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Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Affus
    Ospite

    Predefinito Attenzione a P. Zannottella

    Caro Francesco ,
    grazie per avermi dato del bugiardo in lista, non ti smentisci mai. Mi spiace però doverti far notare che il testo da me diffuso riporta con accuratezza i luoghi da cui avevo tratto l'Alex Zanutella pensiero.

    Devo però tutto sommato ringraziarti perchè, in qualità di aiutante per siti Internet dell'Ufficio Comunicazioni Sociale della Conferenza Episcopale Italiana, credo sia stato importante che tu sia uscito allo scoperto ed abbia manifestato pubblico sostegno verso Zanottelli.

    E' infatti molto importante tenere d'cchio quel che Zanottello fa (spesso nell'ombra, senza cercare eccessivo clamore), perchè tutto un certo mondo "cattolico" lo presenta e considera come una sorta di campione della resistenza alla "chiesa di Wojtyla"

    Sperando sia utile alla comunità di Piccolo Gregge mando percio' ora un'altra parte del "bestiario zanottelliano", in attesa che l'amico Emiliano dia alle stampe il suo lavoro, di taglio più organico e sistematico. Per quanto mi riguarda, infatti, ho purtroppo potuto concentrare la mia attenzione su un numero limitato di fonti cartacee (internet credo di averla passata tutta), in particolare sull'agenzia di stampa Adista, portavoce ufficiale italiano del dissenso e della ribellione verso la Sede Apostolica.


    Questa seconda parte si potrebbe intitolare con una frase del frate ribelle che ti tanto ami: «Dobbiamo aiutare la Chiesa a cambiare? La Chiesa deve trovare il coraggio di dire la verità sul Sistema?». [Introduzione di Alex Zanotelli a Giuliana Martirani, "Il drago e l'agnello", ed Paoline, "bibbia" dei NoGlobal "cattolici" italiani).

    ___
    Per capire cosa pensa Padre Zanotelli della Chiesa Cattolica, è utile evidenziare alcuni passaggi del velenoso volumetto "L'era Wojtyla" (ed. Meridiana, Molfetta 2000), scritto a quattro mani con il vescovo "liberatore" brasiliano Tomás Balduino, che più di altri ha contrastato la dottrina contenuta nella dichiarazione "Per una migliore distribuzione della terra" (Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, del 23-11-1997)

    Padre Zanotelli non condivide la forma data alla Chiesa dal suo fondatore, Gesù Cristo: "dobbiamo rivedere il nostro modello [per] mostrare alla società civile che cosa vuol dire essere una Chiesa di comunione, che condivide, dove l'autorità non è quella del boss ma del servizio. L'umanità non ha bisogno di una Chiesa che accentui e mostri un volto gerarchico e autoritario, ma di una Chiesa che sia essenzialmente comunità di base".

    Insomma, il Romano Pontefice non è, secondo Padre Zanotelli, il "Dolce Cristo in terra" (Santa Caterina da Siena), il Servo dei Servi di Dio, ma solo "un boss".

    Padre Alex vuole l'ennesima "chiesa dell'uomo, del popolo" (con una gerarchia priva di autorità, una dottrina per la lotta popolare e una morale che si adatta al volere della maggioranza), secondo lui prefigurata nello "intervento al Sinodo per l'Europa del cardinale Martini, che ha posto sul tappeto una serie di problemi ma ha trovato silenzio totale".

    Segue, dopo l'intervento sinodale già riferito, l'auspicio di un nuovo Concilio ("Penso che il Vaticano III sia non solo una possibilità, ma ormai una necessità per la Chiesa. [...]. La prima cosa che farei è una riscrittura della Gaudium et spes: cioè partirei dal mondo"), attraverso il quale ripensare dalla radice la Scrittura, la Tradizione, la teologia, il diritto canonico, tutto".


    Padre Zanotelli non lascia adito a dubbi:
    "questo modello di Chiesa è strettamente funzionale al sistema: si pone il compito di temperare gli eccessi, ma non lo mette radicalmente in discussione. E la Centesimus annus è chiara in questo senso".

