Anche trenta docenti hanno espresso la loro solidarietà ai ragazzi. Il questore difende i suoi agenti
Gli studenti contestano il ministro: espulsi a forza dalla sala. I giovani: la polizia ci ha maltrattati Le foto dei momenti di tensione. Congelata la devolution, se ne riparla a Roma
Incidenti per la Moratti a Udine. E nasce un caso politico. Gli studenti contestano il ministro, ieri mattina alla fiera per gli stati generali della scuola, e sono espulsi a forza dalla sala. Ci sono momenti di tensione documentati da foto. I giovani sostengono: la polizia ci ha maltrattati. Trenta docenti, solidali con i ragazzi, escono dall’aula e si adoperano per riportare la calma tra manifestanti e poliziotti. Per i ds si tratta di atteggiamenti gravi e preoccupanti. Dal canto suo, il questore Celentano replica alle polemiche e difende i suoi agenti. Venendo ai risultati dell’incontro nei padiglioni della fiera, la Moratti congela la devolution, ma apre uno spiraglio: la trattativa riparta da zero nella commissione paritetica. Commenta la vicepresidente Alessandra Guerra: siamo pronti a metterci subito al lavoro, così da poter varare in primavera la nuova norma.
Gli studenti: ci hanno maltrattati
I giovani: volati schiaffi e spintoni. Guerra: gli agenti hanno esagerato
Ma la polemica esplode. Il ministro dell’istruzione Letizia Moratti è entrato in sala da pochi minuti, scortato da alcuni agenti di polizia in borghese, quando un tazebao che dice “No a una scuola di padroni, ministra dimissioni» si alza dalle prime file. A sorreggerlo quattro studenti, tutti minorenni (non ne riportiamo pertanto il nome). Nessun problema, tanto che il sala scatta un applauso verso il ministro e la stessa Moratti non bada troppo alla protesta e inizia a parlare. I funzionari della questura si avvicinano e invitano i ragazzi a spostarsi più indietro. Una volta raggiunto il fondo della sala, chiedono loro di esibire gli inviti ma, quando i quattro manifestanti tentano di alzare di nuovo il cartello, gli uomini in borghese mettono fine alla protesta allontanandoli dalla sala. Volano spintoni sotto l’obiettivo degli operatori del Tg degli studenti e le immagini mostrano un dirigente della Digos mentre afferra e trascina una studentessa che, poi, riferirà di essere stata «tirata per il capelli», mentre il presidente della consulta provinciale degli studenti Fabrizio Anzolini parla di «comportamento inaccettabile». In sala molti assistono alla scena e una ventina tra professori e presidi escono in segno di solidarietà. Poi il giallo: nell’intercapedine tra la sala congressi e l’atrio principale i giovani restano soli con la polizia per qualche istante: «A quel punto - raccontano - quando nessuno più vedeva, uno è stato malmenato e sono volati anche schiaffi. Gli altri spintonati e sbattuti contro il muro». Il questore di Udine, Francesco Celentano, è proprio fuori da quella porta verde anti-panico che rimane chiusa ancora un po’. Quando si apre esce la polizia coi ragazzi, lacrime agli occhi e tanta rabbia da sfogare. Fuori fanno eco a centinaia con tamburi, megafoni e bandiere e premono sulla porta principale, dall’altra parte decine di agenti a cordone per contenere il gruppo dei manifestanti. Bandiere della Cgil, di Rifondazione, gruppi di studenti che vogliono denunciare «la violenza - ripetono - che abbiamo subito». Accessi alle scale bloccati, ordini che si susseguono, la conferenza stampa del ministro, prevista al secondo piano in un salottino, che viene spostata in un padiglione dismesso senza luce, senza sedie per ragioni di sicurezza, dice la scorta della Moratti. Fuori volano urla («fascisti, fascisti») mentre il preside Giorgio Milan, parlando in friulano al questore, difende gli studenti e chiede di farli rientrare tutti col cartello. Celentano acconsente ma non tutti possono accedere alla sala, resta fuori anche il presidente della consulta Anzolini, ufficialmente invitato.
A fatica, molto lentamente, la tensione si allenta. «Non ci sono feriti e i ragazzi accompagnati fuori sono stati fatti rientrare», commenterà poi il questore Celentano. Ma la vicenda approda in consiglio regionale con una richiesta immediata di chiarimenti. Secondo i Ds «è un fatto grave e preoccupante, lesivo della libertà di espressione». La vicepresidente della giunta, la leghista Alessandra Guerra, si dice dispiaciuta che «le forze dell’ordine, temendo il peggio, abbiano un po’ esagerato». E mentre la presidente della Fiera Gabriella Zontone parla di «spiacevole equivoco», anche il Siulp in una nota difende l’operato delle forze dell’ordine.




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