Qualcuno la verità la dice!!!!



Cari signori Cantatore e Milicia, prima di tutto mi scuso con voi per aver
pubblicato solo due brani delle vostre lunghe lettere. Ma veniamo ai fatti:
nei giorni scorsi in Nigeria, per protestare contro l'elezione di Miss Mondo
che si è tenuto in tempi di Ramadan (meglio: contro un articolo del foglio
This Day ritenuto blasfemo perché c'era scritto che, se fosse stato in vita,
«Maometto avrebbe probabilmente scelto in sposa una di quelle ragazze»), a
Kaduna e Abuja migliaia di islamici sono scesi per le strade e hanno
lasciato sul campo oltre duecento morti, la maggior parte cristiani. Molti
giornali e telegiornali, stranamente, hanno parlato di «scontri», quasi si
trattasse di un conflitto alla pari tra due comunità religiose. Il manifesto
, in prima pagina, ha descritto addirittura «orde di integralisti islamici
che si scontrano con fanatici cristiani». Fanatici cristiani? Il quotidiano
cattolico Avvenire si è giustamente risentito. Sempre sulla prima pagina del
giornale diretto da Riccardo Barenghi, m'è parso che si volessero attenuare
le responsabilità degli assalitori descrivendoli come «masse di giovani
disoccupati e disperati» maltrattati da un «esercito nigeriano che
interviene con mano pesante» mentre gli organizzatori del concorso
rimanevano «impassibili». Curioso modo di descrivere quel che è accaduto,
no? Per due giorni siamo stati inondati da immagini di chiese date alle
fiamme e cristiani orrendamente trucidati; però nell'informazione scritta e
televisiva la storia veniva perlopiù raccontata come se a organizzare il
concorso di belle ragazze fosse stato Giovanni Paolo II e come se la
«reazione» fosse stata certo un po' vivace ma in qualche modo legittima. Per
fortuna c'è stata qualche voce fuori dal coro che ha messo qualche puntino
sulle i. Sullo stesso manifesto , Mariuccia Ciotta ha avvertito i lettori
del fatto che «i musulmani integralisti nigeriani non difendono la loro
"cultura" dalle contaminazioni occidentali, difendono l'esercizio del
terrore-potere e non sono certo paladini della dignità femminile». Sulla
Stampa Fiamma Nirenstein ha ricordato come le vicende di Kaduna e Abuja
siano strettamente legate alla terribile guerra dei musulmani contro i
cristiani che scuote tutta la fascia subsahariana, dall'Eritrea al Sudan,
all'Oceano Atlantico. E' vero: in Sudan, Costa d'Avorio, Nigeria e persino
in Egitto con i copti, i cristiani sono sottoposti a un supplizio che di
sicuro meriterebbe da parte nostra maggiore attenzione. Ed è ingiusto in
occasioni come queste tenersi in disparte a discutere se il concorso di Miss
Mondo risponda ai nostri gusti o sia addirittura da considerarsi una
«provocazione».
Io di quel genere di passerelle ho imparato a sorridere con un senso di
tristezza fin da quando, poco più che bambino, mi colpì quella di Rimini
raccontata nella scena iniziale dei «Vitelloni» di Federico Fellini. E, più
passa il tempo, più le considero fuori dal tempo. Eccezion fatta per una
circostanza: quando questo tipo di concorsi si svolgono in un Paese come la
Nigeria dove rappresentano di fatto una sfida della democrazia e della
tolleranza in terre in cui alle donne è imposto di non uscire di casa e non
sorridere a un uomo, pena la morte. E accendono i riflettori su uomini
politici come il presidente Olusegun Obasanjo che è riuscito fin qui a
impedire che le sentenze di lapidazione avessero corso. In Nigeria la
circostanza che a uomini e donne islamiche sia offerto (sottolineo: non
imposto, offerto) di affacciarsi su altri modi di vita, anche i più
«consumisti» e «occidentali», vale qualcosa. Qualora non lo riconoscessi
apertamente, mi sentirei un ipocrita. Anche se questo, nel caso - cari
Cantatore e Milicia - non condividiate quel che ho scritto, ai vostri occhi
potrà farmi apparire un fan dei concorsi di bellezza.

Corriere della Sera - 26 Novembre 2002