    Di cosa sarebbe colpevole la grande enciclica di Papa Giovanni Paolo II cui "Alex" fa riferimento?
    Oltre al voler "redimere e salvare il mondo" invece di "cambiarlo radicalmente", avanziamo un'ipotesi: la principale colpa della Centesimus annus consiste nell'insegnare che "Papa Leone [...] previde le conseguenze negative sotto tutti gli aspetti, politico, sociale ed economico, di un ordinamento della società quale proponeva il socialismo" (n. 12).

    Ma lasciamo la parola al "missionario" comboniano:
    "È stata chiarissima la botta inferta da questo papato alla teologia della liberazione. Se la missione di cui si sentiva investito era quella di abbattere il comunismo, per dare possibilità alle nazioni dell'Est di respirare, inevitabilmente questo richiedeva che qualsiasi processo liberatorio fosse visto e interpretato sotto la forma del comunismo. Un punto centrale sul quale si è allora operata la convergenza con gli interessi degli Stati Uniti, soprattutto nell'America Centrale e Meridionale. Ecco allora le dichiarazioni di Ratzinger, i documenti della sua Congregazione, le azioni rivolte anche a singoli teologi. Ma se ciò che è avvenuto alla teologia della liberazione è noto a tutti, va detto che la stessa cosa è accaduta alle altre teologie. Pensiamo all'Asia e al caso di Balasuriya [eretico dell'O.M.I. condannato dalla Sede Apostolica, N.d.R.]. Direi che soprattutto i teologi di India e Sri Lanka sono entrati nel mirino. Persino Dupuis [eretico condannato dalla Sede Apostolica, N.d.R.] con un libro bello, sereno e ortodosso come Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso è stato messo sotto inchiesta".

    Dunque, Zanotelli non considera il marxismo come la "massima espressione della resistenza allo Spirito Santo" (enciclica Dominum et vivificantem, n. 56), ma solo come un qualcosa che impedisce la respirazione ai paesi dell'Est.
    Il Magistero della Chiesa non servirebbe alla salvezza delle anime, ma è invece funzionale agli interessi degli USA.
    Le condanne dei moderni eretici non sarebbero utili a preservare il Vangelo, ma strumentali alla conservazione del capitalismo.

    Proseguo con l'intervista rilasciata da padre Zanotelli il 18/5/2001 al quotidiano comunista "Il Manifesto", dal significativo titolo "Una Chiesa berlusconizzata". Dopo una serie di insulti verso l'On. Berlusconi, il comboniano esprime una chiarissima posizione verso la Chiesa Cattolica, accusata di aver appoggiato la Casa delle Libertà e, pertanto, definita come:
    "una chiesa che non è più profetica, non ha più una parola da dire, non ha una sua visione da prospettare per il futuro è parte integrante del sistema, è funzionale al sistema".

    Pare evidente come la passione per una ben determinata parte politica, atteggiamento difficilmente conciliabile con la dottrina sociale della Chiesa, in Padre Zanotelli abbia il sopravvento sull'amore e la fedeltà alla Sposa di Cristo.

    Il comboniano passa poi a esporre una "strategia d'azione" per i numerosi gruppi ecclesiali di dissenso che a lui fanno riferimento:
    "Si sono già provate varie resistenze dal '68 in poi e non è che abbiano funzionato molto. Quindi più che resistenza, secondo me, a livello ecclesiale bisogna continuare a ricordare alla chiesa il tradimento che ha operato e che avviene in continua. Israele era molto cosciente di questo [...]. Quando Gesù ha riproposto quel sogno nella Galilea degli oppressi, ha rilanciato un movimento alternativo all'impero romano. Anche lì le comunità hanno tenuto duro per trecento anni poi c'è stata la svolta. [...] Ora tutto il movimento lilliputziano dovrà uscire alla luce e diventare alternativa, non dico diventare partito ma assumere un ruolo politico e fare una opposizione seria, altrimenti rischiamo di non avere più nulla"

    Quanto alle preferenze politiche di Padre Zanotelli, sembra che egli sia più a sinistra dei Democratici di Sinistra, come si ricava da una lettera (Adista, 10/2000) indirizzata all'ex Segretario, On. Valter Veltroni al quale, ripete la sua opzione ESCLUSIVA per i poveri, la convinzione che per non altri che i poveri è il Regno dei Cieli:
    "il Dio di Mosè non è il Dio dei faraoni o di Clinton, ma il Dio dei crocefissi".


