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Risultati da 1 a 8 di 8
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    Lightbulb Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Lodo Alfano, la difesa del premier:
    «Se bocciato si rischiano le dimissioni»
    La memoria dell'Avvocatura dello Stato alla Consulta: in caso di bocciatura «ci saranno danni a funzioni elettive»


    ROMA - Se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il cosidetto "lodo Alfano" la legge, approvata la scorsa estate che prevede lo stop ai processi per le 4 più alte cariche dello Stato, «ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l'impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili». È sulla base di questo pericolo in cui potrebbe incorrere il premier Silvio Berlusconi che l'Avvocatura generale dello Stato, per conto della Presidenza del Consiglio, difende la "ratio" della legge che sospende i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. La memoria di 21 pagine - di cui l'Agenzia Ansa è in possesso - è stata depositata presso la cancelleria della Corte Costituzionale in vista dell'udienza del prossimo 6 ottobre.


    Il palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale (Ansa)
    LA MEMORIA - La memoria difensiva, scritta dall'avvocato dello Stato Glauco Nori, difende la «ragionevolezza» del "lodo Alfano" perchè in grado di coordinare due interessi: quello «personale dell'imputato a difendersi in giudizio»; e «quello generale, oltre che personale, all'esercizio efficiente delle funzioni pubbliche» svolte dal premier. Se invece la legge («non solo legittima, ma addirittura dovuta») venisse bocciata dai giudici della Consulta, c'è il pericolo che ripeta quanto accadde all'ex presidente della Repubblica Giovanni Leone quando lasciò anzitempo il Quirinale perchè travolto dalle polemiche sullo scandalo Lockheed: «talvolta - scrive l'avvocato Nori - la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni prima che intervenga una sentenza ed anche quando i sospetti diffusi presso la pubblica opinione si sono dimostrati infondati». L«'eccessiva esposizione» del processo sui media unita alla lentezza della giustizia italiana rappresentano un'ulteriore danno all'immagine pubblica del premier. «Sono rari - sottolinea l'avvocato Nori - i processi penali che si concludono dentro il tempo di una legislatura (ancor di più, di un mandato di un Presidente del Consiglio dei ministri); di conseguenza quest'ultimo si trova esposto al rischio di subire per tutta la durata della carica i danni conseguenti». «Se la legge fosse dichiarata costituzionalmente illegittima - viene aggiunto - non sarebbe eliminato il pericolo di danno all'esercizio delle funzioni che, in quanto elettive, trovano una tutela diffusa nella Costituzione».

    LA DECISIONE - Da quello che decideranno i giudici costituzionali dipenderà del resto la ripresa o meno dei processi milanesi in cui il premier è imputato (per corruzione dell'avvocato inglese Mills e per irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset), oltre che il procedimento fermo al gip di Roma nell'ambito del quale Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all'estero durante la scorsa legislatura. Ma in gioco, secondo alcuni, ci sono anche le sorti del governo, visto il tasso di litigiosità nel Pdl. I pronostici impazzano fuori da Palazzo della Consulta, ma i 15 giudici costituzionali non si sono ancora visti tutti assieme dopo l'estate: l'attività della Corte riprenderà la prossima settimana, dopo una pausa che quasi certamente il presidente Francesco Amirante auspica sia servita a sedare le polemiche dello scorso luglio, quando si venne a sapere della cena organizzata dal giudice Luigi Mazzella con ospiti il collega Paolo Maria Napolitano, il premier Berlusconi e, tra gli altri, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Mazzella e Napolitano - salvo ripensamenti dell'ultima ora - non si asterranno e parteciperanno all'udienza e alla camera di consiglio del 6 ottobre. La cui durata si prevede abbastanza breve. Non tanto perchè i giudici abbiano già in tasca una soluzione certa sulla legittimità del lodo Alfano', quanto piuttosto - viene fatto notare in ambienti di Palazzo della Consulta - per un impegno già fissato da tempo che porterà a Lisbona, da giovedì 8 ottobre, ben cinque giudici della Corte.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Un "governo di salvezza nazionale", alternativa per il 2013 o per l'emergenza
    La Bonino si sbilancia: "Le probabilità che Berlusconi cada sono al 50%"
    L'alleanza trasversale
    che lavora al dopo-Silvio
    di MASSIMO GIANNINI




