pretendete anche che io restituisca un prestito" Così l'Eroe rispondeva a un sollecito di pagamento.


MILANO - Il liberatore della penisola, colui che con le sue gesta riscattò un intero paese, liberandolo dalla schiavitù...non pagava i debiti. Una rivelazione, quella di Garibaldi insolvente (chiese e ottenne un prestito per il figlio ma si dimenticò sempre di onorarlo) emerge nella mole di documenti contenuti nell'Archivio storico del Banco di Napoli . E viene fuori oggi, in occasione della fusione ufficiale dell'istituto partenopeo nel Sanpaolo Imi. Nell'archivio, ora gestito dalla Fondazione Istituto Banco di Napoli, si trova la copia del carteggio relativo a un prestito speciale: 200 mila lire della fase preunitaria concesso al figlio di Garibaldi, Menotti - deputato - giustificato da Garibaldi stesso e mai pagato. Anzi, quando l'Eroe dei due mondi si vide arrivare a casa il sollecito di pagamento, replicò abbastanza seccato: ''Ma che volete voi? Io vi ho liberati, sono stato anche dittatore e voi pretendete anche che io restituisca un prestito''. Tra le carte, diversi spunti interessanti per la conoscenza di fatti storici. Come la polizza di 40 ducati emessa a Napoli il 17 settembre 1742: il riscatto di schiavo.

Nelle carte si può trovare anche una polizza di 58 ducati emessa a Salerno nel 1621 per l'acquisto di stoffe. E ancora, sul verso di una polizza di 35 ducati del 27 aprile 1613 sono annotati gli ingredienti acquistati per l'imbalsamazione del cardinale Ottavio Acquaviva d'Aragona. Si scopre che nel 1595 Un cassiere del Monte di Pieta' guadagnava 30 ducati al mese, 17 un custode di pegni, 5 uno scrivano.

Dello stipendio di Giovan Battista Vico, titolare della cattedra di Retorica nell'Università di Napoli, resta una polizza di 18 ducati, 1 tarì e 18 grana. Per la statua di marmo del Cristo della Cappella Sansevero, nel 1754, furono corrisposti allo scultore Giuseppe Sanmartino 500 ducati; allo stesso furono saldati 2.000 ducati per l'esecuzione dei grandi angeli di stucco per l'altare della chiesa della Certosa di San Martino.

(25 novembre 2002, ore 15,41)