Il centro-sinistra critica le posizioni della vicepresidente sulla devolution. Tesini: l’esempio del Molise ci dà ragione
L’Ulivo: la Guerra è separatista
La Margherita: alimenta divisioni sociali I ds: sembra secessionismo strisciante
Temi e momento, conclude il capogruppo della Margherita, richiedono riflessioni approfondite, non lo slogan "devolution and devolution".
Anche più duri i Democratici di sinistra Alesandro Tesini, Enrico Gherghetta, Lodovico Sonego e Bruno Zvech, che hanno presentato un'interpellanza al presidente della giunta regionale Renzo Tondo: quanto detto è "una riedizione del principio separatista", che libera "dall'impaccio del principio di solidarietà", un'idea aberrante alla luce degli aiuti per il terremoto, ma anche della necessità "di ricorrere a risorse nazionali senza cui il futuro di Regione europea rischierebbe di essere compromesso".
La Lega, aggiungono, "sottrae allo Stato servizi essenziali, in un disegno che porta alla formazione nel Paese di aree forti contrapposte ad aree deboli, premessa a una crisi sociale di vastissime dimensioni" e coltiva "l'idea balzana e pericolosa di creare tanti piccoli stati con il loro sciovinismo d'accatto e la loro gelosa centralità, come dimostrato da un'azione di governo regionale che si è ben guardata dal coinvolgere e valorizzare gli Enti locali".
"Bossi cerca un disperato recupero verso un elettorato scontento per le leggi a favore di imputati eccellenti e i costanti attachi alla giustizia. Ma agitare in modo forsennato programmi di sfascio è un rischio per la vita politica e sociale", concludono gli interpellanti. Chiedendo a Tondo di far sapere in quale misura si riconosca nelle affermazioni della sua vice.
Sonego attacca la vice dell’esecutivo e denuncia che «ormai - dice - la strategia della Lega Nord è chiarissima ed è fondata sul doppio binario della dissoluzione dell’unità d’Italia e della sissoluzione della regione Friuli-Venezia Giulia».
«Si tratta - prosegue Sonego di politica destinata a recare danni immensi ai cittadini e alle imprese. Le modifiche costituzionali che Bossi vuole imporre in materia di istruzione, ordine pubblico e sanità porteranno a compromettere l’unità statale, civile e culturale dell’Italia».
Secondo il consigliere regionale della Quercia, «Bossi in un sol colpo - prosegue Sonego - vuole cancellare il lavoro ultra centenario che dopo il 1870 ha consensito di fare gli italiani dpo aver fatto l’Italia».
I cittadini e le imprese del Friuli-Venezia Giulia, aggiunge ancora il consigliere regionale dei Ds, hanno bisogno di istituzioni autorevoli e sufficientemente dimensionate invece che di istituzioni coriandolo destinate a scomparire e a non rappresentare nessuno nella futura Europa di 540 milioni di abitanti.
L’interpellanza rivolta al presidente della giunta regionale dal gruppo dei Ds, chiede di conoscerte «se e quanto Tondo condivida - scrivono Tesini, Gherghetta, Sonego e Zvech - dei principi espressi dalla vicepreseidente Guerra». La Quercia chiede anche al capo dell’esecutivo, «se non ritenga che, aldilà della solidarietà nella maggioranza su argomenti di tale delicatezza ed importanza su cui, senza enfasi, si gioca il futuro del Paese, non sia fondamentale riflettere su quanto afferma la Guerra e verificarne la validità attraverso un confronto che escluda le boutade propagandistiche e i richiami a colpi di mano (i voti di fiducia) tanto irresponsabili quanto di dubbia costituzionalità.




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