    Massimo D'Alema
    C'E' chi sostiene che il dopo-Berlusconi abbia già un nome. Si chiamerebbe "governo di salvezza nazionale". Ci lavorano in parecchi, nell'ombra e a cielo aperto. Per offrire al Paese un'alternativa nel 2013, nel caso in cui questo governo riuscisse miracolosamente a superare le colonne d'Ercole del Lodo Alfano, delle elezioni regionali, dei nuovi guai giudiziari e dei vecchi vizi personali del premier. Oppure per tenersi pronti all'emergenza immediata, nel caso in cui la legislatura incappasse in un traumatico incidente di percorso. Ieri, per i corridoi di Palazzo Madama, Emma Bonino si sbilanciava con un collega: "Le possibilità che per qualche ragione il governo cada, a questo punto, sono al 50%...". Alte, com'è evidente. Per questo, tra maggioranza e opposizione capita di sentire personaggi autorevoli che dicono "bisogna creare un campo più vasto di forze", capaci di reggere l'urto di una crisi e di "mettere in sicurezza il Paese".

    Chi c'è dietro questo disegno? Per capirlo, basta seguire la "catena" degli attacchi forsennati che il Cavaliere sta menando in queste ore. Nel centrodestra il primo "anello" è Gianfranco Fini. Il presidente della Camera è in costante movimento. Indicativo l'incontro di ieri sera con Rutelli, insieme a lui destinatario dell'offerta di Casini, lanciata agli stati generali dell'Udc di domenica scorsa, a "sapersi prendere per mano nella diversità e guardare al futuro del Paese".

    Chi gli ha parlato, in questi giorni, lo descrive più determinato che mai a combattere la battaglia politica contro il premier, e quella giudiziaria contro il suo "Giornale". "Stavolta Gianfranco non arretrerà...", ripete da giorni l'amico e ministro Andrea Ronchi. Se rispondesse solo al suo istinto, dopo il killeraggio di Feltri se ne sarebbe già andato via dal Pdl. Ma capisce che, come la vecchia talpa, è ancora in quel campo che deve "ben scavare". E sta scavando. Ciascuno dei temi sui quali affonda il colpo è un potenziale destabilizzante, che mette in mora il Cavaliere e in sofferenza la Lega. "Il Secolo" lo spalleggia. "Farefuturo" non cede di un millimetro sui temi sensibili. Anche la lettera dei "50 riservisti" è servita allo scopo. Ha confermato che Fini è minoritario, dentro il Pdl. Ma ha dimostrato che è in campo, e che al momento opportuno le sue "divisioni" degli ex di An le possiede, e le può schierare.

    Poi c'è Giulio Tremonti. Il ministro dell'Economia, fino a qualche tempo fa, era il "genio dei numeri". Ora, per il Cavaliere, è già diventato il "difficile genio". Una sfumatura, ma da il segno di un distacco, o quanto meno di un sospetto. Tremonti non fa nulla di visibile, per alimentarlo. Ma continua a scontentare tutti i colleghi ministri che battono cassa al Tesoro, e soprattutto accumula nuovo potere, attraverso le nomine pubbliche. Intanto accresce progressivamente la sua "caratura". E i suoi "vezzi cattedratici - come dice Giuliano Ferrara - non fanno ombra al suo rango politico sempre più alto". In questi mesi ha curato a fondo i rapporti con la Chiesa. E non ha mai smesso di dialogare con una parte dell'opposizione. L'intervista di due giorni fa al "Corriere della Sera" è indicativa: il ministro fa il "pacificatore", apre a Fini e propone una "tregua" non solo e non tanto al Pdl, ma al Pd "che uscirà dal congresso", offrendogli "un ruolo preminente" da "interlocutore responsabile".