    La risposta dell'imbarazzato Veltroni, forse involontariamente, forse ex altera pars, fa da eco alle parole di Giovanni Paolo II:
    "La globalizzazione c'è, è un dato, esiste, ed è il quadro entro cui siamo chiamati a muoverci tutti"

    Concludo segnalando come anche il Giubileo, un momento che dovrebbe essere vissuto con intensa interiorità e spirito di conversione, per Padre Zanotelli divenga ulteriore occasione per ravvivare la lotta di classe.
    Mi riferisco al "contro giubileo" o "Giubileo degli oppressi", svoltosi "lontano da Roma e dal Vaticano", il 9 e 10 settembre 2000 a Verona.
    Promosso dagli Istituti missionari Comboniani di P. Alex Zanotelli, ha registrato la partecipazione di oltre 5 mila persone e gli interventi, fra gli altri, di esponenti della "crema" del dissenso ecclesiale: Francesco Gesualdi (coordinatore del Centro nuovo modello di sviluppo), Susan George (presidente dell'Osservatorio sulla globalizzazione), dom Tomás Balduino (vescovo brasiliano della "liberazione"), don Luigi Ciotti e il comico degli oppressi nonchè pubblico bestemmiatore, Beppe Grillo.
    La manifestazione di protesta, conclusa da p. Francesco Antonini, provinciale dei Comboniani in Italia, ha presentato il documento "E ora tocca a noi" nel quale si riprongono gli impegni tipici del dissenso ecclesiale più radicale:
    "chiedere ai candidati alle elezioni cosa intendano fare riguardo a problemi come le povertà, le nuove schiavitù, le relazioni con i Paesi impoveriti, l'economia liberista...E ci impegniamo a rifiutare il nostro voto a candidati che propongono una politica che continua a favorire i ricchi e a impoverire i poveri, in Italia come nel mondo [...]. Noi non ci rassegniamo a questa situazione del mondo: resisteremo e lotteremo insieme"

    Già.
    Resisteranno e lotteranno insieme, ma... con chi?
    Non con i cattolici i quali - senza dimenticare le ingiustizie sociali e anzi proprio per porre rimedio ad esse -, sulla luminosa scia di Giovanni Paolo II e del Cardinale Camillo Ruini, sanno che esistono precise priorità nell'impegno sociale.
    E, ovviamente, tali priorità non coincidono e, anzi, contraddicono quelli di Padre Zanotelli:
    "La prima e più importante [...] rimane la famiglia, secondo il disegno originario del Creatore [...] le separazioni, i divorzi e le forme di convivenza senza matrimonio, e soprattutto la gravissima denatalità [...]
    "le problematiche che riguardano la vita umana e la procreazione [...]
    "la scuola per la formazione integrale della persona [...]la richiesta di una effettiva parità per le scuole non statali [...] gli insegnanti di religione, che ancora attendono dallo Stato il pieno riconoscimento della loro professionalità [...] "l'Europa che si va edificando sia tenuta insieme anzitutto dal suo comune patrimonio di cultura e di valori, dove il cristianesimo ha avuto e continua ad avere un ruolo di primario rilievo [...] L'Europa [...] deve essere aperta al mondo, ispirandosi ad un atteggiamento di concreta solidarietà, specialmente verso i popoli più poveri o comunque conculcati nei loro diritti fondamentali [...]
    "La globalizzazione non è "a priori" né buona né cattiva: sarà ciò che gli uomini ne faranno"
    (Card. Camillo Ruini, Prolusione del 18-5-2001)


    FINE

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  2. #2
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    Predefinito Re: Attenzione a P. Zannottella

    Originally posted by Affus
    Caro Francesco ,
    grazie per avermi dato del bugiardo in lista, non ti smentisci mai. Mi spiace però doverti far notare che il testo da me diffuso riporta con accuratezza i luoghi da cui avevo tratto l'Alex Zanutella pensiero.

