UNA GRANDE, STRAORDINARIA MANIFESTAZIONE. QUANDO LA TESTA DEL CORTEO STAVA GIA' A PIAZZA MUNICIPIO, LA CODA COMINCIAVA A MUOVERSI DA PIAZZA SAN FRANCESCO. TANTI GIOVANI. TANTO COLORE. TANTA DETERMINAZIONE. LA CGIL, ANCORA UNA VOLTA, RIESCE A COAGULARE IL POPOLO DI SINISTRA.


Grande manifestazione sulla manovra economica
Epifani: "Speriamo sempre che Berlusconi si ravveda"
Napoli, 250 mila con la Cgil
"Il Sud contro la Finanziaria"


NAPOLI - La Cgil torna in piazza contro la Finanziaria del governo Berlusconi e lo fa a Napoli, capitale di un Sud che il sindacato ritiene "dimenticato" dal governo. Sono in 250 mila per gli organizzatori (40 mila per la questura) a sfilare nelle strade di Napoli fino a piazza del Plebiscito e dietro le bandiere rosse della Cgil ci sono anche i giovani del movimento No Global che ancora una volta sono a fianco del sindacato di Guglielmo Epifani.

ll grande striscione "No alla Finanziaria, Sì ad una politica per il Mezzogiorno", che segue il camion che lancia gli slogan della manifestazione con il sottofondo di musica degli Intillimani o di vecchie canzoni del mondo del lavoro, spiega come a Napoli la Cgil lancia l'idea di una mobilitazione quotidiana contro il governo contrapposta alla "buona gestione" degli enti locali guidata dalla sinistra, ad iniziare dalla Regione Campania di Antonio Bassolino anch'egli in corteo insieme a molti esponenti del centrosinistra. "Siamo in piazza - spiega Francesco, operaio in una piccola azienda di Vietri sul Mare - per dimostrare che si può guidare il paese con il buon senso, senza gli estremismi di Bossi, che distruggono la solidarietà nel Mezzogiorno".

E così i gonfaloni delle città, delle province e delle regioni del sud e del nord, sono la dimostrazione di questa saldatura, di questa nuova fase di confronto che sempre più si sposta a livello istituzionale, quindi oltre la piazza. Anche se il 'cuore' della manifestazione è costituito dagli operai Fiat di Pomigliano d'Arco, una volta negli anni '70 la "Stalingrado del sud", che con il loro striscione rosso con la scritta bianca raccolgono il massimo del consenso: "No ai licenziamenti - paghi Agnelli", il loro messaggio. Messaggio certamente condiviso dalla delegazione di Termini Imerese alla quale si è avvicinato, acclamato da applausia a scena aperta, anche Sergio Cofferati.

Solo un violento acquazzone ha "disturbato" l'ordinato andamento della manifestazione costringendo i manifestanti a ripararsi nei bar o sotto i portici di piazza Plebiscito. Un "disturbo" durato solo pochi minuti visto che poi è riapparso il sole.

"C'è ancora qualche giorno, speriamo sempre che il governo si ravveda, almeno nelle parti più brutte, più negative", ha detto Guglielmo Epifani parlando della Finanziaria. "Con quella legge - dice - il Paese fa fatica a uscire dalla crisi, non si riprende l'economia. Se si tolgono le 300mila lire ai pensionati al minimo, si fa un'operazione che va contro i più poveri". Il riferimento di Epifani è alla denuncia dei sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil che hanno scoperto, nelle pieghe della Finanziaria, la cancellazione del "bonus fiscale" di 150 euro introdotto dal governo dell'Ulivo nella Finanziaria per il 2001 e confermato in quella successiva. Ora, il governo Berlusconi intenderebbe restringerlo solo ai cosiddetti "incapaci".


(30 novembre 2002)

da www.repubblica.it