da www.iltempo.it
" Nasce «Liberalismo popolare»
Promotori Alfredo Biondi, Raffaele Costa e Roberto Rosso
UNIRE liberali e cattolici, ovvero coniugare il messaggio di Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, Luigi Sturzo, Benedetto Croce, Giovanni Malagodi e Giovanni Spadolini. Nasce con questa ispirazione il movimento «Liberalismo popolare», punto di arrivo di un percorso iniziato con la convention dello scorso aprile a Torino, proseguito con la Costituente tenutasi a Roma nel giugno sempre di quest’anno, e destinato ad andare avanti con una serie di incontri in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Puglia e Sicilia, che prenderanno il via lunedì prossimo a Brescia, per arrivare all’apertura di circoli territoriali che si chiameranno la «Casa del cittadino».
Promotori dell’iniziativa, lanciata ufficialmente ieri mattina, Raffaele Costa, Alfredo Biondi e Roberto Rosso, tutti e tre deputati di Forza Italia, che ribadiscono a gran voce la volontà di non lanciare «un messaggio correntizio», ma di offrire un punto di riferimento «per la riflessione, l’approfondimento, la discussione nell’ambito dell’area liberal-democratica». Quindi, lealtà nei confronti del governo e della Casa delle libertà, dove però oggi «manca chi fa politica» .
Una lacuna che perciò va colmata, attraverso i principi di un «liberalismo non elitario, non astratto, ma concretamente collegato con i diritti dei cittadini» .
Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arriva un messaggio di incoraggiamento, in una lettera inviata ai promotori: «Mi compiaccio per la decisione che avete assunto di riprendere con maggior vigore e tenacia il lavoro di approfondimento e diffusione della cultura liberale, alla quale mi onoro di appartenere. La Casa delle libertà si articola su diverse culture e correnti di pensiero, tra le quali un posto di rango spetta alla cultura specificatamente liberale, ai suoi valori, alle sue tradizioni, al suo metodo che ha dimostrato in una storia secolare la sua validità e la sua capacità di persuasione».
Obiettivi del nuovo movimento le battaglie «contro lo statalismo», per «un’imposizione fiscale equa e non vessatoria», per «un’economia di libero mercato», per «un’Europa federale». Tutto questo partendo dal presupposto che «il ciclo politico che ha caratterizzato il dopoguerra si è definitivamente concluso», ma «nelle mutate condizioni» va riconosciuta e ripresa «la tradizione dei partiti, delle correnti culturali, degli uomini di cultura liberale e di ispirazione cristiana che nella storia nazionale, dal Risorgimento in poi, si sono impegnati per un’Italia democratica e liberale» .
venerdì 29 novembre 2002
Sinceri auguri al nuovo movimento, e in particolare a Raffaele Costa e alle sue battaglie.
Saluti liberali




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