DELL'UTRI: BERLUSCONI NON RISPONDE

Silvio Berlusconi

(RadioRadicale.it, 26Nov - 19:24) - Il premier si avvale della facoltà di non rispondere nell'ambito del processo a carico del senatore Marcello Dell'Utri accusato di associazione mafiosa

L’avvocato difensore di Silvio Berlusconi Nicolò Ghedini ha comunicato che il suo assistito non ha risposto alle domande dei magistrati di Palermo, avvalendosi della facoltà' di non rispondere in quanto indagato in procedimento connesso archiviato.

A dare la notizia è stato Enzo Trantino, difensore di Marcello Dell' Utri, che ha lasciato per primo Palazzo Chigi. ''Il presidente del Consiglio - ha detto Trantino ai cronisti - ha ritenuto di seguire le indicazioni dei difensori, di Dinacci e mia, di avvalersi della facoltà di non rispondere''

Il presidente Berlusconi aveva già ampiamente chiarito tutti gli estremi di questa vicenda che era stata già amplissimamente sviscerata dai consulenti e da altri testimoni". ha spiegato il legale del presidente del Consiglio, secondo il quale dunque, "Berlusconi non avrebbe potuto aggiungere assolutamente nulla". L'incontro - ha raccontato Ghedini - si è svolto in un clima "normale".

Il presidente del Tribunale di Palermo Leonardo Guarnotta si era recato a Palazzo Chigi per interrogare il presidente del Consiglio in qualità di testimone. I Pm volevano sentirlo per chiarire l'origine di alcuni flussi di denaro che sarebbero confluiti prima nella Fininvest e poi nelle 22 holding che formano il gruppo tra il 1975 e il 1978. Il processo è stato aggiornato al prossimo 3 dicembre a Palermo.

Mussi: decisione scandalosa

“Scandalosa” la decisione di Berlusconi per Fabio Mussi (Ds), vice presidente della Camera. ''Berlusconi - ha sottolineato Mussi - non è un cittadino qualsiasi. Un uomo politico, un uomo di governo, un uomo di stato dovrebbe dare l'esempio, e cioè quello della collaborazione con la giustizia”.

La Russa: facoltà riservata a tutti i cittadini
''Il presidente Berlusconi si è avvalso di una facoltà riservata a tutti i cittadini'', afferma il presidente dei deputati di An Ignazio La Russa, che si chiede perché “il premier non possa avere dei vantaggi rispetto alla posizione dei comuni cittadini; mi domando però perché una persona seria e onesta non possa avvalersi di una facoltà che in Italia è attribuita anche al peggiore dei briganti”.

Fini non risponde
''Mi avvalgo della facoltà di non rispondere''. Dice invece il vice premier Gianfranco Fini, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla decisione di Silvio Berlusconi.

Fassino: comportamento inopportuno
“Come cittadino è una sua facoltà, ma come presidente del Consiglio, è uomo che ha la responsabilità di dirigere questo paese, credo che non sia stato un comportamento opportuno''. Afferma da parte sua il segretario dei Ds Piero Fassino. ''C’è un antico proverbio - ha aggiunto Fassino - secondo cui non si può neanche sospettare della moglie di Cesare. In questo caso, Cesare, sottraendosi alle domande dei magistrati, lascia che si dubiti su di lui”.

Di Pietro: così ostacola la giustizia
“La facoltà di non rispondere è un diritto che spetta a tutti gli imputati normali, ovviamente anche a Berlusconi se solo fosse uno di questi''. Così il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro che ribadisce: “Berlusconi è anche presidente del Consiglio e come tale dovrebbe sentire l'obbligo morale di rispondere ai magistrati che lo vogliono ascoltare come testimone per chiarire come sono andati i fatti”.

In questo modo Berlusconi, “fa di tutto per ostacolare il corso della giustizia''. ''E' una posizione evidentemente contraddittoria con il suo ruolo istituzionale: chiaramente - conclude Di Pietro - in un paese normale per ciò che ha fatto si sarebbe dovuto dimettere''.
(RRML)