    E qui sta il terzo anello di questa catena. È Massimo D'Alema. Da anni viene additato (anche nel centrosinistra) come potenziale "inciucista". Ma da giorni l'ex ministro degli Esteri è a sua volta sotto il fuoco incrociato di "Libero" e del "Giornale", per i suoi incontri in barca con Tarantini. E l'altroieri sera, a "Porta a Porta", il Cavaliere è tornato a sparargli contro, con una violenza che non si ricordava da tempo. "Un vecchio comunista, che usa espressioni da vero stalinista". Un'uscita quasi a freddo. Che non si spiega se non in nome del "solito sospetto" complottista. Ma al di là delle ossessioni berlusconiane, è vero che D'Alema è tornato a tessere la sua tela. Non solo nel suo partito, con l'obiettivo di far vincere Bersani. Ma anche con l'intenzione di giocare la partita in "campo avverso".

    Con Fini il rapporto è sempre più stretto. Due giorni fa si sono parlati a lungo, perfino della comune querela contro il "Giornale". Intanto "Italianieuropei" e "Farefuturo" preparano un grande convegno sull'immigrazione, in una città leghista come Asolo. Con Tremonti il rapporto non si è mai interrotto. Associato proprio dal ministro all'Aspen Institute come "membro autorevole", D'Alema ha parlato ieri sera, con lo stesso Tremonti, Sacconi, monsignor Ravasi e Riccardi, in una tavola rotonda a porte chiuse sul tema "Dalla verità al dono: il bene comune". Intanto i due preparano un grande convegno sul Mezzogiorno, nel quale discuteranno di quella "questione meridionale che oggi è più mai questione nazionale".

    Il quarto anello si chiama Pierferdinando Casini. Il leader dell'Udc sta lottando per non farsi risucchiare dal Pdl, come vorrebbe la logica inesorabile del potere. La riscoperta della vena rivoluzionaria delle camice verdi di Bossi lo aiuta, come dimostra la risposta "dura e pura" che i centristi hanno dato domenica a Chianciano. Ma Casini ha bisogno di sponde. Il Pd gliela offre. Nella versione di D'Alema, sul solito schema del "centro-sinistra col trattino". I due ne parlano quasi quotidianamente. "Casini - continua a ripetere da tempo il Lider Maximo - è interessato a trovare una soluzione comune per la fuoriuscita dal berlusconismo, e nel lungo periodo è pronto a un accordo strategico se gli offriamo una riforma elettorale sul modello proporzionale alla tedesca".

    Queste sarebbero le forze in campo per l'ipotetica "alternativa". Ma è un'alternativa credibile? Le incognite sono tante. La prima, ed è gigantesca, si chiama proprio Silvio Berlusconi. È stato legittimamente eletto dagli italiani. Conserva un indice di fiducia elevato. Chi e che cosa dovrebbe farlo cadere non è ancora chiaro. Certo, appare sempre più debole, irascibile, vulnerabile. La decisione della Consulta sul Lodo Alfano può essere esiziale, benché Feltri abbia scritto che se ne può approvare un altro in un amen. Ma perché dovrebbe uscire di scena, se il processo Mills pur ripartendo finirebbe quasi certamente con l'ennesima prescrizione?

    La seconda incognita si chiama Giorgio Napolitano. Che farebbe il Capo dello Stato, se il Cavaliere volesse usare l'arma, potenziata dall'esplosivo leghista, delle elezioni anticipate? Chi gli ha parlato, in questi giorni, racconta di un presidente della Repubblica molto più preoccupato dei danni che il premier può fare qui ed ora, tra la "strategia della tensione" e l'uso dei dossier, l'avvelenamento dei pozzi della politica e il totale "sgoverno" del Paese. Come ha ammesso qualche giorno fa un commensale che sedeva con il presidente a cena, al Quirinale, "la lenta agonia del berlusconismo potrebbe assumere forme non lineari".

