Fascismo, Gasparri: ''Il mio giudizio e' molto negativo''
[''Come si fa a non condannare un regime che decreto' e applico' le leggi razziali, impedi' la libera vita democratica, creo' uno Stato totalitario?'']
27-NOV-02 20:14
Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - ''Il mio giudizio su Mussolini e sul fascismo? L'ho ripetuto molte volte: non puo' che essere molto negativo. Come si fa a non condannare un regime che decreto' e applico' le leggi razziali, impedi' la libera vita democratica, creo' uno Stato totalitario?''. Maurizio Gasparri e' ospite della stampa estera, dove viene presentato il libro di Claudio Fracassi 'La lunga notte di Mussolini', (Mursia editore), che ricostruisce le vicende che portarono alla caduta di Mussolini ed al suo arresto, il 25 luglio 1943.
E risponde cosi' a chi gli chiede il suo giudizio sul fascismo. ''Certo- aggiunge- e' evidente che molti giovani che aderirono a Salo' lo fecero per un certo senso dell'onore e per un grande amore per il nostro Paese. Poi a posteriori e' facile dire chi aveva ragione e chi aveva torto...''.
Accanto a Gasparri e all'autore c'e' anche Sandro Curzi, che ricorda il suo passato di balilla, sul quale scherza il ministro: ''Se i giornalisti cercavano un reduce, l'hanno trovato. Sei tu, anche se, magari eri costretto ad essere balilla...''. Ma il direttore di Liberazione, anziche' smentirlo, gli da' man forte: ''No, no, venivo da una famiglia borghese e fascista, e lo facevo credendoci, anche se avevo solo 13 anni...''.
Il dibattito comincia. Prima con l'introduzione storica dell'autore, che passa poi la parola a Gasparri. ''Faccio una premessa -dice- non sono d'accordo con quanto disse Croce, e cioe' che il fascismo fu una parentesi della storia. Forse lo disse per cancellare la sua adesione iniziale al fascismo. Lungo le strade di Napoli, all'adunata che precedette la marcia su Roma, c'era anche lui ad applaudire gli squadristi...''.
''Del resto -aggiunge Gasparri- che il fascismo sia una parte della nostra storia, mi sembra una interpretazione danno anche storici di sinistra. Naturalmente il primo fu De Felice, nella cui analisi storica mi riconosco appieno. Direi che la sua 'Intervista sul fascismo' del '75 fu un momento di grande divulgazione ed analisi storica, che gia' all'epoca molti di noi condivisero''.
Quindi una considerazione sul voto del Gran Consiglio del 25 luglio: ''Secondo me il regime era arrivato al capolinea. Aveva esaurito la sua spinta propulsiva che aveva avuto il suo apice con la conquista dell'Impero. La guerra che stava andando male aveva ormai portato gli italiani a voltargli le spalle''.
Quanto a Mussolini, Gasparri pensa che ''lui avrebbe potuto evitare di andare dal Re il giorno dopo il voto e, volendo, avrebbe potuto evitare di essere arrestato. Ma forse anche lui era stanco. E che fosse stanco e rassegnato al suo destino lo si vede anche in tutto il suo comportamento nell'avventura di Salo'...''.
Si', ma qual e' il suo giudizio sul fascismo e su Mussolini? ''Premesso che fu caratterizzato da una negativita' ineliminabile -ribadisce Gasparri- non si puo' non rilevare che ebbe anche dei meriti che dovrebbero essere oggetto di una riflessione: introdusse la previdenza sociale, i treni popolari, l'opera nazionale maternita' e infanzia, costrui' grandi opere: strade, citta', universita'...''.
Fin qui Gasparri. La parola passa a Sandro Curzi, che, inaspettatamente, da sinistra, fa un'analisi 'controcorrente', scavalcando 'a destra', l'esponente di An... ''Conobbi molti ragazzi di Salo'- ricorda- alcuni di loro erano miei compagni di scuola, altri erano dei ragazzi di borgata, ma tutte persone perbene. Tutti idealisti. Molti di noi aderirono a una fazione o a un'altra anche per caso, per vicende locali o familiari. Non ho rancore verso di loro''.
''Il mio rancore -confessa Curzi- va verso quei gerarchi, quei fascisti, contigui con la borghesia, che prima utilizzarono Mussolini e poi lo mollarono quando le cose andavano male. Sarebbe interessante capire perche' i vari Grandi e Ciano improvvisamente scoprirono che il fascismo era un 'male' dopo averne ottenuto tutti gli onori... E nessuno dei grandi gerarchi, dei borghesi, che ad esempio conoscevo personalmente, aderi' alla Rsi, ma tutti si affrettarono a dichiararsi antifascisti un minuto dopo l'annuncio della caduta del Duce...''.


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