    Devo però tutto sommato ringraziarti perchè, in qualità di aiutante per siti Internet dell'Ufficio Comunicazioni Sociale della Conferenza Episcopale Italiana, credo sia stato importante che tu sia uscito allo scoperto ed abbia manifestato pubblico sostegno verso Zanottelli.

    E' infatti molto importante tenere d'cchio quel che Zanottello fa (spesso nell'ombra, senza cercare eccessivo clamore), perchè tutto un certo mondo "cattolico" lo presenta e considera come una sorta di campione della resistenza alla "chiesa di Wojtyla"

    Sperando sia utile alla comunità di Piccolo Gregge mando percio' ora un'altra parte del "bestiario zanottelliano", in attesa che l'amico Emiliano dia alle stampe il suo lavoro, di taglio più organico e sistematico. Per quanto mi riguarda, infatti, ho purtroppo potuto concentrare la mia attenzione su un numero limitato di fonti cartacee (internet credo di averla passata tutta), in particolare sull'agenzia di stampa Adista, portavoce ufficiale italiano del dissenso e della ribellione verso la Sede Apostolica.


    Questa seconda parte si potrebbe intitolare con una frase del frate ribelle che ti tanto ami: «Dobbiamo aiutare la Chiesa a cambiare? La Chiesa deve trovare il coraggio di dire la verità sul Sistema?». [Introduzione di Alex Zanotelli a Giuliana Martirani, "Il drago e l'agnello", ed Paoline, "bibbia" dei NoGlobal "cattolici" italiani).

    ___
    Per capire cosa pensa Padre Zanotelli della Chiesa Cattolica, è utile evidenziare alcuni passaggi del velenoso volumetto "L'era Wojtyla" (ed. Meridiana, Molfetta 2000), scritto a quattro mani con il vescovo "liberatore" brasiliano Tomás Balduino, che più di altri ha contrastato la dottrina contenuta nella dichiarazione "Per una migliore distribuzione della terra" (Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, del 23-11-1997)

    Padre Zanotelli non condivide la forma data alla Chiesa dal suo fondatore, Gesù Cristo: "dobbiamo rivedere il nostro modello [per] mostrare alla società civile che cosa vuol dire essere una Chiesa di comunione, che condivide, dove l'autorità non è quella del boss ma del servizio. L'umanità non ha bisogno di una Chiesa che accentui e mostri un volto gerarchico e autoritario, ma di una Chiesa che sia essenzialmente comunità di base".

    Insomma, il Romano Pontefice non è, secondo Padre Zanotelli, il "Dolce Cristo in terra" (Santa Caterina da Siena), il Servo dei Servi di Dio, ma solo "un boss".

    Padre Alex vuole l'ennesima "chiesa dell'uomo, del popolo" (con una gerarchia priva di autorità, una dottrina per la lotta popolare e una morale che si adatta al volere della maggioranza), secondo lui prefigurata nello "intervento al Sinodo per l'Europa del cardinale Martini, che ha posto sul tappeto una serie di problemi ma ha trovato silenzio totale".

    Segue, dopo l'intervento sinodale già riferito, l'auspicio di un nuovo Concilio ("Penso che il Vaticano III sia non solo una possibilità, ma ormai una necessità per la Chiesa. [...]. La prima cosa che farei è una riscrittura della Gaudium et spes: cioè partirei dal mondo"), attraverso il quale ripensare dalla radice la Scrittura, la Tradizione, la teologia, il diritto canonico, tutto".


    Padre Zanotelli non lascia adito a dubbi:
    "questo modello di Chiesa è strettamente funzionale al sistema: si pone il compito di temperare gli eccessi, ma non lo mette radicalmente in discussione. E la Centesimus annus è chiara in questo senso".