    Ad ogni modo, se per qualche motivo Berlusconi cadesse, il "governo di salvezza nazionale" sarebbe un governo politico, non tecnico. Dunque no a ipotesi alla Mario Draghi, semmai un incarico proprio a Fini, terza carica dello Stato. C'è persino chi sostiene che sarebbe già scritto un programma: riforma del sistema politico, con abbattimento del numero di parlamentari, consiglieri regionali e comunali; riforma del Welfare, con radicale riforma dei contratti di lavoro sul modello Ichino-Boeri; riforma della spesa pubblica, con massicci tagli e dirottamento di risorse verso la scuola, la ricerca e l'innovazione.

    Sembra fantapolitica. Forse lo è. Ma anche di questi scenari, sia pure costruiti a tavolino, si discute in questi giorni. Il Cavaliere lo sa. Anche per questo è nervoso, e a tratti furioso. Raccontano che D'Alema lo abbia detto a Fini, qualche giorno fa: "Il tuo premier, ormai, non è più nelle condizioni, politiche e psicologiche, per negoziare alcunché...". Ma se questo è vero, c'è da essere ancora più allarmati sui destini del Paese.

    (17 settembre 2009)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Penso che Berlusconi abbia seguito Craxi in tuttoompreso il fatto di aver fatto un torto al sistema,che ora lo ripaga.
    Rimane un servo,si tratta di una semplice crepa all'interno
    del sistema,tutto si risolverà con qualche rimpasto,probabilmente
    Fini sarà il "grimaldello" per scardinare Berlusconi e donarci
    un governo ancora più prono ai voleri degli occulti.
    L'ennesima dimostrazione insomma che la democrazia è UNA FARSA e una TRUFFA.
    In Iran hanno parlato di brogli(che non c'erano),e hanno un governo popolare saldo
    dove viene rispettata la volontà del popolo,qui invece Berlusconi
    sarà detronizzato nonostante il popolo abbia scelto lui...
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 17-09-09 alle 14:15

  4. #4
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf Visualizza Messaggio
    Chi c'è dietro questo disegno?
    Premesso che Repubblica tira acqua al suo mulino dopo le miriadi di cantonate prese (le scosse di Bari che si son ritorte contro, le intercettazioni da far uscire al G8, ecc.), in ogni caso a questa domanda è facile rispondere: quando si legge Bonino e Fini non è molto difficile capire quali note consorterie ci siano dietro... o no?
    Ultima modifica di Bèrghem; 17-09-09 alle 14:33
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Premesso che Repubblica tira acqua al suo mulino dopo le miriadi di cantonate prese (le scosse di Bari che si son ritorte contro, le intercettazioni da far uscire al G8, ecc.), in ogni caso a questa domanda è facile rispondere: quando si legge Bonino e Fini non è molto difficile capire quali note consorterie ci siano dietro... o no?
    Esatto.hefico:
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Non penso che il capitale straniero, i potentati economici e politici internazionali, il capitale italiano, vogliano far fuori il Cavaliere, perchè è dimostrato che ha le caratteristiche per realizzare quello stato autoritario poliziesco per reprimere il dissenso e realizzare le riforme liberiste rapidamente, al tempo stesso realizzando un abile manipolazione mentale della masse in virtù della capacità di dissimulazione tipica di Silvio Berlusconi. Questo personaggio resta utile anche per il suo ruolo nella politica internazionale, ad esempio il suo ruolo di pacere tra USA e Russia, bel visto dagli USA che cercano una collaborazione con la Russia in funzione anticinese. Si veda anche la proprietà da parte della famiglia del Cavaliere di una rete televisiva rilevata dal governo tunisino, la Nessma, destinata a diventare una grande emittente nordafricana, in cui verranno diffusi i valori occidentali moderni.
    Dietro gli attacchi, ci sono le collere di capitalisti plutocrati affini al Cavaliere in competizione con lui per le normali rivalità economiche, e il dente avvelenato di PD, UDC, più molti ex di Alleanza Nazionale, perchè hanno perso consensi elettorali e quindi cariche e soldi, e si sentono dunque minacciati dalla tendenza pigliatutto di Berlusconi e della sua capacità di portarla avanti.
    Ci possono essere le solite beghe tra capitalisti, caste politiche, per denaro e potere, ma non la volontà di destituire Berlusconi da parte di alte oligarchie globali, perchè sarebbe uno spreco. Oltretutto, data l' appartenenza alla massoneria di questo personaggio, certe sue passioni esoteriche testimoniate nelle sue residenze, il fatto che dopo tangentopoli abbia dominato la scena politica italiana, credo che faccia parte di associazioni occulte importanti globalmente, ancora ignote.
    Ultima modifica di Avanguardia; 17-09-09 alle 19:03

