Sonetto alla libertà
Non che io ami i tuoi figli, i cui occhi vuoti
Vedono solo l'ansia che li opprime
E le cui menti nulla sanno, e nulla vogliono sapere.
Ma il ruggito delle tue democrazie,
I tuoi regni di terrore, le tue grandi anarchie
Come il mare rispecchiano le mie passioni più selvagge
Dando un fratello alla mia rabbia: Libertà!
Solo per questo le tue urla sgraziate
Mi sono gradite, altrimenti tutti i re potrebbero
Togliere ogni diritto alle nazioni con le fruste
Insanguinate o i cannoni traditori, e io
Resterei indifferente. Invece,
Invece questi cristi che muoiono sulle barricate,
Dio sa che sono con loro in qualche cosa.
(da Eleuteria, Oscar Wilde)
Dedicato a Firenze e a quelli che, in qualche modo, c'erano, o sentivano di esserci.




Rispondi Citando