    Di cosa sarebbe colpevole la grande enciclica di Papa Giovanni Paolo II cui "Alex" fa riferimento?
    Oltre al voler "redimere e salvare il mondo" invece di "cambiarlo radicalmente", avanziamo un'ipotesi: la principale colpa della Centesimus annus consiste nell'insegnare che "Papa Leone [...] previde le conseguenze negative sotto tutti gli aspetti, politico, sociale ed economico, di un ordinamento della società quale proponeva il socialismo" (n. 12).

    Ma lasciamo la parola al "missionario" comboniano:
    "È stata chiarissima la botta inferta da questo papato alla teologia della liberazione. Se la missione di cui si sentiva investito era quella di abbattere il comunismo, per dare possibilità alle nazioni dell'Est di respirare, inevitabilmente questo richiedeva che qualsiasi processo liberatorio fosse visto e interpretato sotto la forma del comunismo. Un punto centrale sul quale si è allora operata la convergenza con gli interessi degli Stati Uniti, soprattutto nell'America Centrale e Meridionale. Ecco allora le dichiarazioni di Ratzinger, i documenti della sua Congregazione, le azioni rivolte anche a singoli teologi. Ma se ciò che è avvenuto alla teologia della liberazione è noto a tutti, va detto che la stessa cosa è accaduta alle altre teologie. Pensiamo all'Asia e al caso di Balasuriya [eretico dell'O.M.I. condannato dalla Sede Apostolica, N.d.R.]. Direi che soprattutto i teologi di India e Sri Lanka sono entrati nel mirino. Persino Dupuis [eretico condannato dalla Sede Apostolica, N.d.R.] con un libro bello, sereno e ortodosso come Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso è stato messo sotto inchiesta".

    Dunque, Zanotelli non considera il marxismo come la "massima espressione della resistenza allo Spirito Santo" (enciclica Dominum et vivificantem, n. 56), ma solo come un qualcosa che impedisce la respirazione ai paesi dell'Est.
    Il Magistero della Chiesa non servirebbe alla salvezza delle anime, ma è invece funzionale agli interessi degli USA.
    Le condanne dei moderni eretici non sarebbero utili a preservare il Vangelo, ma strumentali alla conservazione del capitalismo.

    Proseguo con l'intervista rilasciata da padre Zanotelli il 18/5/2001 al quotidiano comunista "Il Manifesto", dal significativo titolo "Una Chiesa berlusconizzata". Dopo una serie di insulti verso l'On. Berlusconi, il comboniano esprime una chiarissima posizione verso la Chiesa Cattolica, accusata di aver appoggiato la Casa delle Libertà e, pertanto, definita come:
    "una chiesa che non è più profetica, non ha più una parola da dire, non ha una sua visione da prospettare per il futuro è parte integrante del sistema, è funzionale al sistema".

    Pare evidente come la passione per una ben determinata parte politica, atteggiamento difficilmente conciliabile con la dottrina sociale della Chiesa, in Padre Zanotelli abbia il sopravvento sull'amore e la fedeltà alla Sposa di Cristo.

    Il comboniano passa poi a esporre una "strategia d'azione" per i numerosi gruppi ecclesiali di dissenso che a lui fanno riferimento:
    "Si sono già provate varie resistenze dal '68 in poi e non è che abbiano funzionato molto. Quindi più che resistenza, secondo me, a livello ecclesiale bisogna continuare a ricordare alla chiesa il tradimento che ha operato e che avviene in continua. Israele era molto cosciente di questo [...]. Quando Gesù ha riproposto quel sogno nella Galilea degli oppressi, ha rilanciato un movimento alternativo all'impero romano. Anche lì le comunità hanno tenuto duro per trecento anni poi c'è stata la svolta. [...] Ora tutto il movimento lilliputziano dovrà uscire alla luce e diventare alternativa, non dico diventare partito ma assumere un ruolo politico e fare una opposizione seria, altrimenti rischiamo di non avere più nulla"

    Quanto alle preferenze politiche di Padre Zanotelli, sembra che egli sia più a sinistra dei Democratici di Sinistra, come si ricava da una lettera (Adista, 10/2000) indirizzata all'ex Segretario, On. Valter Veltroni al quale, ripete la sua opzione ESCLUSIVA per i poveri, la convinzione che per non altri che i poveri è il Regno dei Cieli:
    "il Dio di Mosè non è il Dio dei faraoni o di Clinton, ma il Dio dei crocefissi".