  7. #7
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    non ho dubbi: lo faranno dimettere per "ragioni di salute" e saranno in moltgi a rallegrarsene,finanche molti dei suoi elettori in ostaggio al Berlusca per necessità perchè non saprebbero a chi dare fiducia ed impedire ai liberal para comunisti ed affini di prendere il potere e dissanguare la mucca che fornisce loro il latte .
    Penso che Berlusca debba anticipare la risoluzione della suprema corte ed affidare al suo vice ,per ragioni di salute gli affari di governo.Poi si vedrà com venirne fuori.
    La destra rientrerà nei suoi confini e sarà ibernata dalla sinistra con cui sta prostituendosi.
    Gli elettori liberali di centro ,non cattolici,ed ex socialisti si affideranno a Tremonti che è l'unico ad avere una caratura ed esperienza internazionale ed una sobrietà apprezzata dagli elettori del Cdx.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Se il Lodo Alfano sarà bocciato Berluska dovrà dimettersi

    Sono tutte vaccate di Repubblica, un giornaletto che da decenni sopravvive solo grazie alla presenza di Berlusconi, se glielo si toglie non saprebbero più dove andare a sbattere la testa.

    Far fuori Berlusconi? Molto difficile, ma non tanto per il potere che ha, ma per la sua popolarità tra la gente, non è mai stato popolare quanto oggi e lo sa bene; se vuole mobilita a milioni le persone e se continuano a rompergli il cazzo come stanno facendo è facile che lo userà come contromossa.

    Il fu camerata, oggi compagno kippahfini, non ha ancora capito, povero fesso, di essere una semplice pedina sacrificabile agli interessi dei compagni, i quali, vistisi tolti dal potere, non vedono l'ora di poter tornare a fare quel che sanno fare meglio, aumentare le tasse a tutti, far entrare ancora più negri di quelli che già arrivano, renderci tutti omosessuali e via discorrendo, tutte quelle cose che non tolleriamo insomma. Il compagno kippahfini si presta volentieri a questo tipo di voltafaccia, ma perché? Semplice, dopo l'incorporazione nel PDL, AN si è estinta, non esiste più come realtà politica, si sono disciolti nel calderone e non contano più un cazzo; un colpo da maestro da parte di Berlusconi, che in un attimo ha azzerato un partito di rompicoglioni italianisti, voleva farlo anche con la Lega ma è un eventualità, questa, praticamente impossibile da verificarsi.

    Il kippahfini ora ha capito che il suo partito non esiste più, ne come corrente ne come entità (certo che è tardo forte) all'interno del PDL e quindi, come tutti i classici bambini rognosi e rancorosi è andato, girando nel cortile, alla ricerca di altri bambini rancorosi come lui, solo che, come capita a tutti gli idioti, li ha si trovati, con una semplice differenza, sono centinaia di volte più furbi di lui.

    Dovesse mai riuscire nel suo "lavoro" cosa accadrà? Semplice, scioglimento del PDL in diversi partitucoli, si formerà una specie di coalizione tra i fuoriusciti favorevoli a kippahfini e i "casinisti" (un nome un programma), kippahfini che si presenterà come leader del nuovo partito salvo poi prenderla nel culo al momento delle elezioni, perché quelli che vinceranno saranno altri che stanno un pò più a sinistra di lui, e kippahfini finirà a guidare un partitucolo del livello del vecchio MSI, da cui non uscirà mai più.
    Ty fian dwma fiatua! - Sono un uomo libero, abitante di una nazione libera! - Dumnorix

    Se roma desidera dominare il mondo, questo vuol forse dire che tutti vogliano esserne suoi schiavi? - Caratacos

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