    La risposta dell'imbarazzato Veltroni, forse involontariamente, forse ex altera pars, fa da eco alle parole di Giovanni Paolo II:
    "La globalizzazione c'è, è un dato, esiste, ed è il quadro entro cui siamo chiamati a muoverci tutti"

    Concludo segnalando come anche il Giubileo, un momento che dovrebbe essere vissuto con intensa interiorità e spirito di conversione, per Padre Zanotelli divenga ulteriore occasione per ravvivare la lotta di classe.
    Mi riferisco al "contro giubileo" o "Giubileo degli oppressi", svoltosi "lontano da Roma e dal Vaticano", il 9 e 10 settembre 2000 a Verona.
    Promosso dagli Istituti missionari Comboniani di P. Alex Zanotelli, ha registrato la partecipazione di oltre 5 mila persone e gli interventi, fra gli altri, di esponenti della "crema" del dissenso ecclesiale: Francesco Gesualdi (coordinatore del Centro nuovo modello di sviluppo), Susan George (presidente dell'Osservatorio sulla globalizzazione), dom Tomás Balduino (vescovo brasiliano della "liberazione"), don Luigi Ciotti e il comico degli oppressi nonchè pubblico bestemmiatore, Beppe Grillo.
    La manifestazione di protesta, conclusa da p. Francesco Antonini, provinciale dei Comboniani in Italia, ha presentato il documento "E ora tocca a noi" nel quale si riprongono gli impegni tipici del dissenso ecclesiale più radicale:
    "chiedere ai candidati alle elezioni cosa intendano fare riguardo a problemi come le povertà, le nuove schiavitù, le relazioni con i Paesi impoveriti, l'economia liberista...E ci impegniamo a rifiutare il nostro voto a candidati che propongono una politica che continua a favorire i ricchi e a impoverire i poveri, in Italia come nel mondo [...]. Noi non ci rassegniamo a questa situazione del mondo: resisteremo e lotteremo insieme"

    Già.
    Resisteranno e lotteranno insieme, ma... con chi?
    Non con i cattolici i quali - senza dimenticare le ingiustizie sociali e anzi proprio per porre rimedio ad esse -, sulla luminosa scia di Giovanni Paolo II e del Cardinale Camillo Ruini, sanno che esistono precise priorità nell'impegno sociale.
    E, ovviamente, tali priorità non coincidono e, anzi, contraddicono quelli di Padre Zanotelli:
    "La prima e più importante [...] rimane la famiglia, secondo il disegno originario del Creatore [...] le separazioni, i divorzi e le forme di convivenza senza matrimonio, e soprattutto la gravissima denatalità [...]
    "le problematiche che riguardano la vita umana e la procreazione [...]
    "la scuola per la formazione integrale della persona [...]la richiesta di una effettiva parità per le scuole non statali [...] gli insegnanti di religione, che ancora attendono dallo Stato il pieno riconoscimento della loro professionalità [...] "l'Europa che si va edificando sia tenuta insieme anzitutto dal suo comune patrimonio di cultura e di valori, dove il cristianesimo ha avuto e continua ad avere un ruolo di primario rilievo [...] L'Europa [...] deve essere aperta al mondo, ispirandosi ad un atteggiamento di concreta solidarietà, specialmente verso i popoli più poveri o comunque conculcati nei loro diritti fondamentali [...]
    "La globalizzazione non è "a priori" né buona né cattiva: sarà ciò che gli uomini ne faranno"
    (Card. Camillo Ruini, Prolusione del 18-5-2001)


    FINE
    Zannottella, Zanutella, Zanottello, Zanottelli, Zanotelli: sono la stessa persona?

  3. #3
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Attenzione a P. Zannottella

    Originally posted by franco damiani


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